Vannia Gava e il “nucleare”
Tra le responsabilità di Giorgia Meloni, oltre a quella di aver nominato i Ministri Nordio e Santanché, c’è indubbiamente anche quella di aver scelto, come unica Vice-Ministra per l’Ambiente del suo Governo, l’on. Vannia Gava. Quali siano le competenze e le capacità di quest’ultima, per ricoprire un incarico così importante e delicato, resta infatti un mistero. L’esponente leghista di Sacile non è una biologa, né un chimico o un architetto, non è laureata in scienze naturali o in tutela dei beni culturali: diciamola tutta, non è proprio laureata. Non risulta, poi, che abbia ricoperto qualche incarico all’interno di associazioni come WWF, Legambiente o Italia Nostra, né che si sia distinta in qualche battaglia in difesa dell’ambiente. Se poi scorriamo il suo curriculum vitae – scaricabile dal sito del Parlamento – scopriamo che è competente in “contatto clienti, trattativa e vendita prodotti”, che ha “conoscenze tecniche in merito a mobili, pareti e sedute per ufficio” e che ha seguito un corso di formazione su “Come parlare in pubblico”.
Forse è per questo che l’unica rappresentante della nostra regione nell’attuale Governo (assieme al Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani), in questi tre anni e mezzo non ha brillato molto per interventi e iniziative a favore del nostro territorio. A parte l’aver sostenuto il riconoscimento di “Evento di Qualità” per la “Sagra dei Osei” della sua città, non ci sembra che abbia mosso un solo dito o speso una parola in difesa del Tagliamento (il “Re dei fiumi alpini”, minacciato, come sostengono centinaia di esperti e docenti universitari di tutta Europa, da un’opera faraonica ed inutile come lo sbarramento di Dignano e dal progetto di derivazione da parte del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana delle acque in uscita dal Lago di Cavazzo); né che si sia impegnata contro i cambiamenti climatici; né che sia intervenuta su opere o iniziative molto contestate e discutibili, come l’Ovovia di Trieste, la mega Acciaieria in Laguna, i Concerti di No Borders ai Laghi di Fusine, nuove piste da sci o la proliferazione di devastanti strade camionabili in montagna (a partire dall’assurda Cjampizzulon-Malga Tuglia).
Bene, lo scorso 22 aprile, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Terra e a pochi giorni dal 40° anniversario del terribile disastro di Chernobyl, la nostra Vice-Ministra non ha avuto niente di meglio da fare che rilasciare un’intervista in cui proclama che il “Nucleare non è più rinviabile”! Su questo argomento la stragrande maggioranza degli italiani ha già avuto modo di esprimersi democraticamente in due Referendum, nel 1987 e nel 2011. Vannia Gava può anche pensarla diversamente, ma a chi dobbiamo credere, di chi dobbiamo fidarci? Di Fisici, docenti universitari, come Gianni Mattioli e Massimo Scalia (che furono tra i promotori del movimento anti-nucleare e tra i fondatori di Legambiente) o dell’esperta di “mobili e sedute per ufficio”?
Marco Lepre – Presidente circolo Legambiente della Carnia




