Vedere di persona i problemi del lago di Cavazzo: l’europarlamentare Cristina Guarda con i comitati “salvalago”

La vice presidente della commissione petizioni del Parlamento Europeo Cristina Guarda ha incontrato a Udine i comitati di cittadini che difendono il lago di Cavazzo (Udine) da uno sfruttamento che rischia di compromettere ulteriormente l’ecosistema già messo a dura prova da scelte del passato che hanno compromesso paesaggio e vivibilità della zona. A mettere in moto una procedura europea una petizione oggi in fase di istruttoria sulla quale la vicepresidente Cristina Guarda ha promesso massima attenzione tanto da aver voluto visionare di persona l’area interessata, una visita conoscitiva, per farsi un’idea della situazione del lago di Cavazzo e per poterla poi illustrare ai colleghi a Bruxelles. L’europarlamentare Cristina Guarda ha spiegato: “abbiamo un lago che è sottoposto a pressioni antropiche importanti che a causa della crisi climatica peggiorano gli effetti sulla vivibilità, che si riflettono su una popolazione che deve anche poter vivere della bellezza generata dalla natura”. L’obiettivo, specifica l’europarlamentare, è capire se ci siano violazioni di norme europee, come la Direttiva Habitat, che protegge anche il Tagliamento, e la direttiva quadro, in cui è compresa anche la tutela delle acque. Secondo gli autori della petizione, l’equilibrio naturale del lago sarebbe stato modificato in maniera pesante dagli scarichi di acqua fredda e fangosa provenienti dalla centrale di Somplago, creata alla fine degli anni ’50, ma la loro proposta di un nuovo canale in cui deviare le acque è sempre stata respinta. Al tempo stesso si oppongono al progetto portato avanti dal consorzio di bonifica della pianura friulana di creare un canale che devii parte delle acque in uscita dal lago per irrigare alcune aree del gemonese. Per l’europarlamentare, prima di eventuali sanzioni, è importante instaurare un dialogo con tutti i soggetti coinvolti: “ è molto importante che ci sia un approccio costruttivo, che dia la possibilità ai cittadini e agli amministratori di vedere tutelata la posizione produttiva e garantita la permanenza di un habitat nel corso del tempo”.