Vent’anni fa ci lasciava Bruno Lepre: antifascista, membro del CLN, deputato e senatore socialista

Bruno Lepre ci ha lasciato il 16 settembre 2006 sono passati esattamente vent’anni fa. Aantifascista, membro del CLN, deputato e poi senatore per il PSI per quattro legislature, promotore della legge che ha abbassato la maggiore età (consentendo il diritto di voto ai diciottenni), sostenitore di numerosi provvedimenti a favore della ricostruzione e dello sviluppo del Friuli terremotato e dei territori montani. Insomma uno dei protagonisti dell’Italia repubblicana.  Indubbiamente, in passato, il voto di preferenza – uno dei temi al centro in questi giorni dell’acceso dibattito sulla nuova legge elettorale – ha avuto anche un utilizzo “distorto” e un esito inferiore alle aspettative, tuttavia non si può certo negare che, attraverso di esso, a differenza di quanto accade ormai da diverso tempo, i cittadini abbiano avuto la possibilità di scegliere come propri rappresentanti le persone migliori e più competenti, provenienti dalla società civile e dal mondo delle professioni. Ad esse la nostra Costituzione affida(va) il potere di discutere ed emanare le leggi, un compito ormai sempre più sostituito dalla proliferazione di decreti proposti dal Governo, approvati a forza di “voti di fiducia” dal Parlamento, senza più nemmeno discutere.
Così oggi, tra i nostri rappresentanti, non più scelti dagli elettori ma nominati dai capi partito, più che la competenza e la preparazione ad essere privilegiata è la “fedeltà” incondizionata agli ordini ricevuti.
Non corrispondeva certo a questo “modello” la figura della maggior parte dei parlamentari di una volta, come Bruno Lepre, prima deputato e poi senatore, scomparso esattamente venti anni fa. Nato ad Ovaro l’11 febbraio 1920, era laureato in lettere ed in giurisprudenza e risiedeva a Tolmezzo, dove ha esercitato la professione di notaio.
Proveniente dal Partito d’Azione, Lepre si era iscritto al P.S.I. nel 1946. È stato membro del C.L.N. della Carnia e direttore del giornale della Liberazione “Carnia”. In questa veste promosse sul giornale un ampio dibattito politico-culturale che sfociò in seguito nella costituzione della Comunità Carnica, il consorzio dei comuni montani che fu la prima forma di autogoverno della montagna friulana e fece da modello per le comunità montane, istituite con la Legge 1102 del 1971. Lepre, membro della Commissione Statuto della Comunità Carnica, ricorderà e farà tesoro di questa esperienza quando più tardi parteciperà ai lavori parlamentari per l’approvazione della legge.
Consigliere comunale di Ovaro nel 1946, Vice Presidente della Comunità Carnica, fino al 1951, nel 1960 viene eletto Consigliere Provinciale, capogruppo del P.S.I. a Palazzo Belgrado e, nel gennaio 1965, Vice Presidente ed Assessore all’Istruzione della Provincia di Udine. Nel 1968 viene eletto Deputato nella Circoscrizione di Udine e ricopre la carica di Vice Presidente della “Commissione dei Trenta” per i decreti delegati della riforma tributaria. Il 7 maggio 1972 è rieletto Deputato sempre nella Circoscrizione di Udine e, contemporaneamente, Senatore nel Collegio di Tolmezzo, raggiungendo, con la cifra individuale del 19,12 la terza più alta percentuale del partito in Italia. Opta per il Senato.
Diviene Sottosegretario di Stato agli Interni nel IV e V Governo Rumor, successivamente fa parte della Commissione Affari Costituzionali ed Interni. È presentatore della Legge che ha concesso la maggiore età ed il voto ai diciottenni; di quella che riduce ad un anno il servizio di leva e di quella che istituisce i consigli di quartiere e di frazione.
Quello che oggi appare un dato scontato e del tutto normale – votare a 18 anni – ebbe allora bisogno di una lunga battaglia. Nel novembre 1968 Bruno Lepre presenta la sua proposta che, senza bisogno di un iter di approvazione complesso (si trattava di cambiare gli articoli 48 e 58 della Costituzione), prevede una semplice modifica del Codice Civile in modo da spostare il limite della maggiore età al compimento del diciottesimo anno. Se un cittadino a 18 anni poteva compiere autonomamente atti essenziali ai fini della sua presenza dinamica nella società, non si capiva perché non potesse concorrere col suo voto a determinare la linea politica generale da cui dipende proprio la sua presenza attiva nella società civile.
Gli avvenimenti di quegli anni, che avevano visto i giovani protagonisti di importanti battaglie democratiche nelle scuole e sul posto di lavoro, se, da un lato, testimoniavano il raggiungimento di una chiara maturità, dall’altro, soprattutto agli occhi delle forze conservatrici, costituivano sul piano elettorale un’incognita e un possibile pericolo per i rapporti di forza stabiliti tra i partiti. Di fronte agli ostacoli frapposti all’approvazione della legge, Lepre insisterà nel riproporla anche all’inizio della seguente legislatura, fino a che, nella primavera del 1975, quasi tre milioni e mezzo di giovani riusciranno ad esercitare il diritto di voto attivo per la prima volta.
Rieletto Senatore sia nel 1976 (con la seconda cifra individuale del partito socialista in Italia, 21,13%) che nel 1979, fa parte della Commissione Affari Costituzionali. È presentatore di varie leggi, tra le quali: riforma delle servitù militari, esonero militare e servizio civile sostitutivo per i giovani di leva del Friuli terremotato, provvidenze ed interventi per le popolazioni terremotate del Friuli. L’esonero dal servizio di leva dei giovani terremotati è il primo esempio in Italia di un tale intervento in occasione di una calamità naturale. La legge di riforma delle servitù militari, approvata nel 1976, ebbe un particolare significato per la regione Friuli-Venezia Giulia, dove era dislocato, fino all’inizio degli anni ’90, un terzo dell’esercito italiano: furono liberati, infatti, gran parte dei terreni sottoposti a tali vincoli, che di fatto compromettevano lo sviluppo dei settori produttivi. Le decisioni in materia, un tempo arbitrariamente gestite dalle autorità militari, senza alcuna tutela delle comunità locali, furono da allora assegnate ad una Commissione regionale composta da militari e rappresentanti dell’Amministrazione civile.
Nelle vesti di Vice Presidente della Commissione Speciale per il terremoto in Friuli, Lepre si è adoperato perché si provvedesse, oltre che alla ricostruzione degli edifici distrutti, anche allo sviluppo del territorio, prevedendo interventi concreti per eliminare le cause storiche del sottosviluppo e dell’isolamento dell’area friulana terremotata.
Dopo aver fatto parte della Commissione Difesa del Senato, ne è diventato Presidente per tutta la legislatura conclusasi nel luglio 1983, promuovendo, tra l’altro, la legge per il congedo dei giovani di leva che avevano chiesto di effettuare il servizio sostitutivo presso i Vigili del Fuoco e quella per il servizio civile sostitutivo di quello militare per gli obiettori di coscienza.
Non ricandidato dal partito alle elezioni politiche del 1983, nel 1988 viene eletto Consigliere della Regione Friuli-Venezia Giulia, portando il suo contributo di esperienza nella legislatura conclusasi nel 1993. In questo periodo fa parte dell’Ufficio di Presidenza e dedica particolare impegno agli interventi per l’incremento dei settori produttivi della montagna.

Cinquant’anni fa in vigore la legge che diede il Voto ai diciottenni. Una riforma proposta dal parlamentare carnico Bruno Lepre