Vicino/lontano on, la scrittrice Maaza Mengiste racconta le “distanze” viste dalla letteratura

Distanze: può contribuire a colmarle la letteratura? Nel caso del tempo e della memoria collettiva una risposta, implicita ma dirimente, arriva dal l’intenso libro dell’autrice Maaza Mengiste, “Il re ombra”, finalista Booker Prize 2020, pubblicato in Italia da Einaudi, fresco vincitore della XV edizione del premio Gregor Von Rezzori – Città di Firenze. Nata ad Addis Abeba ma residente a New York, dove insegna scrittura creativa al Queen’s College, Maaza Mengiste con la sua opera riannoda i fili della storia e della memoria riportandoci negli anni della Guerra d’Etiopia. Un profondo “iato” nella memoria storica italiana, perché tuttora fatichiamo a fare i conti con il nostro passato coloniale. Di questa e altre “distanze”, anticipando il filo rosso tematico della 17esima edizione del festival vicino/lontano – che si terrà, in presenza, dal 1° al 4 luglio a Udine – la scrittrice Maaza Mengiste dialogherà lunedì 14 giugno, per il terzo appuntamento dell’edizione 2021 di Vicino/lontano ON, in streaming sul canale youtube e sulla pagina facebook di vicino/lontano. L’intervista sarà curata da Sergia Adamo, docente di Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università di Trieste, redattrice di “aut aut” e componente del comitato scientifico di vicino/lontano. Il dialogo sarà ospitato nello studio televisivo messo a disposizione da Entract multimedia.

Pubblicato nella traduzione di Anna Nadotti, “Il re ombra” di Maaza Mengiste è una potente narrazione storica, un romanzo forte, originale e appassionante che riporta alla tragedia dell’invasione italiana dell’Etiopia e alla resistenza eroica di un popolo. L’autrice adotta un duplice spicchio visuale, quello etiope e quello italiano, filtrandolo attraverso lo sguardo delle donne. “Il re ombra” si apre e si chiude nel 1974 alla stazione ferroviaria di Addis Abeba, racchiudendo la genesi della Guerra d’Etiopia, nel 1935, e l’epilogo vittorioso della resistenza etiope nel 1941, in una narrazione polifonica. È Hirut, giovane donna orfana entrata nella casa del capo guerriero Kidane, il vero demiurgo della vicenda con l’invenzione geniale del “Re ombra”, il mite pastore Minim così somigliante all’imperatore esiliato Selassié.

Vicino/lontano ON si concluderà lunedì 21 giugno con il dialogo dedicato a Forensic Architecture, il gruppo di ricerca della Goldsmiths University di Londra che impiega le tecnologie digitali più avanzate per ricostruire gli scenari in cui si verificano casi di violazione dei diritti umani. A dialogare con la ricercatrice Dimitra Andritsou sarà Michele Bonino, docente di Composizione architettonica e urbana al Politecnico di Torino.

Info e dettagli: vicinolontano.it

Mengiste Maaza_ copyright photo-Peter-Bauer.