25 novembre: immagini intime senza consenso diventano arte nella mostra di Maria Silvano al Visionario

Alzino la mano le donne a cui è capitato di ricevere immagini intime senza consenso attraverso la tecnologia, il cellulare o i social. La ricerca dell’artista veneziana Maria Silvano – che intreccia antropologia, identità e linguaggio visivo – parte proprio dall’esperienza quotidiana di tante donne per poi riflettere sul consenso e su alcune forme di violenza di genere mediate dalla tecnologia. E infine, attraverso la fusione tra fotografia, ricamo e narrazione, l’artista affronta con delicatezza e potenza visiva il tema delle immagini intime non consensuali, trasformando la ferita in gesto simbolico e poetico. Tramite l’arte, le immagini sessuali indesiderate che arrivano nei cellulari di tante donne diventano mazzi di fiori.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Associazione Spazio Udine organizza la mostra “Not Even With a Flower”, che vedrà esposte per la prima volta a Udine le opere dell’artista Maria Silvano. L’evento inaugurale si terrà martedì 25 novembre alle 18.30 nella Sala Astra del Cinema Visionario in via Asquini 33 a Udine, l’esposizione sarà visitabile nell’anticamera della Sala Astra fino al 14 dicembre.

LA MOSTRA

L’artista da anni raccoglie le foto, storie e chat in maniera anonima per trasformarli in un progetto artistico che vuole disinnescare la violenza di genere. Maria Silvano raccoglie le “dick pic” indesiderate e le trasforma in mazzi di fiori attraverso il ricamo. L’esposizione di Udine ospiterà 10 immagini, incorniciate e coperte da una piccola tenda in modo che la visione delle fotografie avvenga solo dopo l’atto volontario di sollevare la copertura. Su un’altra parete saranno appese 6 immagini del retro di ogni ricamo, a simboleggiare il segno che questi abusi lasciano in chi li subisce. Contestualmente, saranno esposte alcuni frammenti di storie condivise dalle donne stesse.

All’inizio del percorso espositivo è previsto il trigger warning, ovvero l’avviso di contenuto con potenziale turbamento. Questo tipo di avvertimento viene dato prima di mostrare, leggere o discutere contenuti che potrebbero suscitare forti reazioni emotive o ricordare esperienze traumatiche a chi li riceve. Per esplicita richiesta dell’artista l’accesso all’esposizione sarà aperto a persone di tutte le età. A chi ha meno di 18 anni si consiglia l’ingresso con la presenza di una persona adulta.

L’INAUGURAZIONE

All’inaugurazione interverrà l’artista Maria Silvano in dialogo con l’avvocato Patrizia Fiore, da anni impegnata nella tutela dei diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+, che approfondirà gli aspetti legali legati agli abusi digitali. L’incontro è moderato da Sandro Orlando, vicepresidente di Spazio Udine. Al termine, il pubblico potrà porre domande o condividere la propria esperienza. Ingresso libero, senza prenotazione, fino a esaurimento posti.

“Con questo progetto artistico – sottolinea l’artista Maria Silvano – voglio offrire alle persone che hanno subito queste molestie la possibilità di vedere la propria esperienza riconosciuta e trasformata in rivendicazione attraverso l’arte”.

“Con questa mostra in occasione del 25 novembre – spiega Marta Vigna, di Spazio Udine, che ha coordinato l’organizzazione dell’evento – desideriamo creare uno spazio di consapevolezza, ascolto e confronto, offrendo voce a chi ha subito o desidera condividere esperienze spesso invisibili”.

L’ARTISTA

Maria Silvano è un’artista e fotografa veneziana la cui pratica unisce sguardo antropologico e ricerca visiva. Indaga temi di identità, genere e appartenenza culturale attraverso il ritratto e la narrazione fotografica. Negli ultimi anni integra ricamo e tessuti nelle immagini, creando nuovi livelli di senso e memoria. La sua ricerca nasce durante un lavoro di campo in Spagna con una comunità gitana, esperienza che ha segnato il suo approccio documentario e intimo.

Ha esposto in numerosi contesti europei, tra cui il Royal Anthropological Institute di Londra, DADA Post e Raum Für Drastische Maßnahme a Berlino, Espacio Zebra di Barcellona e Innerspace17 di Torino. Ha collaborato con festival come Transmediale, Stazione di Topolò e Disruption Network Lab. Nel campo della moda ha partecipato a eventi come Pitti Bimbo a Firenze.

È laureata in Antropologia Culturale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha completato studi avanzati in Kulturelle Bildung presso la Alice Salomon Hochschule di Berlino. Ha inoltre perfezionato la sua ricerca visiva studiando con Franco Fontana e collaborato come assistente dell’artista di fama internazionale Armin Linke.