A Udine la presentazione annuale del Rapporto sulle carceri illustrato dal Garante Andrea Sandra
Questa mattina si è svolta la presentazione annuale del Rapporto sulle carceri, illustrato dal Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Andrea Sandra, insieme all’ex garante regionale Franco Corleone. Inutile spiegare come in questi giorni di enorme calura una struttura novecentesca come il carcere di Udine diventi uno dei luoghi che mette a durissima prova non solo i detenuti ma anche il personale di vigilanza fra le criticità maggiori c’è la questione del sovraffollamento che anche se nell’ultima settimana, è stato detto da Sandra, si è visto un calo notevole passando da 180 a 150 resta il fatto che la capienza non dovrebbe superare i 90 posti. Ovviamente il sovraffollamento rende ancora più critica la situazione aggravata dal caldo, mitigato anche se in maniera limitata dal fatto che sono stati distribuiti ventilatori. Permane inoltre l’ormai annoso problema sanitario, non solo la scarsità di personale ma anche dall’infermeria poco accessibile salvo per problemi gravi. Sempre più spesso serve trasportare i detenuti in ospedale, ma questo richiede un’organizzazione complessa con la presenza di due agenti di polizia penitenziaria per detenuto mettendo in difficoltà anche le strutture sanitarie ospedaliere. Ci sono viene spiegato da Sandra alcuni aspetti positivi, a partire dal maggiore coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni nelle iniziative che riguardano i carcerati. Vi sono poi i già programmati interventi di ristrutturazione che rappresentano sia nei tempi che nei modi operativi un modello nazionale dato puntano a fornire servizi per il reinserimento sociale, come le stanze di lavoro e entro l’anno un teatro aperto anche alla città. All’incontro fra gli altri erano presenti i Consiglieri Regionali Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), Furio Honsell (Open Sinistra FVG) e Massimiliano Pozzo (Partito Democratico) che dopo l’incontro hanno emesso un comunicato congiunto: “Dal rapporto – sottolineano i Consiglieri regionali – emergono alcuni segnali positivi, a partire dal proseguimento dei lavori presso la Casa
circondariale di Udine, con particolare riferimento al recupero dell’ex sezione femminile. Si tratta di interventi importanti che contribuiranno a migliorare le condizioni strutturali dell’istituto. Accanto a questi elementi incoraggianti, tuttavia, emergono con forza le criticità di un sistema che continua a mostrare tutta la sua fragilità. La cronica carenza di personale, sia nell’amministrazione penitenziaria e in particolare presso l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, sia tra gli operatori, rappresenta un problema sempre più grave.” “A questo – proseguono Capozzi, Honsell e Pozzo – si aggiungono gli effetti dei recenti decreti sicurezza, che hanno introdotto nuove fattispecie di reato e inasprito alcune pene, senza incidere positivamente su una situazione ormai prossima al collasso. Nella nostra regione si registrano circa 250 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare, un dato che rende evidente il persistente sovraffollamento.
Particolarmente preoccupante è anche la situazione della sanità penitenziaria, che è di responsabilità regionale. La carenza di medici e infermieri rischia di compromettere il diritto alla salute delle persone detenute, determinando ritardi nelle diagnosi e nelle cure, con conseguenze che possono rivelarsi molto gravi.” “Non possiamo permetterci – aggiungono i tre Consiglieri – di voltare lo sguardo dall’altra parte. Il carcere non può trasformarsi in un luogo in cui si aggravano le condizioni di fragilità delle persone. La nostra Costituzione afferma con chiarezza che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Quando il sistema penitenziario è incapace di garantire condizioni dignitose, percorsi di reinserimento e un’adeguata tutela della salute, viene tradito questo principio fondamentale, con il rischio che la detenzione diventi non uno strumento di recupero, ma un fattore che alimenta nuova marginalità e nuova criminalità.”
“Si potrebbe – evidenziano Capozzi, Honsell e Pozzo – ridurre il sovraffollamento potenziando le esecuzioni penali esterne, ma a questo scopo dovrebbero essere disponibili alloggi. Da tempo ci impegniamo perché la Regione, d’intesa con il Comune e con il Ministero, avvii un programma per dare una risposta in questo senso.” “Purtroppo – concludono i Consiglieri regionali – malgrado recentemente sia stata varata dalla Regione una legge sulle politiche abitative e ingenti siano le risorse manovrabili disponibili, la Regione non manifesta la minima sensibilità al problema.”




