Anpi e associazioni partigiane di Slovenia e Croazia protagoniste di “Fratelli senza confini”

No a chi vuol dividere italiani, sloveni e croati; i confini siano un ponte di unità e non una barriera: con questo spirito si svolgerà sabato 30 marzo a Sežana (Slovenia) una particolare iniziativa promossa dalle associazioni partigiane nazionali dell’Italia, della Croazia, della Slovenia e dall’associazione partigiana di lingua slovena della Carinzia (Austria). Il titolo è “Fratelli senza confini – Italiani, sloveni e croati uniti contro nazionalismi, neofascismi e razzismi”. Contro chi ancora oggi vuole dividere popoli e Paesi, le associazioni partigiane rilanciano l’unità e la loro scelta europeista, ricordando la comune lotta resistenziale che ha determinato la sconfitta del nazifascismo.
«Partendo dall’unità delle forze partigiane intendiamo guardare avanti, a una prospettiva futura in cui il fulcro è l’Europa dei popoli: un’Unione Europea, che poggi su un contratto sociale e non economico, dove ciascuna etnia mantenendo la sua identità e con l’apporto della sua specificità culturale sia parte integrante di una società pacifica, perché le differenze sono elemento di arricchimento reciproco e non di divisione e odio. Del resto, nei nostri territori l’idea di confine era qualcosa di effimero: per la società contadina precedente la I Guerra Mondiale in Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia i contatti tra le genti erano costanti, sereni e intesi come assolutamente normali», afferma Dino Spanghero, presidente dell’Anpi Regionale del Friuli Venezia Giulia.
L’iniziativa, fortemente simbolica, si svolgerà, come detto, a Sežana (Slovenia) alle ore 11. Nella sala consiliare, in via Partizanska cesta 4, parleranno i presidenti delle associazioni nazionali: Tit Turnšek, presidente ZZ NOB (Slovenia), Franjo Habulin, presidente SABA (Croazia), Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI. Gli interventi saranno preceduti dalla deposizione di una corona di fiori davanti al monumento alle vittime del fascismo e dalla simbolica piantumazione di un albero in terra slovena, con le radici in terra italiana e croata. Il futuro deve essere un’opportunità di tolleranza e unità per una pacifica convivenza nelle diversità che arricchiscono i popoli di umanità, progresso e solidarietà.

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