Assessore Riccardi innervosito da stampa e social chiede alla dirigenza sanitaria di dotarsi al più presto di una “macchina da guerra” per “annientare” gli attacchi mediatici

Può un politico ai vertici della Regione invitare alcuni suoi sottoposti di dotarsi al più presto di una “macchina da guerra” per “annientare” tutti gli attacchi mediatici che giungono attraverso i mass-media e i social media”? La risposta è ovvia. La dichiarazione è talmente grossa che abbiamo avuto il sospetto che la segnalazione, giunta in redazione ieri, fosse, se non una fake news, almeno una forzatura. Ed invece è drammaticamente vera, perchè la frase del vicepresidente della Regione Fvg, nonché assessore alla salute Riccardo Riccardi, è stata pronunciata e verbalizzata nel corso di un incontro ufficiale con il NURSIND di Udine, il sindacato delle professioni infermieristiche. Presenti anche il commissario straordinario Arcs dott. Francesco Nicola Zavattaro (Commissario straordinario) e il dott. Michele Chittaro (Vicecommissario con poteri e funzioni di direttore sanitario).  Presenti  Afrim Caselli (Segretario Provinciale Nursind Udine) – Gianluca Altavilla (Segreteria Regionale Nursind) e Samantha Saffer (Dirigente Nursind SORES).

Parlando dei rapporti con la stampa l’assessore testualmente -fa presente le risposte date in prima persona agli attacchi mediatici subiti, in difesa del nostro operato, ed in particolare da una specifica fonte, e chiede risolutamente a Zavattaro e Chittaro di dotarsi al più presto di una “macchina da guerra” che possa/debba annientare tutti gli attacchi mediatici che giungano attraverso i mass-media e social-media-. 

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Sarebbe interessante capire cosa intenda Riccardi per “macchina da guerra”, gli ricordiamo che nel recente passato il “marchingegno” non portò bene a chi lo promosse anche se “gioisamente”. Ma in ogni caso è la parola “annientare” che preoccupa un poco. Vabbè che nei tempi del linguaggio governativo  dell’odio a violenza verbale sembra essere sdoganata, ma ci sono dei limiti e l’uso nei confronti di mass media e lavoratori di questi è decisamente censurabile.  Consideriamo poi che in questo caso si invitano altri ad agire come fossero soldataglia al proprio soldo, quindi un doppio fallo da rigore, uno per cercare di imporre la censura e l’altro per utilizzare strutture pubbliche per farlo.  Ci fanno anche notare operatori ed esperti del settore sanitario che l’Assessore alla Salute ha chiesto all’ARCS- Azienda Regionale Coordinamento sanitario di utilizzare risorse pubbliche, quindi soldi dei contribuenti destinati alla salute, per colpire giornali, giornalisti e social, rei di informare sulle manchevolezze del sistema sanitario o peggio scomodi raccontatori di alcune “criticità” e non solo di tipo funzionale. Insomma, si chiedono in molti: “soldi pubblici per nascondere ciò che non funziona in un servizio da cui dipende la vita e la salute dei cittadini di questa regione? Ma in cosa consistono questi cosiddetti attacchi mediatici? Potrebbero intendersi la contestazione dell’assetto organizzativo che non funziona? O forse la cronaca dei fatti tragici conseguenti a tale organizzazione?” C’è il fondato timore che si cerchi di predisporre una sorta di censura di quel che avverrà nel futuro, purtroppo annunciato fin d’ora, visto che il sistema continuerà a malfunzionare ancora a lungo.
Ma c’è di più, è evidente che non sono state digerite alcune pubbliche denunce come quella recente fatta proprio dalle colonne del nostro giornale riferite all’assunzione di un primario all’ospedale triestino di Cattinara viziata da una strana fuga di notizie e per di più “preventiva”. Vi rimandiamo per questo  alla lettura dell’inchiesta dal link in calce.  Non vorremmo che questo, come altri episodi di questi mesi relativi a malfunzionamenti e ritardi vari nella sanità, abbiano innervosito talmente l’assessore da fargli perdere lucidità politica pensando di trasformare dirigenti e manager in vendicatori, attivando uffici legali o chissà cos’altro. Ovviamente se l’assessore ritiene che il verbale del Nursind sia mendace lo faccia sapere, saremmo lieti di mettere a confronto le varie versioni per amore di verità e di scoprire che lui è paladino della libertà di stampa.

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