Aussa Corno. Capozzi (M5S): Ex Eurofer, urge chiarezza su destinazione d’uso
“Sull’area ex Eurofer alcuni privati vorrebbero realizzare un inceneritore da un miliardo di euro per smaltire 500mila tonnellate di rifiuti. L’area è stata comprata dal Consorzio di Sviluppo Economico del Friuli per 1,5 milioni di euro e su questi spazi sono previsti sia lavori di urbanizzazione e infrastrutturazione, sia la bonifica dei terreni inquinati. L’Esecutivo regionale dovrebbe perciò chiarire, una volta per tutte, se intende tener conto dell’invito del Comune di San Giorgio di Nogaro a rispettare le destinazioni d’uso stabilite dalla Conferenza dei servizi, propedeutica alla conferenza decisoria del 2015 per l’area ex Eurofer, invece di permettere la realizzazione di un termovalorizzatore”.
L’invito a prendere una posizione ufficiale arriva dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso i suoi uffici, ha recentemente depositato un’interpellanza tematica dal titolo piuttosto eloquente: “Quale destino per l’area ex Eurofer nella zona industriale Aussa Corno?”.
“La Giunta Fvg dovrebbe comunicare – aggiunge l’esponente pentastellata, attraverso una nota stampa che riprende i punti fondamentali della sua istanza – se e quando partiranno i lavori delegati al Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, visto che il 30 maggio 2025 era stato aggiornato il progetto di fattibilità tecnico-economica e che l’opera risulta completamente finanziata, non si comprende a cosa sia dovuto il ritardo, forse proprio all’incerto futuro dell’area? A chi dovrebbero spettare i lavori di bonifica?”.
Rimane anche un altro dubbio e richiede lumi sull’evenienza che “grazie al finanziamento concesso al Cosef per la realizzazione di un intervento integrato di efficientamento e potenziamento infrastrutturale e di rinaturalizzazione compensativa dell’area industriale da localizzarsi nei terreni di Punta Sud, nell’area di interesse regionale dell’Aussa Corno, possano essere finanziati anche i lavori di infrastrutturazione dell’area ex Eurofer (Ziac, 2° lotto)”.
Le perplessità emerse e la conseguente necessità di risposte incontrovertibili derivano da un approfondito esame di una cronistoria che prende origine “dall’Accordo di programma quadro, finalizzato al recupero e all’infrastrutturazione di zone industriali di interesse regionale, stipulato a Roma tra la Regione e il Governo, la cui sezione programmatica è costituita anche da cinque lotti per l’intervento di ‘bonifica e urbanizzazione dell’area ex Eurofer, sita nell’area industriale dell’Aussa Corno – realizzazione di un centro merci’, quattro inerenti a opere di bonifica (del valore stimato di 13.430.000 euro) e uno di urbanizzazione primaria dell’area commerciale/portuale (pari a 2.631.476,08 euro), per complessivi 16.061.476,08 euro”.
“Non rimane che attendere l’esito di questi passaggi – precisa Capozzi – perché l’eventuale dichiarazione di pubblico interesse dell’inceneritore, che a quanto pare è di interesse solo per i proponenti, cambierebbe e non di poco la prospettiva sull’area, visto che chi vuol realizzare l’impianto ha dichiarato di voler sostenere anche la bonifica dell’area. Ma tutto ciò vale anche per le opere di urbanizzazione e infrastrutturazione? E, nel frattempo, lasciamo che i terreni inquinati che affiancano il fiume Corno aspettino ancora altri anni?”.
Testo completo interpellanza: https://www.consiglio.regione.fvg.it/pagineinterne//portale/Attivita/GestDoc.aspx?idP=16824995




