Bioeconomia: Celotti (Pd), su filiera legno serve visione complessiva

«Per il Fvg il legno rappresenta un elemento centrale e bisogna promuovere un ragionamento organico per avere una visione complessiva per garantire sostegno e valorizzazione della filiera, senza trascurare il tema della transizione energetica e della gestione sostenibile del territorio». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) che oggi, a Udine, ha preso parte al convegno “Per fare la bioeconomia ci vuole il legno!” organizzato dalla Fiper (Federazione italiana di produttori di energia da fonti rinnovabili).

«Nel governo della transizione energetica la Regione deve avere un ruolo cruciale, promuovendo e sostenendo la realizzazione di infrastrutture e impianti che rispondano agli obiettivi di sostenibilità e di utilizzo delle rinnovabili» continua Celotti, convinta che «in questa partita le biomasse legnose residue devono avere uno spazio giusto, insieme alla promozione delle filiere corte e a una valutazione su quale energia sia più efficace e sostenibile promuovere nei diversi contesti territoriali».

Infatti, sottolinea ancora l’esponente dem, «lo stesso albero può essere classificato in modi diversi a seconda di chi lo abbatte, impresa agricola o azienda di giardinaggio, diventando un sottoprodotto che può essere destinato alla filiera virtuosa della produzione energetica nel primo caso, oppure un rifiuto. Un’assurdità, che contrasta con i principi che sottendono all’idea di riutilizzo e valorizzazione delle materie prime». Un tema, questo, sul quale il gruppo regionale del Pd, attraverso Celotti, ha già chiesto alla Giunta regionale di impegnarsi in ogni sede possibile, «perché è già passato un anno e le difficoltà per le oltre 600 aziende regionali sono ancora tutte da risolvere e non potranno che aumentare con la stagione calda e con la ripresa delle attività di manutenzione di giardini pubblici e privati». Una questione questa che, conclude, «riguarda i Comuni per la gestione dello smaltimento, le aziende che vedranno un aumento dei costi e i cittadini che pagheranno molto di più un servizio a causa di un incastro fra norme europee e nazionali che sono semplicemente sconnesse dalla realtà».