Case della Comunità in ASUFC: qualcosa non torna secondo il sindacato autonomo dei medici (Snami)

Con una nota decisamente piccata il sindacato autonomo dei medici (Snami) punta il dito contro il Direttore Generale  dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC) Denis Caporale che nel corso del  TGR Regione della RAI andato in onda oggi (04 luglio) ha rilasciato delle dichiarazioni  secondo lo Snami imprecise e forse inaccettabili. Il servizio Rai, che arriva dopo alcuni giorni di grancassa mediatica sulla presunta (molto presunta)  bontà del servizio sanitario regionale aveva come titolo “In Friuli case della comunità tutte aperte e funzionanti” raccontava si legge testualmente nella nota sindacale “dell’apertura di tutte le Case della Comunità (CdC) prevista per l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC) – perché mai “Centrale” visto che ricomprende tutto il territorio della futura Provincia di Udine – dal PNRR Missione 6 entro il 30 giugno 2026.”  “Il Direttore Generale dott. Caporale, spiega il sindacato,  in relazione al personale medico impiegato negli ambulatori della non differibilità aperti H 24 e 7 giorni su 7  nelle Case della Comunità, ha fatto riferimento alla “coprogettazione”, termine/neologismo elegante per indicare ciò che volgarmente si definisce “esternalizzazione”; ebbene, spiega lo Snami, le Linee di Indirizzo AGENAS del 5/4/2024 prevedono Obbligatoriamente la presenza di “personale medico del ruolo unico di assistenza primaria h24”, cioè di Medici di medicina genera: ciò per poter definire Casa della Comunità una Struttura Erogatrice distrettuale/territoriale, e a maggior ragione dal 1° luglio 2026 a PNRR – Missione 6 vigente con finanziamento europeo dato per acquisito. Ci si chiede come si possa affermare, e confermare pubblicamente, che le indicazioni vincolanti nazionali vengano palesemente violate nella quasi certezza dell’impunità … Non ci si nasconda dietro il paravento della carenza di Medici di medicina  generale per giustificare tale soluzione che pare palesemente illegittima, visto che ci sono gli Accordi cioè ACN e AIR FVG, una Legge Regionale cioè la 13/2025, e il confronto con i Sindacati, che al momento latita e sempre ridotto ai minimi termini dalla Direzione ASUFC, per trovare soluzioni che permettevano da tempo, e permettano tuttora, di coprire tutti i turni diurni in tali ambulatori delle CdC aziendali con una spesa nettamente inferiore rispetto alla esternalizzazione che pare sia il fine ultimo dell’azione amministrativa in ASUFC. Il tutto senza dimenticare i “giochetti” con i MMG della Continuità Assistenziale e la mancata erogazione delle indennità previste dall’ACN, cioè il contratto nazionale, per i Medici di Medicina Generale che svolgono attività oraria, ex Continuità Assistenziale/Guardia Medica, negli ambulatori delle CdC nei turni notturni, festivi e prefestivi compreso il sabato: tutto ciò oggetto di numerose nostre segnalazioni trasmesse via pec ma ad oggi non adeguatamente riscontrate. Infine, desta meraviglia che tutto ciò avvenga nel fragoroso silenzio di chi dovrebbe vigilare e intervenire”.  Insomma una accusa pesante che si voglia favorire il ricorso al privato “organizzato”, non certo una novità per chi segue da anni le vicende della politica sanitaria by Riccardi/Caporale.