La cooperazione riparte dalla montagna: Legacoop Fvg a Gemona in assemblea nel segno della ricostruzione
Il movimento cooperativo associato a Legacoop Fvg si è dato appuntamento a Gemona del Friuli per riflettere sulle sfide del presente e sulle prospettive del futuro. Il Cinema Teatro Sociale ha ospitato l’assemblea annuale dell’associazione di categoria che raccoglie le più grandi cooperative della regione. Principale appuntamento istituzionale e momento di confronto che ha riunito associate, istituzioni, amministratori, rappresentanti del mondo economico e accademico attorno al tema “Montagne da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire”.
Un luogo scelto non a caso
La scelta di Gemona come sede dell’assemblea non è stata casuale. Proprio quest’anno ricorre infatti il cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì il Friuli, con il gemonese tra le aree più duramente segnate dal sisma. Una ricorrenza che richiama il valore della ricostruzione, della solidarietà e della capacità delle comunità di ripartire insieme: principi che appartengono da sempre anche al mondo cooperativo e che trovano nella montagna uno dei contesti in cui continuano a esprimere tutta la loro attualità.
L’appuntamento ha rappresentato uno dei principali momenti di incontro e di confronto di Legacoop Fvg. Attraverso centinaia di cooperative attive nei più diversi settori, Legacoop Fvg rappresenta infatti un sistema capace di generare occupazione, innovazione e valore sociale, contribuendo in modo concreto alla crescita e alla coesione delle comunità del territorio.
L’assemblea ha preso il via alle 15 con gli adempimenti riservati alle delegate e ai delegati e la presentazione delle nuove adesioni al sistema cooperativo regionale. Di seguito i saluti istituzionali del sindaco di Gemona del Friuli, Roberto Revelant, e la relazione della presidente Michela Vogrig. Momento centrale della giornata è stata la tavola rotonda “Montagne da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire”.
“La scelta di Gemona, aveva anticipato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – porta con sé riflessioni e stimoli. Un luogo che è diventato il simbolo di riscatto e di una rinascita che sembrava impossibile e che ci ricorda la forza di una comunità quando si riscopre collettivo. Una consapevolezza che è alla base della cooperazione che noi rappresentiamo, nata per trovare risposte in contesti spesso difficili e offrire le migliori condizioni possibili di lavoro ai propri soci e socie. Valori che ritroviamo nelle storie di molte cooperative, di un movimento che ha radici profonde in quelle montagne che abbiamo voluto mettere al centro della tavola rotonda e che ci restituisce una capacità di sconfinare, di superare quei confini e limiti geografici, culturali e sociali per guardare oltre e sperimentare con coraggio alla ricerca di un bene collettivo”.
I numeri
I numeri confermano la solidità del sistema. Le cooperative aderenti a Legacoop Fvg danno lavoro a quasi 20 mila persone, riuniscono oltre 220 mila socie e soci e sviluppano un valore della produzione aggregato vicino ai due miliardi di euro. Nell’ultimo anno il valore della produzione è cresciuto di circa il 5%, trainato in particolare dai settori Produzione e Servizi (+10,83%), Sociale (+4,77%), Consumo (+2,46%) e CulTurMedia (+5,73%), mentre il patrimonio complessivo del sistema cooperativo continua a rafforzarsi con un incremento di circa 18 milioni di euro.
L’andamento consolida quindi la crescita nei settori trainanti, servizi, sociale, consumo, cultura e turismo, con un’accelerazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili che stanno vivendo una stagione particolarmente positiva, mentre permangono le difficoltà in settori come agricoltura e pesca.
Dati che confermano quindi la capacità delle cooperative di generare crescita economica, occupazione stabile e valore sociale anche in una fase caratterizzata da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e cambiamenti climatici. Un sistema cooperativo dinamico e in rapida evoluzione, plurale e complesso, alla costante ricerca di equilibrio tra mutualità e competitività che continua a trovare strade sempre nuove per crescere. “Non solo un modello d’impresa – ha spiegato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –, ma un modo di interpretare lo sviluppo: più inclusivo, mutualistico, partecipato e radicato nei territori”.
Le strategie per il futuro
“Questa assemblea – ha esordito la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – la vogliamo dedicare a tutte quelle persone, cooperatrici e cooperatori, cittadine e cittadini, componenti di organizzazioni e istituzioni, che ogni giorno scelgono con fatica di non arrendersi, di portare il loro piccolo o grande contributo al cambiamento, a coloro che scelgono il noi, che antepongono l’interesse generale, il bene comune, a quello individuale. Se la partecipazione e la democrazia sono faticose, sono anche una conquista quotidiana che ci definisce e ci determina come organizzazioni cooperative”.
Vogrig non ha mancato di ricordare la crisi che sta colpendo la Electrolux di Porcia a cui è stata espressa “solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori nel drammatico momento che stanno attraversando. Ci uniamo al loro – ha chiarito – nel chiedere una soluzione dignitosa e giusta di questa crisi e sottolineiamo con forza l’urgenza di una politica industriale di medio-lungo periodo, per contrastare la progressiva perdita di realtà produttive strategiche e per salvaguardare il tessuto economico e sociale dell’intero sistema regionale”.
Nel corso della sua relazione la presidente ha richiamato anche le principali direttrici strategiche che in questo mandato stanno guidando il movimento cooperativo associato a Legacoop nei prossimi anni: qualità del lavoro, sostenibilità, innovazione, promozione cooperativa, politiche di genere, cooperazione tra imprese e maggiore prossimità ai territori. Un percorso che ha già prodotto risultati concreti anche sul fronte delle nuove cooperative, con un numero crescente di nuove adesioni e un rafforzamento dei servizi messi a disposizione delle associate. “La cooperazione deve continuare ad essere uno spazio di innovazione economica e sociale. Significa mettere al centro il lavoro, creare valore duraturo per le comunità, costruire relazioni e affrontare insieme le grandi transizioni ambientali, digitali e demografiche che stanno cambiando il nostro tempo”.
Montagne da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire”
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema scelto per questa assemblea, “Montagne da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire”, sviluppato nella tavola rotonda che ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle cooperative.
Moderati dal condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, si sono confrontati il presidente nazionale dell’ Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani (Uncem), Marco Bussone, dello storico economico dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli, del presidente della cooperativa Pluriservizi Valcanale, Giuseppe Di Vora, della presidente della cooperativa Cramars, Stefania Marcoccio e della stessa Michela Vogrig.
Nel corso del dibattito è emersa con forza la necessità di costruire politiche per le aree montane che le valorizzino, anche nella narrazione, come risorsa per renderle attrattive e contrastare spopolamento, carenza di servizi e fragilità economiche, valorizzando invece le opportunità di cui sono portatrici. Il confronto ha evidenziato come proprio la montagna possa diventare un laboratorio privilegiato di sperimentazione di nuovi modelli di sviluppo, fondati sulla partecipazione, sulla sostenibilità e sulla capacità costruire insieme tra pubblico, privato e mondo cooperativo.
Nelle conclusioni Michela Vogrig ha richiamato ancora una volta il significato della scelta di Gemona.
“Essere qui significa ricordare che dalle situazioni più drammatiche possono nascere le esperienze più innovative. Il terremoto ci ha insegnato che una comunità che si unisce per un obiettivo comune può trasformare una tragedia in una rinascita. È lo stesso spirito che anima la cooperazione: superare gli interessi individuali per costruire beni comuni, mettere al centro le persone, il lavoro e la cura del territorio. La nostra assemblea in questo luogo non può che partire quindi dal riconoscimento che sono le condizioni più difficili ma anche luoghi come le nostre montagne i primi da cui partire affinché diventino spazi di possibilità, di economia che non divide ma connette. Oggi più che mai – ha concluso la presidente – abbiamo il dovere di immaginare insieme un futuro diverso e lavorare, insieme, per renderlo possibile”.
I commenti della politica (in aggionamento)
Manuela Celotti (Pd)
In serata Manuela Celotti consigliera regionale del Pd che ha partecipato come ospite ai lavori ha emesso una nota: “Di fronte ai cambiamenti demografici e alle trasformazioni che interessano il nostro territorio, è fondamentale tenere conto dello scenario regionale per definire strategie di sviluppo efficaci. In questo percorso la cooperazione rappresenta una risorsa imprescindibile, soprattutto nelle aree montane, dove costruisce comunità, crea opportunità e offre risposte concrete ai bisogni delle persone”. “Essere oggi a Gemona, ha aggiunto Celotti, nell’anno del cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì il Friuli, richiama inevitabilmente il valore della cooperazione che rese possibile la ricostruzione. Fu un grande esempio di collaborazione tra istituzioni, cittadini, mondo imprenditoriale, Chiesa e volontariato: un modello che ancora oggi rappresenta un riferimento per affrontare le sfide del presente”. Secondo Celotti, “la cooperazione non rappresenta soltanto una componente significativa del Pil regionale, ma testimonia un modo positivo e comunitario di fare impresa. Significa impegno sociale, inclusione, attenzione all’ambiente, promozione della parità di genere e capacità di innovare, contribuendo anche a far emergere all’attenzione della politica i principali nodi del cambiamento”. “Un ruolo fondamentale è svolto da Legacoop Fvg – aggiunge la consigliera dem – che accompagna le imprese cooperative e ne promuove l’evoluzione. Un lavoro essenziale che merita di essere riconosciuto e valorizzato”. “Desidero quindi rivolgere un sincero ringraziamento e i miei complimenti alla presidente Michela Vogrigh, a tutto il gruppo dirigente di Legacoop Fvg e ai cooperatori del nostro territorio per la visione, la tenacia e l’impegno quotidiano con cui contribuiscono alla crescita economica e sociale del Friuli Venezia Giulia, sempre con lo sguardo rivolto al bene comune”. “Una menzione particolare – conclude Celotti – va alla cooperazione sociale, che ogni giorno garantisce servizi, attenzione e risposte alle persone più fragili, promuovendone l’inclusione e rafforzando la coesione delle nostre comunità. È un patrimonio di competenze e di valori che va sostenuto e valorizzato”.
Cooperazione. Barbara Zilli, da modello terremoto strategie per sviluppo montagna
“L’esperienza maturata dal Friuli dopo il terremoto del 1976 ha rafforzato in modo virtuoso il mondo cooperativo e la finalità mutualistica, dimostrando come rettitudine, responsabilità e capacità di lavorare insieme possano tradursi in un modello di sviluppo ancora oggi attuale per affrontare le sfide con le quali oggi ci dobbiamo misurare”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenendo a Gemona all’assemblea annuale di Legacoop Fvg, che ha visto una seconda parte della giornata dedicata alla cooperazione nelle aree montane e al confronto tra esperienze, competenze e visioni per individuare nuove strategie di sviluppo del territorio.
Alla presenza della presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga nel suo intervento ha richiamato il valore dell’esperienza vissuta dal Friuli all’indomani del sisma del 1976; in particolare Zilli ha sottolineando come proprio in quella fase storica il movimento cooperativo abbia trovato un ulteriore impulso, contribuendo in maniera determinante alla ricostruzione economica e sociale del territorio.
“Il miracolo della rinascita del Friuli – ha evidenziato Zilli – è stato possibile grazie alla capacità corale di mettere al centro il bene e lo sviluppo della comunità. È un patrimonio di valori che continua a rappresentare un punto di riferimento per costruire risposte efficaci anche alle sfide di oggi”.
L’assessore ha quindi evidenziato il valore simbolico della sede scelta per l’appuntamento. “Cinquant’anni sono trascorsi da allora e scegliere Gemona come sede dell’assemblea annuale di Legacoop Fvg rappresenta un gesto di grande sensibilità e la capacità di intercettare il futuro lungo le linee strategiche di valorizzazione delle zone periferiche e montane della Regione. Come Amministrazione regionale siamo orgogliosi di poter condividere ragionamenti e proposte per il futuro che vedono il sistema cooperativo come motore dinamico del mondo imprenditoriale, forte della storia di tante realtà ultracentenarie e dell’effervescenza delle nuove, attive in ambiti strategici profondamente diversi ma tutti essenziali per lo sviluppo mutualistico della nostra economia”.
Zilli ha quindi ribadito come la cooperazione rappresenti uno strumento fondamentale per garantire servizi, creare opportunità economiche e contrastare lo spopolamento nelle aree montane, dove la presenza di reti solide tra istituzioni, imprese e comunità locali costituisce un fattore decisivo per assicurare sviluppo e coesione sociale.
Concludendo il suo intervento, l’assessore ha sottolineato come il confronto promosso da Legacoop Fvg rappresenti “un’importante occasione per mettere a sistema esperienze e competenze, nella consapevolezza che la collaborazione tra istituzioni, mondo cooperativo e comunità locali rimane la strada più efficace per costruire anche il futuro della montagna friulana”.
Serena Pellegrino (Avs)
“La cooperazione riparte dalla montagna per costruire il futuro di tutto il territorio regionale. Se l’ecosistema montano collassa, l’intera pianura sottostante perde le sue risorse vitali.”
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra a margine dell’assemblea annuale di Legacoop FVG, svoltasi a Gemona.
“L’incontro, introdotto dalla proiezione di un docufilm sul Terremoto del Friuli, si è focalizzato sul tema ‘Montagna da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire’. I lavori, inaugurati dalla relazione della presidente di Legacoop FVG Michela Vogrig, hanno evidenziato il ruolo strategico delle cooperative nel contrastare lo spopolamento, la crisi climatica e l’equilibrio idrogeologico.
Le nostre comunità montane – ha dichiarato Pellegrino – non sono aree marginali da abbandonare, ma veri e propri laboratori di innovazione e coesione sociale. Le cooperative dimostrano ogni giorno come si possa fare impresa di qualità. Dobbiamo prenderci cura di chi sceglie di vivere in montagna, garantendo lavoro stabile e servizi essenziali.
C’è invece il grande rischio – prosegue la Vice Presidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture – che la retorica istituzionale per il cinquantenario del 1976 archivi questa immane tragedia come un semplice evento celebrativo. La memoria di per sé non basta, perché servono evoluzioni strutturali e investimenti reali per il futuro delle aree interne, quelle stesse che alcuni vorrebbero accompagnare all’abbandono, a una sorta di eutanasia sociale. Oggi come allora, invece, il bisogno unisce, mentre la ricchezza divide. È tempo di riportare al centro la Comunità e il suo territorio, allontanando il pericolo e quella logica per cui l’Uomo e la Natura viaggiano su binari separati. Dobbiamo ritrovare quel connubio – continua l’esponente RossoVerde – in cui i bisogni di tutti trovano ascolto, rigettando ogni sopraffazione. Solo riscoprendo la coesione sociale e la cooperazione sarà possibile garantire la sopravvivenza e la crescita di queste terre montane che, nella forza del gruppo, hanno trovato la propria ragion d’essere.
I temi del lavoro, del turismo sostenibile e delle risorse territoriali sono stati infine portati al centro della tavola rotonda, moderata dal condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, che ha visto il confronto tra esperti del mondo accademico e istituzionale.”
E conclude Pellegrino “La conservazione e la crescita di queste aree, di questi luoghi ricchi di identità si fondano proprio sulla capacità di fare rete, abbandonando dall’altro la tentazione di considerare il business come unica ancora di salvezza, immolando all’altare della sopravvivenza quel patrimonio che solo la montagna ci consegna e ci dona.”
Cooperazione. Capozzi (M5S): Ieri come oggi gemma del Fvg, ora si punti sulla montagna
“Legacoop, oggi come nel passato, rappresenta un attore fondamentale per l’economia dell’intero Friuli Venezia Giulia, avendo contribuito in maniera decisiva già nel periodo immediatamente successivo al terremoto, quando proprio il movimento cooperativo regionale seppe regalare un contributo determinante alla ricostruzione delle aree tragicamente colpite”.
Lo evidenzia, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), reduce ieri dall’appuntamento di Gemona del Friuli, dove si sono svolti i lavori dall’assemblea annuale di Legacoop Fvg, realtà associativa che rappresenta le principali cooperative della regione.
“Oggi la cooperazione continua a sostenere la crescita del Friuli Venezia Giulia – aggiunge l’esponente pentastellata – attraverso la nascita di nuove realtà e il rafforzamento di quelle esistenti, sempre nel segno dei valori della mutualità. Un modello imprenditoriale che non è certamente orientato al profitto quanto, piuttosto, alla solidarietà e alla mutua assistenza con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno”.
“Nel corso dei lavori, particolare attenzione è stata rivolta alle aree montane – precisa Capozzi, facendo esplicito riferimento alla tavola rotonda “Montagne da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire” – dove le criticità, a partire dallo spopolamento, richiedono oggi più che mai risposte concrete e innovative. Si è trattato di un buon punto di partenza, organico e strutturato, accompagnato da un attento confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle cooperative stesse, che si arricchisce di ulteriori significati proprio grazie all’appuntamento di Gemona, voluto proprio in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 in una località ormai riconosciuta quale simbolo di massimo contributo da parte della comunità all’insegna della solidarietà e della cooperazione”.
“Una cooperazione – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – che rappresenta anche un prezioso presidio di equità nel mondo del lavoro, promuovendo le politiche di genere, nonché il contrasto a ogni forma di molestia e la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“I consolanti numeri presentati a Gemona, del resto, parlano chiaro a favore del sistema cooperativo regionale associato a Legacoop tra reale solidità e programmazione oculata: quasi 20 mila occupati, oltre 220mila soci e un valore produttivo che si avvicina ai due miliardi di euro – conclude Capozzi – rendono doveroso un plauso a un bacino che continua a svilupparsi, investire e favorire l’occupazione, nonostante debba fare i conti con uno scenario economico assolutamente atipico. Proprio in tal senso, la fiducia nelle potenzialità dei nostri territori e nella capacità di misurarsi con le grandi sfide da parte delle popolazioni dei territori montani possono costituire un valore aggiunto e uno strumento per contrastare lo spopolamento, autentico laboratorio sperimentale per nuovi modelli di sviluppo”.




