Confartigianato 2026: “frenano gli investimenti delle imprese artigiane e i consumi delle famiglie”. Colpa di Trump non della Meloni o di Fedriga

«Un avvio d’anno che prospetta ancora un tempo di incertezza per l’andamento delle imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia in tutti settori, almeno nella prima parte del 2026, soprattutto per il permanere della complessità geopolitica internazionale che tra gli imprenditori nonostante l’innata intraprendenza, rallenta investimenti e l’avvio di nuovi progetti e tra le famiglie limita i consumi». Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, legge così le dinamiche che accompagneranno le piccole e medie aziende artigiane della regione nel primo periodo del nuovo anno, pur potendo contare su alcuni aspetti positivi che si riscontrano nelle leggi Finanziarie regionale e nazionale. In sostanza la destra al governo nazionale e regionale starebbe facendo bene nonostante le fibrillazioni internazionali che, ma non viene detto chiaramente avrebbero un nome e cognome, Donald Trump, ricordando magariche le “fibrillazioni” sono l’anticamera dell’infarto. Anche su questo però sembra proprio che Confartiginato Fvg voglia dare il classico “colpo al cerchio e uno alla botte”. Spieghiamo meglio,  questa immagine nasce dall’opera dei bottai, gli artigiani costruttori di botti che rende il paragone in questo caso ancora più calzante.  Costruire una botte infatti non è cosa semplice: mentre si incastra il cerchio di metallo intorno al fascio di assi di legno, si deve fare in modo che queste si assestino perfettamente, senza lasciare fessure. Nel farlo, il bottaio, munito di mazza, dà un colpo al cerchio e uno alla botte, fissando il primo e correggendo la posizione delle assi. Fa quindi due cose contemporaneamente – due cose che materialmente sono in opposizione fra di loro. Da questo è nato il fortunato termine giornalistico “cerchiobottista” che rimane colui che lavora due posizioni contrastanti accomodando per proprio tornaconto prima l’una, poi l’altra. In realtà non si tratta di un mediatore, non cerca l’armonia delle parti, cerca solo di non scontentarle, e di tenersi aperta ogni porta – tergiversando, e magari tenendosi pronto a saltare sul carro del vincitore. Significa non sbilanciarsi fra due parti avverse, scegliendo opportunisticamente di non suscitare critiche o malcontenti accordando un po’ di ragione qua e là. Intendiamoci, capiamo che una organizzazione imprenditoriale cerchi di tenere vicina ogni parte della botte, ma ad ogni cosa c’è un limite, soprattutto quando la situazione è così complessa e sicuramente delle responsabilità, quantomeno nella collocazione ambigua del paese, (pardon della nazione), ci sono certamente, chissà, forse varrebbe la pena fare lo spettatore critico evitando gli equilibrismi. Comunque non è stata questa la scelta dell’organizzazione di categoria degli artigiani Fvg che preferisce, evidentemente, non scontentare i manovratori  e sperare di attingere in qualche modo alle corpose prebende della finanziaria regionale più ricca di sempre. Spiega infatti Tilatti parlando del 2026: «Può essere l’anno in cui la tecnologia più avanzata, quella legata all’intelligenza artificiale, entra in modo massiccio e pervasivo nelle nostre aziende – considera Tilatti -, anche tenuto conto del supporto che la Regione ha inteso dare in questa direzione con un canale di finanziamento dedicato». Insieme ai problemi specifici che si annidano nella Finanziaria nazionale – tra i quali Tilatti segnala «l’aumento dell’accisa diesel per gli autotrasportatori, l’eliminazione della rateizzazione delle plusvalenze, l’introduzione, seppure dal 2028, della ritenuta d’acconto nei pagamenti B2B, il ritorno dell’iperammortamento e il credito d’imposta Zes con soglia minima di investimento elevata» -, il presidente di Confartigianato Fvg rimarca almeno due criticità strutturali con cui le imprese dovranno continuare a fare i conti: «Nell’immediato la mancanza di manodopera formata e sul medio periodo il crescente numero di mancati passaggi generazionali, accompagnato da contenute nuove aperture aziendali». Tilatti, comunque, conferma «la determinazione artigiane nel continuare a essere un presidio economico e sociale diffuso, come tra l’ altro abbiamo dimostrato con alcune iniziative nei centri cittadini durante il periodo delle festività, supportati in questo anche dalle importanti misure presenti nella Finanziaria regionale. In particolare – puntualizza – l’aumento di 7 milioni per gli incentivi alle imprese gestiti dal Cata, il nuovo canale di finanziamento per il sostegno all’artigianato tipico, il supporto per l’utilizzo dell’Ai, per la relativa formazione del personale e per la certificazione delle imprese per acquisire standard di qualità e sostenibilità strategici ai fini competitivi». Ma forse più che Tilatti a sbilanciarsi  di più a reggere il bordone governativo è il segretario di Confartigianato Fvg, Enrico Eva, che definisce la legge di Bilancio nazionale «equilibrata», evidenziando «il fondamentale dietrofront del Governo sul divieto di compensazione tra crediti fiscali e debiti previdenziali. Questa norma avrebbe generato una gravissima crisi di liquidità per l’intero comparto delle costruzioni — dall’edilizia all’impiantistica fino alla falegnameria — che oggi può finalmente tirare un sospiro di sollievo grazie all’azione di sensibilizzazione portata avanti con determinazione da Confartigianato presso i parlamentari». Mentre vertici inauditi di vassallaggio (politico si intende)  arriva sul giudizio alla legge di Bilancio Fvg, Eva  infatti considera che «il Friuli Venezia Giulia si conferma un modello d’eccellenza per il supporto alle microimprese. Grazie alla lungimiranza della Regione e dell’assessore alle Attività Produttive Sergio Bini, e attraverso il braccio operativo del Cata, l’artigianato gode di un’attenzione e di strumenti di sostegno che non hanno eguali nel resto d’Italia». Bene allra non si capisce il perchè delle dichiarazioni iniziali  nelle quali si afferma che la situazione  «… rallenta investimenti e l’avvio di nuovi progetti e tra le famiglie limita i consumi…» se non è cerchiobbotismo questo….