Confidi Friuli all’Università: «Vincente la sinergia tra Pordenone e Udine»

«È stata l’occasione per presentare un piano industriale che nasce da un processo virtuoso di aggregazione, quello tra imprese di Pordenone e di Udine». Cristian Vida, presidente di Confidi Friuli, commenta con soddisfazione l’incontro con gli studenti di Banca e Finanza nell’aula S1 di via Prasecco, sede distaccata di Pordenone dell’ateneo friulano. Su invito di Stefano Miani, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari, Vida ha illustrato, assieme al direttore generale Remigio Venier, il percorso che ha portato alla fusione a inizio anno tra Confidi Friuli e Confidi Pordenone e alla conseguente costituzione di un soggetto con attività finanziarie per oltre 160 milioni di euro e dunque in grado di avviare l’iter per l’iscrizione tra gli intermediari finanziari dell’elenco generale di cui all’articolo 106 del vecchio Testo unico bancario.
«Abbiamo spiegato ai corsisti i contenuti di un piano che vede risultati in linea, se non migliori, rispetto alle previsioni, come evidenziano i numeri della semestrale – dice ancora il presidente Vida –, ma abbiamo anche anticipato le prossime, ulteriori attività che riguardano i segmenti di finanza strutturata, vale a dire gli aspetti del finanziamento di crescita e investimenti delle imprese a mezzo di strumenti alternativi, con diversificazione cioè dell’esposizione finanziaria – oggi al 90% appannaggio delle banche – con l’emissione, ad esempio, di titoli da parte delle imprese stesse, destinati ad essere sottoscritti da altri investitori».
Tra l’altro, ha spiegato Venier, sarà previsto il rilascio di una garanzia da parte del Confidi Friuli a copertura del mancato rimborso di minibond, strumenti obbligazionari emessi dalle imprese destinati a finanziare investimenti e crescita. «Questo non sarà che l’inizio, in quanto, da soggetto vigilato, Confidi Friuli sarà abilitato a fornire consulenza, operando in maniera diretta nella concessione del credito».

«Ai numeri – conclude Vida – abbiamo aggiunto anche il ragionamento sulle sinergie tra territori. Sulla scia dell’accordo in Camera di commercio, il nostro Confidi ha colto l’opportunità di unire le forze tra le due province produttive della regione, coprendo con oltre 7mila soci il 12,5% delle imprese attive extra-agricole tra Pordenone e Udine».

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