Conservatorio Tartini di Trieste si mobilita in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Nogina Khapalwak conducts the Zohra Women's Orchestra during a rehearsal in Kabul, Afghanistan, 31 December 2016. The orchestra, the first of its kind in Afghanistan, will perform at a concert at the end of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, on the 20.01.17. Photo: Mohammad Jawad/dpa

Ancora una volta il Conservatorio Tartini di Trieste si mobilita in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in vista del 25 novembre. E nel pomeriggio di martedì 23 novembre, alle 18.00 nella Sala Tartini del Conservatorio (via Ghega 12), ecco l’evento “Donne tra musica e parole – Rebecca e Clara”, ideato e promosso dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) perché, spiega la Presidente Rossella Lucchini, «è soprattutto con la cultura che si riescono a scardinare gli stereotipi e a portare all’attenzione dell’opinione pubblica condizioni difficili, come quelle che vivono le donne in Afghanistan».

L’evento di martedì partirà dalla musica focalizzandosi su due compositrici, Rebecca Clarke e Clara Wieck Schumann, nella chiave storica e sociale della questione di genere. Sul palco si esibiranno Ecem Eren alla viola, Neda Stojkanović al violino, Lana Obrenović al violoncello, Hiromi Arai, Loren Donadić ed Elena López Górriz al pianoforte. In programma la Sonata per viola e pianoforte di Rebecca Clarke, e il Trio per violino, violoncello e pianoforte Op. 17 di Clara Wieck Schumann e Robert Schumann da 30 Lieder e Canti. Ancora una volta, quindi, la musica si rende veicolo per interpretare la vita, coglierne le sfumature e diffondere messaggi sul tema della violenza di genere, e per sollecitare una svolta culturale a qualsiasi latitudine del pianeta. Prezioso valore aggiunto, nel corso della serata, sarà la testimonianza di Adriana Mascoli, già docente alla Scuola di Musica di Kabul, istituto frequentato da Negin Khpalwak, prima donna a essere diventata direttrice d’orchestra in Afghanistan. Un ulteriore omaggio a Negin Khpalwak, arriverà dall’artista Pier Toffoletti, che per l’occasione presenterà l’opera di Fearless a lei dedicata. Il giorno dopo, mercoledì 24 novembre, alle 11 in Sala Tartini, riflettori su “Lei non può: la musica negata”, una conferenza per approfondire la realtà dell’ANIM a cura di Adriana Mascoli.

La conferenza si focalizzerà sul progetto ANIM e il contesto in cui è nato, i talebani al potere e la risposta delle donne nell’agosto 2021, la musica come strumento di controllo sociale, la Zohra orchestra e i luoghi separati. Collegamento con una delle ragazze afgane.

«Altre persone, a Kabul e non solo, odiano la musica e pensano che sia peccato – ha dichiarato la giovane direttrice Negin Khpalwak - A me però non importa: ho promesso a me stessa che combatterò. Nel 2010 c’erano solo dieci ragazze alla scuola di musica; adesso sono un centinaio. Noi dieci abbiamo aperto una strada e fatto sì che altre famiglie scegliessero la musica, che è un linguaggio, è amore, è vita. Con il linguaggio della musica voglio parlare dei diritti umani: da noi non se ne può discutere a parole, dicono che non ha senso; ma se suoni una musica o una canzone, capiranno». «Ringrazio il CUG e la sua Presidente per l'iniziativa di alto profilo che, ancora una volta, proietta il Conservatorio al centro delle tematiche sensibili della società contemporanea» afferma il Presidente del Conservatorio Capaldo.

L’ingresso è aperto a tutti i possessori di Green Pass. Per eventuali prenotazioni 0406724911. Info e dettagli sul sito conts.it

 

Rebecca Clarke

Conosciuta prevalentemente nel mondo anglosassone, la violista e compositrice inglese Rebecca Clarke è una delle principali rappresentanti della composizione musicale in Gran Bretagna, nella prima metà del Novecento. Musicista dalla personalità estrosa e poliedrica, è stata molto attiva sia in campo compositivo che performativo, esibendosi come solista e in formazioni cameristiche e collaborando con i più grandi artisti della sua epoca. Il suo lavoro più conosciuto, la Sonata per viola e pianoforte del 1919, è uno dei più importanti brani del repertorio violistico. Un’analisi formale del brano ne mette in luce gli aspetti stilistici più singolari, che possono essere letti anche nella chiave storica e sociale della questione di genere che ha caratterizzato la prima metà del secolo scorso. Infatti attraverso la sua Sonata, che solo all’apparenza rispecchia i canoni della forma-sonata, Rebecca Clarke non solo sovverte il ruolo della donna nel mondo della composizione e della musica, ma dimostra l’esistenza di un’assoluta parità di genere in campo compositivo.

 

Clara Schumann

In un contesto culturale e sociale come quello del XIX secolo, nel quale l’ambito della musica era riservato agli uomini, emerge la figura di Clara Wieck: pianista, compositrice, manager di se stessa e del marito Robert, insegnante, madre di otto figli e artista completa che riesce a calcare con successo i più grandi palcoscenici d’Europa per sessant’anni. La sua figura è rilevante ancora oggi poiché ha contribuito profondamente a scardinare le idee e i preconcetti sulla figura femminile in ambito artistico, realizzando ciò a cui ha sempre aspirato con costante impegno, ostinazione e determinazione.

Composto nel 1846, il Trio in sol minore per pianoforte, violino e violoncello si distingue per lo spessore della costruzione tecnica e da molti è considerato il brano più significativo tra le composizioni di Clara Wieck Schumann. Clara ha 27 anni, è in attesa del quarto figlio e, non potendo viaggiare per eseguire alcuni concerti già programmati, si concentra su questa composizione in cui la cantabilità struggente delle linee melodiche si accompagna ad un gioco raffinato tra gli strumenti. Non mancano momenti solistici, come l’attacco dell’Andante affidato al solo pianoforte, e passaggi contrappuntistici che riportano alla tradizione bachiana, con serrate imitazioni nel dialogo tra i tre protagonisti.

 

Adriana Mascoli

Musicista, diplomata in Pianoforte sotto la guida di Maria Fonticoli Terraneo. Ha seguito numerosi corsi di perfezionamento. Dagli anni Ottanta svolge ricerche sulle donne compositrici nella storia della musica colta. Ha interpretato repertori femminili come solista e in formazioni da camera. Nel 2006 ha pubblicato Fanny Mendelssohn, note a margine” (Manni, Lecce), un romanzo biografico sulla grande musicista del romanticismo tedesco, romanzo scritto a quattro mani con Marcella Papeschi, secondo premio al concorso di narrativa Il paese delle donne 2007. Ha insegnato un'ampia gamma di discipline musicali (Piano performance, Propedeutica musicale, Teoria,Armonia, Coro, Musica da camera, Guida all'ascolto) a studenti di diverse età (dall'infanzia alla terza età) e in contesti diversi (dal conservatorio al campo profughi ). Dopo anni di insegnamento nelle scuole italiane ha sentito il desiderio di sperimentare il potere della musica in luoghi di conflitto in oriente e in medioriente. Ha insegnato Pianoforte a studenti afghani presso l'Istituto Nazionale di Musica dell'Afghanistan (www.anim-music.org) di Kabul. È stata docente di Pianoforte, Teoria Musicale Occidentale e Armonia presso il Conservatorio Nazionale Palestinese Edward Said (ncm.birzeit.edu/en) di Betlemme. Nel 2002 ha scritto con Claudia Galli e Mariateresa Lietti un testo in tre volumi di Teoria e lettura della musica (Poseidonia, Bologna 2002). Da vent’anni pratica Tai Ji Quan, Qi Gong e Yoga trovando lo studio dell'equilibrio posturale ed energetico in stretta relazione con l’esperienza musicale strumentale. Ha recentemente svolto la formazione in pedagogia musicale steineriana e ha conseguito un Master per l’insegnamento della lingua italiana come seconda lingua. Attualmente é docente di Pianoforte e di Laboratorio di Musica d'Insieme presso il Liceo Musicale Teresa Ciceri di Como.