Archiviata querela Asugi contro sen. Stabile per infondatezza. Fatti oggetto querela risultati “veritieri e i giudizi espressi funzionali al diritto di critica”

“Se l’ASUGI, l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina pensa di intimidire un parlamentare che nell’esercizio delle sue funzioni esprime una critica legittima ha sbagliato di grosso. Si esprimeva cosi la Senatrice di Forza Italia Laura Stabile il 14 luglio del 2020 dopo aver ricevuto una querela per diffamazione dall’Azienda sanitaria giuliano isontina. ” Io resto della mia convinzione e cioè che i Dispositivi di protezione individuali non sono stati utilizzati nei modi più corretti. Non saranno certo le carte bollate a farmi cambiare idea. Ci vedremo in Tribunale dove, mi auguro nella massima imparzialità, le verità e le responsabilità saranno certamente acclarate”. Detto fatto e la questione è approdata in Tribunale e oggi la stessa Stabile comunica il risultato che ha visto soccombere Asugi.  “La denuncia presentata da Asugi – l’Azienda sanitaria triestina – contro di me per diffamazione e procurato allarme è stata archiviata, dice Stabile in una nota, per “infondatezza della querela”, essendo emerso dalle indagini come scrive il pubblico ministero – che i fatti oggetto di querela sono risultati “sostanzialmente veritieri e i giudizi espressi appaiono funzionali al diritto di critica”. “Viene ora da chiedersi perché il Direttore di Asugi abbia speso energie e risorse per tentare di intimidire chi segnalava delle disfunzioni (con lo studio Legale che inviò anche un “avviso” ai giornali (FriuliSera compreso) che avevano ripreso le posizioni della senatrice. Aggiunge Stabile – come quando avevo contestato pubblicamente la decisione di Asugi di togliere l’uso delle tute intere protettive (tute tyvek) al personale di alcuni reparti ospedalieri dedicati al Covid, e proprio nei giorni in cui si sviluppavano negli ospedali triestini diversi focolai del virus. Nel momento drammatico della pandemia, ogni sforzo avrebbe dovuto essere rivolto a correggere le storture e alla protezione di pazienti e operatori. A distanza di tempo, quindi, tutto quanto da me segnalato è risultato vero secondo le valutazioni dei magistrati. All’epoca dei fatti – conclude Stabile – sentivo che l’unica scelta per tutelare il personale e i malati da un rischio assolutamente inaccettabile era rendere pubblica la situazione”. Alla domanda che pone la senatrice “perché il Direttore di Asugi abbia speso energie e risorse per tentare di intimidire chi segnalava delle disfunzioni” be uniamo una anche noi, come mai lo zelante assessore alla salute che quel direttore a nominato ha dato, diciamo, il suo “silenzio assenzo” alla querela per di più nei confronti di una parlamentare del suo stesso partito? Noi un idea di risposta  l’abbiamo ed è sintetizzabile nel concetto di “lesa maestà”.

 

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