Cultura: Rojc, Governo dimentica lavoratori spettacolo “Nelle Fondazioni mille in sofferenza tra fissi e stagionali”

“Con la propaganda non si fa nulla, con la cultura si mangia. Ma il Governo si dimentica dei lavoratori dello spettacolo e sta togliendo la speranza ai giovani che scelgono l’arte e la musica come professione e progetto di vita: questi giovani sono destinati a essere precari a vita, se non cambia nulla". Così la senatrice del Pd Tatjana Rojc, intervenendo in Aula per il suo gruppo in merito alla conversione in legge del decreto in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche.
“Ho voluto esprimere molte perplessità su tale decreto - chiarisce Rojc - un ennesimo provvedimento incompleto che non risolve per nulla la condizione precaria e di grande sofferenza in cui si trovano migliaia di lavoratori dello spettacolo. Questo governo per la cultura fa solo propaganda e si dimentica dei problemi concreti che coinvolgono migliaia di lavoratori".
La senatrice ha parlato di “fallimento del Governo in campo culturale” , riportando i casi dell’Arena di Verona e del Maggio fiorentino: “oltre mille lavoratori tra fissi e e stagionali, a cui è stata chiesta la restituzione di premi aziendali del 2015 nonostante vi fossero state precise assicurazioni ai lavoratori da parte delle stesse Fondazioni che avevano anche manifestato la propria contrarietà ai ministeri coinvolti circa la restituzione di somme percepite e ovviamente già impegnate".
Per Rojc “tale “restituzione potrebbe costare agli stessi lavoratori migliaia di euro, andando così ad incidere pesantemente sulla loro retribuzione già ingiustamente tagliata nel passato triennio a seguito del Piano di risanamento economico.” L’esponente del Pd si è infatti chiesta: "perché sono sempre i lavoratori a dover pagare per scelte scellerate, spesso dettate da burocrati più che da esperti, che decidono della guida delle nostre Fondazioni?”.