Cure palliative. Liguori replica a Fedriga e Riccardi: la giunta passi dalle parole ai fatti. Somministrare i farmaci ospedalieri a chi è curato a casa
«La possibilità di somministrare alcuni farmaci ospedalieri a domicilio in situazioni di sintomi gravi e incoercibili che hanno luogo nel fine vita è una battaglia che porto avanti da tempo, perché rappresenta una svolta concreta per migliorare la qualità della vita di tanti pazienti. Oggi che l’assessore Riccardi riconosce l’importanza del tema, è il momento di agire davvero: servono provvedimenti operativi, non solo dichiarazioni d’intenti». Lo afferma la consigliera regionale Simona Liguori (Patto per l’Autonomia – Civica FVG), tornando su un tema da lei più volte sollevato in aula e con atti ufficiali.
Già nel luglio 2023, con una mozione sostenuta da tutte le opposizioni, Liguori aveva chiesto alla Giunta regionale un impegno concreto per garantire l’assistenza domiciliare su 24 ore, superare gli ostacoli burocratici nella prescrizione dei farmaci ospedalieri a domicilio, e migliorare l’integrazione con i servizi sociali e i medici di medicina generale. «Poter somministrare questi farmaci a casa – dichiarava – è una delle condizioni essenziali per proteggere la persona con malattia avanzata, evitare accessi non necessari al pronto soccorso e massacranti attese per ore su una barella».
Un anno dopo, nel maggio 2024, Liguori tornava in aula con un’interrogazione a risposta immediata, denunciando come soltanto alcune aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia prevedessero questa possibilità. Una situazione disomogenea e ingiusta, che contrasta con lo spirito delle leggi regionali 10/2011 e 17/2014. «Dobbiamo prendere atto – diceva – che oggi esistono cittadini di serie A, che ricevono le cure a casa, e cittadini di serie B, che ne sono esclusi».
Inoltre, la consigliera sottolineava la presenza di un “bisogno sommerso” ancora troppo poco intercettato: pazienti soli, anziani, persone in contesti montani o in strutture residenziali dove è fondamentale ricevere le cure palliative e di fine vita evitando gravosi ricoveri ospedalieri .
«Oggi come allora – conclude Liguori – chiedo che la Regione concretamente e al più presto garantisca l’accesso ai farmaci ospedalieri ai malati in fase avanzata assistiti al domicilio. È una questione di equità e di rispetto per le persone che stanno vivendo il fine vita».