Dal Festival Vicino/Lontano, l’allarme gender gap: il Covid si è mangiato una generazione

VICINOLONTANO 2021 - Hotel All’Allegria - Conferenza stampa - SOS Gender Equality - foto © 2021 Luca A. d’Agostino / Phocus Agency

Il covid si è mangiato la parità di genere, allungando di una generazione in tutto il mondo il traguardo delle pari opportunità nell’accesso all’istruzione, al mercato del lavoro, alla leadership politica e al trattamento sanitario. Lo ha annunciato al festival Vicino/lontano, in corso a Udine fino a domenica 4 luglio, l’economista Cristiana Compagno, una delle prime rettrici donna in Italia, dal 2008 al 2013 alla guida dell’Università di Udine dove è oggi Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese. «La questione è estremamente concreta – ha spiegato a margine di un confronto con la Teorica della Letteratura Sergia Adamo e l’esperta di linguistica Cecilia Robustelli - Affrontare il tema della distanza di genere in modo estremamente operativo è essenziale per non mettere a rischio il successo del PNRR e la allocazione efficiente delle risorse del Recovery Fund. È necessario e urgente, perché questi piani funzionino, che sia mobilitato il 50% dei talenti ancora silenti e inoperosi capaci di incrementare la produzione e il Pil: la parità di genere incide sul piano economico e sociale: è un concreto valore aggiunto per la società». Ed ecco i dati che nel mondo post pandemia indicano un allarme rosso nella questione di genere sul pianeta: Il report del Global gender gap index 2021, realizzato con il concorso del Fondo Monetario internazionale e del World Economic Forum, è decisamente esplicito: a livello globale il gender gap – divario di genere – sulla base di 157 Paesi del mondo si assesta intorno al 68%. Questo significa che dal 2021 in avanti serviranno almeno 135,6 anni per raggiungere il 100%, ovvero la parità di genere e quindi ammortizzare il gender gap. Nel 2020 sarebbero “bastati” 99 anni. E l’Italia? Ci troviamo in 63^ posizione nell’indice sintetico del gender gap, a livello di accesso al mercato del lavoro dopo di noi, in Europa, c’è solo Cipro. In Italia meno di 1 donna su 2 lavora (nel mezzogiorno d’Italia solo 1 donna su 3). Un contesto che peggiora considerando la “segregazione verticale”, ovvero la difficoltà per le donne di intraprendere percorsi di carriera e livelli manageriali, abitualmente riservati agli uomini. «E c’è di più – spiega Cristiana Compagno – le donne in media percepiscono il 12% di reddito in meno dei colleghi uomini, a parità di posizione. L’effetto covid ha agito sulla questione di genere molto più violentemente che in occasione della crisi economica del 2008: in quel caso sono stati colpiti soprattutto gli uomini, maggioranza schiacciante dei lavoratori in ambito finanziario. Adesso, invece, i settori penalizzati sono quelli dei servizi, ristorazione, commercio e piccolo commercio a netta predominanza femminile. Si è aggiunto un aumento spaventoso di attività di assistenza domestica e di cura, compiti che sono ricaduti per il 70% sulle donne».

La questione è dunque allarmante «e va fronteggiata – conclude Compagno - con tutte le misure possibili per accelerare i processi sociali e culturali. Dalla decontribuzione alle quote di genere che non sono illiberali, come qualcuno sostiene. Illiberale è non consentire a tutti di partire dallo stesso piano e consentire che ci siano piani sconnessi e soffitti di cristallo».

 

Il Festival Vicino/lontano 2021, con la supervisione scientifica dell’antropologo Nicola Gasbarro, è curato da Paola Colombo e Franca Rigoni ed è organizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli, con il supporto di Coop Alleanza 3.0, Amga Energia & Servizi, CiviBank, Ilcam, Prontoauto, Farmacia Antonio Colutta e Confartigianato, e con il patrocinio di Confcommercio.