Dopo 27 anni, nel 2026 dovrebbero partire (forse) i lavori di “bonifica” nell’area ex discariche Cecutti e Aspica a Firmano di Premariacco
In questi giorni il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, su delega della Regione Friuli V.G. e del Comune di Premariacco, ha deliberato in data 11 novembre 2025 un intervento denominato “Primo lotto capping e “bonifica”alterazione acque di falda “per una spesa complessiva di euro 3.560.083,64 di soldi pubblici. Lo rendono noto l’Osservatorio Civico contro le illegalità del Friuli V.G.e il Comitato per la Salvaguardia del territorio di Premariacco e Cividale del Friuli in un comunicato a firma del referente Marino Visintini. I lavori, preannunciati più volte come imminenti da una decina di anni, non rassicurano gli abitanti della zona, né il Comitato per la Salvaguardia del territorio di Premariacco e Cividale del Friuli. La presenza di un inquinamento delle falde dal lontano 1999 in comune di Premariacco, si legge ancora nella nota, è un problema sottovalutato dalle precedenti e attuali amministrazioni comunali, provinciali e regionali, l’area in cui è localizzato il problema è caratterizzato dalla presenza di 3 discariche adiacenti ed è stato registrato dall’ ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli V.G.. Bisogna ricordare, prosegue la nota degli ambientalisti, che a Firmano dal 1987 si è iniziato con la realizzazione di una prima discarica (ditta ASPICA), poi un seconda (Ditta Busolini) una terza (Ditta GESTECO), una 4° in seguito un 5°. impianto di smaltimento di rifiuti e che tali attività avevano creato grossi disagi alla popolazione con una gestione non controllata da parte degli enti preposti. Si ricorda che dal 1999, in seguito alla costruzione di un pozzo da parte di un cittadino di Firmano, era stata riscontrata con una relazione dell’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) un inquinamento in atto nella falda sottostante. Dopo oltre 27 anni, il sito è ancora in attesa di intervento di bonifica che non dovrebbe consistere con una semplice copertura dell’area interessata , ma soprattutto un’attenta verifica dell’inquinamento in atto da alcuni decenni.
La situazione è ulteriormente peggiorata quando si è scoperto che a Firmano di Premariacco, da campione di acque sotterranee prelevato nell’anno 2018, risultavano concentrazione di PFAS 818,8 ng/L ben oltre 8 volte il limite ritenuto pericoloso per la salute dal mondo scientifico. Inoltre, in questi ultimi decenni sono state, inspiegabilmente, rimosse le 3 centraline pozzi spia installate nei primi anni del 1990 dalla ex Provincia di Udine che avrebbero permesso l’individuazione dell’origine dell’inquinamento e, di conseguenza la ditta cagionatrice.
Il Comitato per la Salvaguardia del territorio di Premariacco e Cividale del Friuli – memoria storica di tutte queste vicende, chiede, anzi pretende da tempo maggior chiarezza e compartecipazione nell’affrontare queste scelte nell’interesse della salvaguardia del territorio e della salute pubblica. Grande delusione nel constatare che questo, ma anche altri disastri ambientali in Friuli vengono, da alcuni decenni sottovalutati.




