Doppia preferenza di Genere. Il FVG unico in Italia viola le norme costituzionali

In FVG si parla in questi giorni di quanti mandati, di quali candidati, non una parola sull’ inerzia dell’unica regione in Italia che non ha dato seguito alla doppia preferenza di genere nella legge elettorale. La richiesta è venuta già nella scorsa legislatura anche grazie ad una proposta di legge del PD (primo firmatario Russo) che non è.mai stata messa in calendario. Nè ha dato ancora esiti l’azione giudiziaria promossa dalle associazioni di donne, nè l’appello inoltrato a Fedriga e ali consiglieri regionali con una lettera del 14 novembre 2022, sottoscritto da 27 associazioni. La richiesta era di legiferare per introdurre nella Regione Friuli Venezia Giulia un semplice meccanismo correttivo per favorire l’elezione del genere meno rappresentato, ma la risposta è stata il silenzio. Tutte le regioni che mancavano all’appello hanno incluso la doppia preferenza di genere nella composizione delle liste elettorali per il Consiglio regionale anche il già Presidente della Regione Puglia Emiliano prima delle dimissionii ha promulgato una nuova legge elettorale con la possibilità di esprimere il voto di preferenza per massimo due candidati di sesso diverso di una stessa lista.
Le regioni hanno tutte accolto l’adeguamento, manca all’appello il solo Friuli Venezia Giulia dove sul totale di 48 consiglieri siedono in Regione 9 donne, da poco 10 dopo la dimissione di un Consigliere, una tra le percentuali più basse in Italia.
“L’assenza di un meccanismo che favorisca l’elezione delle persone del genere meno rappresentato, costituisce perdurante e ingiustificata violazione di norme sia costituzionali che ordinarie. Disattese le disposizioni dell’articolo 51 e 117 della Costituzione che sanciscono, rispettivamente, che “tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere…alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza…e… la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra uomini e donne” (art 51 c.1 Cost.); inoltre, “le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale”.

“Disattesa – continua la consigliera – pure la previsione dell’articolo 4 della legge 165 del 2004 (modificato dalla legge n. 20 del 2016), che individua proprio nella doppia preferenza di genere una delle modalità di attuazione dell’obbligo di promozione delle pari opportunità “.

“Senza dilungarmi sulle violazioni di altre norme di carattere internazionale (trattati Onu, Convenzione Cedaw (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women 1979 ), prendo atto che l’ inaccettabile immobilismo della Regione rappresenta un grave vulnus perpetrato nel tempo, un’ omissione da sanare solo in FVG.