Elettrolux vuole tagliare il 40% della forza lavoro entro l’anno. 1700 lavoratori a rischio, una parte in Fvg

Electrolux si prepara a tagliare il 40 per cento della forza lavoro, si tratta di oltre 1.700 posti a livello nazionale e una parte riguarderanno certamente anche lo stabilimento di Porcia. La notizia non completamente inaspettata arriva da Mestre, dove il piano di ristrutturazione aziendale è stato esposto ai sindacati. Secondo fonti sindacali l’azienda ha annunciato di volersi concentrare sulle lavatrici, cessando la produzione di lavasciuga. Le segreterie dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato 8 ore di sciopero nazionale, da declinarsi nei vari stabilimenti. Martedì a Porcia è in programma lo sciopero con assemblee. La situazione è molto seria a partire dalla  chiusura totale della fabbrica di Cerreto d’Esi, nelle Marche, che ha circa 170 dipendenti, fra l’altro nello specifico Electrolux ha escluso una possibile partnership con Midea.  I sindacati chiedono al governo una convocazione urgente al ministero dell’industria, coinvolgendo nel contempo le istituzioni locali nella mobilitazione a difesa dei posti di lavoro.

Il piano del gruppo
Si legge un una nota della multinazionale svedese dell’elettrodomestico che l’operazione vede  un percorso per ottimizzare il proprio assetto organizzativo e produttivo in Italia. Il programma si inserisce in un più ampio piano globale del Gruppo, finalizzato a migliorare l’efficienza operativa complessiva e a ottimizzare in modo mirato la capacità industriale su scala globale, con l’obiettivo di rendere l’organizzazione più agile e competitiva. Tradotto nella pratica, questo significa ridimensionare entro l’anno tutti i siti italiani, chiuderne uno e fermare alcune produzioni, come le lavasciuga a Porcia e i piani cottura a Forlì. E’ anche uscita la parolina magica tanto di moda in tutti i settori (compreso quelli pubblici) “esternalizzazione”.