Ferma in Parlamento dal 2021 la legge contro l’apologia del fascismo

I saluti romani ad Acca Larenzia? “Pensate cosa si prova ad essere il familiare di una delle vittime di Sant’Anna di Stazzema, dove i fascisti hanno distrutto e azzerato un paese, compresi coloro che erano fuggiti dalla costa ed erano stati accolti lì: c’erano 16 donne in stato di gravidanza, le hanno sventrate, hanno buttato fuori il feto e gli hanno sparato alla testa. Parlavano in versiliese e avevano il volto coperto, erano fascisti. Allora: si va a inneggiare forse a un criminale, a un mafioso? Perché Mussolini non deve essere considerato alla stessa stregua? Siamo un paese anormale se non lo si fa… ”. Parole chiare quelle del sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, intervenuto a una conferenza stampa alla Camera promossa dal Pd, per sollecitare la riattivazione dell’iter della proposta di legge di iniziativa popolare che prevede norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo, nonché la vendita e la produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti. Una proposta nata proprio a Sant’Anna di Stazzema – dove il 12 agosto del 1944 nazisti e repubblichini massacrarono 560 persone, tra cui molti bambini – e presentata alla Camera nell’aprile del 2021, ma ferma in Commissione Giustizia. “Mi sento preso in giro – spiega il primo cittadino del comune lucchese – come italiano e come sindaco, perché questa proposta di legge giace da anni in Parlamento e in Commissione. Il presidente della Commissione non si degna di rispondere alle numerose sollecitudini che ho fatto e mi sembra che ci sia quindi una volontà precisa, politica a questo punto, di insabbiare questa proposta di legge e di fare un’altra cosa contro il mio territorio, che in prima istanza ha subìto la strage e il massacro, questo crimine contro l’umanità. E poi i fascicoli di quella strage furono nascosti a Palazzo Cesi (il famigerato “armadio della vergogna”, ndr) e si è fatta verità e giustizia solo dopo mezzo secolo. Ora c’è questa proposta di legge che nasce da questo territorio e la vogliono insabbiare. Siamo sfortunati con il Parlamento italiano…” conclude laconico Verona. Andrea De Maria, deputato dem già sindaco di Marzabotto (altro luogo simbolo dell’antifascismo) sottolinea: “E’ una legge di iniziativa popolare di grande valore, perché è stata sottoscritta da 250.000 cittadini italiani, nasce dal sindaco di Stazzema, nasce da una comunità così importante nella memoria dell’antifascismo italiano. Accanto a questa noi abbiamo presentato altre due proposte di legge, che sono nate invece da una iniziativa parlamentare, concordate con l’Anpi e sono state condivise dai gruppi di opposizione”. “Sono due proposte di legge – spiega De Maria – che mirano in un caso a un obiettivo simile a questa legge di iniziativa popolare, cioè rendere più efficace il contrasto dell’apologia di fascismo e il contrasto ai movimenti sovversivi di estrema destra neofascisti che agiscono nel Paese. L’altra invece mira a impedire di intitolare vie e piazze a gerarchi della Repubblica sociale italiana e del regime fascista. Tutti questi provvedimenti adesso non hanno avuto uno sviluppo legislativo, sono fermi in commissione: ci sarebbe ancora quest’ultima fase di legislatura per poterli approvare, sono proposte che potrebbero essere benissimo discusse insieme. Io penso che la destra dovrebbe dare un segnale importante di riconoscimento ai valori costituzionali dell’antifascismo, consentendo che queste proposte di legge vadano avanti e certamente noi faremo una battaglia molto determinata”. Dario Parrini, senatore dem, è impegnato da tempo nella battaglia per i risarcimenti agli eredi delle vittime dei crimini nazi-fascisti: “Il nostro è un sostegno convinto, è giusto che questa pdl esca dalle sabbie mobili della Commissione Giustizia, va calendarizzata e discussa e bisogna tenere molto alta l’attenzione sul riemergere di fenomeni di esaltazione di ideologie totalitarie che hanno prodotto lutti immani nel nostro paese e in Europa”. Una proposta, è stato spiegato in conferenza stampa, che fa eccezione in merito all’uso di simboli nazi-fascisti per ragioni che non siano di propaganda, come quelle artistiche, non considerandolo reato. Ma non solo: “Andare vestito da nazista a una festa a me sembra una cosa cretina, ma non un reato…” dice Parrini, con riferimento all’episodio che ha visto coinvolto in gioventù il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami. “Sosteniamo con grande convinzione questa proposta di legge e di iniziativa popolare, che non vuole essere un’operazione di nostalgia, ma vuole riaffermare invece con grande determinazione i valori dell’antifascismo, soprattutto in un momento storico in cui si ritenta di riabilitare il fascismo, che invece è tutto da condannare, in cui il web rischia di essere il luogo in cui si propagano valori che sono assolutamente contrari a quelli sanciti dalla nostra Costituzione” assicura Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera.

( fonte agenzia  9Colonne)