Forum Terzo Settore alla Regione: “La riforma in discussione può fare del Fvg un laboratorio avanzato. Consultare non basta, serve amministrazione condivisa”

«Il percorso di confronto avviato in Friuli Venezia Giulia sulla riforma del Terzo settore è un esempio concreto di amministrazione condivisa. Ma serve un passo in più: per raggiungere gli obiettivi previsti, e arrivare a un modello avanzato di co-programmazione, è indispensabile definire chiaramente come e con chi si rapportano la Regione e le pubbliche amministrazioni quando dialogano con il Terzo settore». È l’appello che lancia Marco Iob, portavoce del Forum del Terzo settore, al termine dell’assemblea che giovedì sera ha riunito a Udine le 21 reti regionali aderenti al Forum, espressione di 1.434 associazioni ed enti di volontariato, oltre un terzo delle 3.530 realtà iscritte in regione al Registro unico nazionale (Runts).

«La riforma – dichiara Iob – può e deve essere l’occasione per un salto di qualità non soltanto nel rapporto tra la Regione, gli enti locali e le rappresentanze del Terzo settore, ma anche per una gestione partecipata e condivisa del welfare e del rapporto con le comunità locali. Un modello di gestione, questo, che deve misurarsi con diverse sfide cruciali, a partire dal potenziamento dei servizi socio-sanitari sul territorio attraverso le Case della Comunità, strutture che potranno raggiungere gli importanti obiettivi ad esse affidati solo se saranno terreno di una regia condivisa tra servizio sanitario, sistema socio-sanitario e terzo settore. Per questo riteniamo indispensabile investire nell’animazione territoriale e nella partecipazione delle comunità, promuovendo processi di sussidiarietà e amministrazione condivisa». Associazioni, cooperative sociali e tutti gli enti del Terzo settore, prosegue Iob, devono diventare attori che programmano e progettano insieme alla Regione, ai Comuni, alle Aziende sanitarie e gli altri enti pubblici, i piani e le azioni da mettere in atto per il bene comune. «A indicare la strada – spiega il portavoce del Forum – è il Codice nazionale del Terzo settore, che attribuisce al mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale il ruolo di perseguire, al pari della pubblica amministrazione, attività di interesse generale a beneficio di vaste categorie della popolazione, dall’assistenza ai non autosufficienti all’educazione dei giovani, dallo sport e la cultura all’invecchiamento attivo, dall’ambiente all’inclusione sociale. Da qui la necessità prioritaria di definire con chiarezza i criteri e i meccanismi di rappresentanza».

«La riforma regionale – dichiara ancora Iob – dovrà definire gli organismi e le modalità di collaborazione, tenendo presente che le attività del Terzo settore sono molte e afferiscono a diversi assessorati. Le oltre 450 manifestazioni di disponibilità al confronto inviate alla Regione dalle associazioni sono un indicatore del notevole interesse a partecipare all’iter della riforma e a definire un giusto ruolo degli enti del Terzo settore. Importanti anche il coinvolgimento del Dipartimento di Studi giuridici dell’Università di Udine e la regia della professoressa D’Orlando, che rappresentano un importante valore aggiunto e l’occasione di fare del Fvg un laboratorio avanzato di nuovi modelli di collaborazione tra pubblica amministrazione e Terzo settore, valorizzando la nostra autonomia speciale». Positivo, inoltre, l’imminente avvio del percorso formativo affidato a Compa Fvg, la scuola di formazione per gli enti pubblici, rivolto ad Aziende sanitarie, Comuni ed enti del Terzo settore.

«Il Forum – conclude Iob – è pronto a collaborare per mettere in atto il cambiamento culturale necessario per sintonizzare la Pubblica amministrazione con il mondo del Terzo settore». Tra gli obiettivi da perseguire anche quello di «dare un supporto alle realtà più piccole del volontariato, escluse dal Runts e meno attrezzate di fronte alle nuove incombenze di carattere burocratico, fiscale e organizzativo imposte dal nuovo codice nazionale, ma presenti capillarmente nel territorio e parte essenziale del tessuto sociale di questa regione».