Giornate del premio Lucchetta: Due giorni per raccontare il nostro tempo e indagare “il mondo in guerra”

Due giorni per raccontare il nostro tempo e indagare “il mondo in guerra”: l’Ucraina, innanzitutto, e la Russia di Putin che ha invaso uno stato sovrano ma ha anche drasticamente ridotto, per i propri cittadini, molti spazi di libertà e diritto. E oltre al conflitto in Ucraina uno sguardo sulle altre guerre e i contesti di tensione che non hanno ancora trovato pacificazione: dalla Siria alla trappola di Gaza, all’Afghanistan su cui il mondo ha concentrato la sua attenzione per lo spazio di un’estate, presto distratto da altri temi. Sarà questo il filo rosso delle Giornate del Premio Luchetta 2022, in programma al Teatro Miela di Trieste venerdì e sabato 4 giugno: un cartellone di dialoghi per condividere le domande e le risposte sul nostro tempo e interpretare le grandi questioni aperte, gli eventi di un contesto globale in drammatica evoluzione. Promosse dalla Fondazione Luchetta con il sostegno della Fondazione CRTrieste e di Crédit Agricole Friuladria, le Giornate del Premio Luchetta hanno come media partner la RAI e il quotidiano Il Piccolo e si svolgeranno sotto l’egida della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti. Fra gli ospiti anche i vincitori del Premio Luchetta 2022, che sabato sera saranno protagonisti della cerimonia di consegna dei riconoscimenti della 19^ edizione, e gli attivisti della Ong International Memorial, alla quale va il Premio Speciale Luchetta 2022. L’ingresso è aperto liberamente al pubblico, info e dettagli online su premioluchetta.com e fondazioneluchetta.eu

Entrando nel vivo del programma, a inaugurare le Giornate del Premio Luchetta sarà, venerdì 3 giugno alle 17, un dialogo introduttivo per schiudere i temi in programma: si confronteranno la giornalista Maria Concetta Mattei, presidente di Giuria del Premio Luchetta e Direttrice della Scuola di Giornalismo di Perugia, con Daniela Luchetta, presidente della Fondazione Luchetta, e Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà-Ufficio Rifugiati. Subito dopo, alle 18, focus su una questione caratterizzante per l’attività della Fondazione Luchetta, “L’infanzia negata”. Un panel nel quale interverranno le vincitrici del Premio Luchetta 2022 per la carta stampata, le giornaliste Rita Rapisardi e Federica D’Alessio - autrici dell’inchiesta “Quando la bigenitorialità diventa una trappola per madri e figli” pubblicata online su Corriere della Sera / La 27a Ora - con il pediatra Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la salute del bambino. Conduce l’incontro la giornalista e segretaria di Giuria del Premio Luchetta, Fabiana Martini. Dal mancato diritto di vivere in famiglia fino al rischio di subire arresti e detenzioni arbitrarie, dai respingimenti illegali allo sfruttamento lavorativo e sessuale: i diritti fondamentali dell’infanzia, sanciti dalla Convenzione OUN sui diritti del fanciullo (New York, 1989) vengono sistematicamente aggirati o violati. Una tragica deriva e una dimensione di fatto che nega le norme e le convenzioni internazionali disposte a tutela dei bambini e degli adolescenti.

Alle 18.45 intorno a “Gaza: città prigione” converseranno i giornalisti di La7/Piazza Pulita Ambra Orengo, Gregorio Romeo e Gabriele Zagni, vincitori del Premio Luchetta 2022 nella sezione reportage, con Tina Marinari, coordinatrice delle campagne di Amnesty International Italia. Conduce Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa di Trieste. Nel quadro del conflitto israeliano-palestinese la perdurante situazione di Gaza rappresenta un caso pressoché unico al mondo di città/territorio- prigione per un numero enorme di persone di tutte le età e condizioni sociali. Quaranta chilometri di lunghezza, 10 di larghezza e una popolazione di almeno 1,8 milioni di persone (una delle aree più densamente abitate al mondo), la Striscia di Gaza, dove 8 persone su 10 vivono di aiuti umanitari, è un fazzoletto di terra i cui confini sono sigillati oltre che dal mare, da chilometri di barriere e filo spinato sorvegliati da Israele e dall’Egitto. Dal 2008 al 2020 hanno perso la vita 5.590 palestinesi e 251 israeliani (dati ONU). Nei bombardamenti israeliani iniziati il 10 maggio 2021 e proseguiti per quasi due settimane, sono morte 232 persone, 54 delle quali erano minori.

Sabato 4 giugno una mattinata densa di temi e confronti: alle 10.30 il panel che chiederà un po’ a tutti noi “Ti ricordi dell’Afghanistan?”, protagonisti il reporter turco Sedat Suna vincitore del Premio Luchetta 2022 nella sezione Fotograafia, l’analista e ricercatore Fabrizio Foschini di Afghanistan Analysts Network e, in collegamento, Barbara Schiavulli, direttrice Radio Bullets e vincitrice del Premio Luchetta 2007. Conduce l’incontro la giornalista Eva Ciuk della Tgr RAI Friuli Venezia Giulia. A più di quindici anni dall'avvio dell'operazione Enduring Freedom che avrebbe dovuto pacificare e stabilizzare il Paese, l'Afghanistan rimane terra di combattimento. É passato meno di un anno dalla conquista del potere da parte dei talebani ma, dopo un iniziale forte coinvolgimento della comunità internazionale, l’Afghanistan è tornato ad essere un Paese dimenticato nonostante sia in atto nel Paese una drammatica crisi umanitaria e una durissima repressione dei diritti umani fondamentali. Adesso molti cittadini afgani in fuga sono vittima di violenze nei Paesi di transito e di respingimenti lungo la rotta balcanica, anche alle porte di Trieste.

Dalle 12 il focus su “Siria: il conflitto dimenticato”, con i giornalisti Céline Martelet e Noé Pignède di La Libre Belgique, finalisti del Premio Luchetta 2022, e con il portavoce UNICEF Italia Andrea Iacomini. Sono passati più di 10 anni dall’inizio delle manifestazioni contro il regime di Assad sfociate in una interminabile guerra che ha causato circa 400 mila morti e ha costretto 12 milioni di persone a lasciare le loro case:. Come sempre accade nelle situazioni di conflitto, i più piccoli sono le prime vittime: almeno 12 mila minori sono stati uccisi o feriti tra il 2011 e il 2020 mentre per un’intera generazione la scuola è solo un ricordo lontano o qualcosa che i bambini non hanno mai visto. Dal 2021 il conflitto in Siria è divenuto “di bassa intensità” con il Paese diviso tra diversi attori geopolitici: ma qual è lo stato effettivo di questa guerra mai chiusa e quali le prospettive per la Siria?

A suggellare le Giornate del Premio Luchetta 2022 sarà, nel pomeriggio di sabato 4 giugno, la duplice cerimonia di premiazione, condotta dalla giornalista Marinella Chirico della redazione Tgr RAI Friuli Venezia Giulia: alle 18.30 la consegna del Premio Speciale Luchetta alla Ong International Memorial, l’Associazione per la difesa dei diritti umani fondata dal Premio Nobel per la Pace Andrej Sacharov, destinataria di un provvedimento di liquidazione dalla Corte Suprema russa. Il Premio sarà consegnato a Stefan Cok, socio e rappresentante di Memorial Italia presso il EU-Russia Civil Society Forumi. Per l’occasione è previsto l’intervento straordinario, in video collegamento live dalla Russia, di Irina Flige, direttrice della sede di International Memorial a San Pietroburgo, studiosa di fama internazionale, una delle voci più significative di Memorial, fra gli scopritori della fossa comune di Sandormoch. Il Premio Speciale Luchetta 2022 sarà celebrato in memoria di don Pierluigi Di Piazza, il sacerdote fondatore del Centro Balducci di Zugliano, scomparso lo scorso 15 maggio. Un ricordo affettuoso al Teatro Miela sarà portato dal fondatore della Comunità di San Martino al Campo don Mario Vatta, amico personale e compagno di strada nell’impegno sociale al fianco degli “ultimi”.

A seguire la consegna dei riconoscimenti della 19^ edizione del Premio Luchetta, promosso dalla Fondazione Luchetta con la RAI: vincitori 2022 sono Orla Guerin di BBC World News per la categoria TV News, Rita Rapisardi e Federica D'Alessio per il Corriere della Sera / La 27a Ora, l’inviato Jason Burke di The Guardian per la Stampa Internazionale, i giornalisti Gregorio Romeo, Ambra Orengo e Gabriele Zagni di La7/ Piazza Pulita nella sezione reportage e per la fotografia il reporter turco Sedat Suna – Epa, con lo scatto pubblicato su The Guardian.