“Il Cielo è di Tutti”: la scuola primaria Gianni Rodari di Udine porta in mostra il maestro dell’uguaglianza
C’è qualcosa che appartiene a tutti, senza distinzione di ricchezza, origine o condizione sociale: il cielo. Ed è proprio partendo da questa intuizione poetica di Gianni Rodari che la scuola primaria che porta il suo nome, a Udine, ha ideato e realizzato, per la conclusione dell’anno scolastico, una mostra straordinaria, frutto del lavoro corale di tutte le classi.
Il fil rouge dell’esposizione è tratto dalle “Filastrocche in Cielo e in Terra”, la raccolta del maestro d’Omegna che, già negli anni Sessanta, sapeva guardare al mondo con occhi capaci di vedere ciò che spesso gli adulti faticano a riconoscere: che la Terra è “a pezzetti”, frammentata da muri invisibili e confini tracciati dagli uomini, e che la soluzione a tanta divisione potrebbe essere sorprendentemente semplice: alzare lo sguardo.
“La mostra, un itinerario tra stelle, occhi, nuvole, parole, pioggia e Cielo, si è sviluppata – dichiara la Dirigente scolastica Sabrina Monai – come un vero e proprio percorso immersivo attraverso gli spazi della scuola, trasformati in tappe di un viaggio poetico. Gli alunni, orgogliosi guide del loro lavoro, hanno accompagnato i genitori lungo un itinerario dedicato a un aspetto del cielo rodariano — le stelle, le nuvole, la pioggia, il sole, la luna — come metafore di un mondo più giusto e più inclusivo”.
Nel cavedio, il cuore pulsante dell’esposizione: la proiezione di un video sulla vita e gli insegnamenti di Gianni Rodari, realizzato con l’app Stop motion, un lavoro paziente e creativo, fotogramma dopo fotogramma, per restituire vita a un maestro che non ha mai smesso di parlare ai bambini e agli adulti. Ad accompagnare le immagini, la lettura della poesia La torta in Cielo.
Nel corridoio, ecco le nuvole sospese e le gocce decorate, in un dialogo tra grande e piccolo, tra cielo e terra, ispirato al racconto L’omino della pioggia. Nell’aula d’arte, le classi quarte hanno dato vita a docce e parete di parole, installazioni visive e testuali che hanno dato voce alla poesia focale Il Cielo è di tutti i colori, dove ogni sfumatura diventa un invito a non appiattire la realtà in un unico tono. Nell’aula per l’inclusione, il momento forse più toccante: l’ascolto di una canzone rap hip-hop cantata in diverse lingue, i totem e la lettura corale de Il Cielo è di tutti — la poesia che dà il titolo all’intera mostra e che ne racchiude l’essenza. Il cielo appartiene al “vecchio” come pure al “bambino”, al “re” e all’ “ortolano”: non si esaurisce, non si divide, non si compra né si vende.
La mostra non è stata soltanto un esercizio artistico o letterario. È stata, nella sua interezza, un atto educativo. Il messaggio che ha attraversato ogni spazio, ogni lavoro, ogni lettura è stato chiaro e potente: riconoscere l’altro, accorgersi di lui, comprenderlo e accoglierlo. Non come gesto straordinario, ma come scelta quotidiana, alla portata di tutti.
Rodari lo aveva capito prima di molti: per costruire un mondo meno frantumato non servono rivoluzioni eclatanti. Basta saper osservare in alto, riscoprire i valori intrinseci di ogni essere umano, ricordarsi che siamo fatti della stessa materia di stelle. La scuola Gianni Rodari di Udine ha fatto propria questa lezione e l’ha trasformata in un’esperienza condivisa, un momento di unità e di condivisione che ha coinvolto bambini, insegnanti e famiglie.
“Anche con queste iniziative – conclude la Dirigente – la scuola diventa lo spazio dove si costruisce senso”. E il senso, in questo caso, è scritto in cielo: lì dove nessuno può erigere steccati.
Il Cielo è di tutti gli occhi, ed ogni occhio, se vuole, si prende la luna intera, le stelle comete, il sole.




