Il re è nudo, anche per la magistratura le bombe nucleari ad Aviano ci sono

“E’ giusto dare atto alla giudice Vortali (Francesca Vortali Giudice Sezione G.I.P a Pordenone Ndr) di avere studiato e approfondito la questione sottoposta al suo giudizio, molto più di quanto abbiano fatto i precedenti magistrati di Roma e Brescia, che interpellati si sono limitati a scrivere due righe di motivazione per l’archiviazione”. Lo scrivono in una nota le associazioni denuncianti in merito all’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari di Pordenone relativa alla denuncia per l’illegalità delle armi nucleari di Aviano che aggiungono che la dottoressa ha anche riconosciuto a WILPF Italia (Lega internazionale delle donne per la pace e la libertà) la legittimazione ad agire a tutela degli interessi collettivi di disarmo e smilitarizzazione. “L’ordinanza, scrivono ancora le associazioni pacifiste,  considera sicura la presenza delle armi nucleari in Italia, provata dalle molteplici fonti addotte dai denuncianti. Del resto anche la Procura aveva implicitamente ammesso la presenza delle bombe, non avendo ravvisato accertamenti esperibili da produrre. Nell’atto si ritiene giustificata l’importazione delle armi in questione, in base all’art. 51 del Codice Penale (esercizio di un diritto o adempimento di un dovere); giustificazione che rappresenta un’ulteriore conferma della loro presenza, come fatto costituente reato ma discriminato ex art. 51; quindi non punibile. Vengono ritenute legittime le preoccupazioni sanitarie, ambientali e di sicurezza espresse dai denuncianti, ma considerate attinenti a una dimensione politica e non penalistica”. I denuncianti non sono dello stesso avviso e spiegano: “La strada giudiziaria si fa ardua perché il ricorso per Cassazione è precluso da una costante giurisprudenza, che per le archiviazioni circoscrive l’ammissibilità ai soli casi di violazione del contraddittorio. In questo caso rispettato”. E’ possibile per i denuncianti ipotizzare il ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, così motivando: “la presenza delle armi nucleari rappresenta un rischio concreto e oggettivo per la vita dei cittadini (come riconosce l’ordinanza); presenza che viola l’art. 2 della Convenzione europea, laddove tutela il diritto alla vita nella sua accezione più ampia e impone agli Stati aderenti obblighi idonei ad escludere rischi”.  Contro l’ordinanza in oggetto si sono espressi anche gli avvocati di IALANA (International Association of Lawyers Against Nuclear Arms) sostenendo che “è errato il richiamo all’art. 117 della Costituzione. Il meccanismo di prevalenza di una norma internazionale – ammesso che un accordo segreto di condivisione nucleare con l’Italia lo sia – sul diritto interno passa solo attraverso un incidente di costituzionalità.” “Salvo che per il diritto europeo, non esiste applicazione diretta del diritto internazionale pattizio incompatibile col diritto interno, da parte del giudice ordinario. Le norme inderogabili di diritto internazionale umanitario vietano la minaccia e l’uso delle armi nucleari. Nessun trattato tra Stati può derogare a tali norme di ius cogens”. Il fine ultimo da perseguire, concludono i pacifisti,  è la rimozione delle testate nucleari statunitensi dalla base di Aviano. La loro presenza è un’aperta violazione del nostro ordinamento, interno e internazionale, che mette a rischio immediato l’esistenza di milioni di persone, in presenza dei venti di guerra diabolici che soffiano dall’Ucraina in Palestina.

I denuncianti  sono: Tavola per la Pace Friuli Venezia Giulia, Abbasso la Guerra odv, Centro sociale 28 Maggio, Comunità Laudato Si’ Cremona, Comunità Laudato Si’ Oglio Po, Coordinamento nazionale No Triv, Donne e Uomini contro la Guerra Brescia, Pax Christi Cremona e Tradate, Tavola della Pace Oglio Sud, WILPF Italia.

AVIANO, HONSELL (OPEN): LA SENTENZA RAFFORZA LA RICHIESTA DI CHIAREZZA SULLE ARMI NUCLEARI

“Esprimiamo parziale soddisfazione per l’esito della sentenza del Tribunale di Pordenone sulla violazione della Costituzione e delle leggi sull’importazione di armi da guerra in merito alla questione delle testate nucleari presso la base di Aviano. Esprimiamo pieno sostegno, come facciamo da sempre, all’associazione Wilpf delle donne contro la proliferazione  nucleare, che aveva fatto la denuncia. La parziale soddisfazione nasce dal fatto che per la prima volta le motivazioni
dell’archiviazione implicitamente riconoscono la presenza di tali armi. Giustamente la Wilpf continuerà la sua azione presso la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Come Open Sinistra FVG riteniamo che proprio questa presenza di ordigni nucleari necessiterebbe di piani di gestione delle emergenze di natura straordinaria, che però nessuno sa se
mai sono stati approntati. La Presidente di ICAN, l’iniziativa per l’abolizione delle armi nucleari, spesso chiude i suoi interventi chiedendosi: fino a quando possiamo sperare di essere fortunati nel maneggiare ordigni nucleari prima di un incidente rilevante? Le recenti dichiarazioni di guerra americane all’Iran e il ruolo di Aviano, come si è visto nei giorni scorsi, in tali operazioni, rende molto urgente chiarire questi temi ed eliminare rischi così gravi”. Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG