Interrogazione di AVS chiede al Ministro di difendere libertà di insegnamento e autonomia scolastica

È stata depositata alla Camera dei deputati un’interrogazione parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, a firma dell’onorevole Elisabetta Piccolotti, sul caso della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica e sulle polemiche sollevate dopo il progetto educativo dedicato alla conoscenza del fenomeno migratorio e della rotta balcanica.
A darne notizia sono Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana Friuli Venezia Giulia, ed Elisa Moro, segretaria del Circolo di Trieste per Alleanza Verdi e Sinistra.

“L’interrogazione chiede al Ministro dell’Istruzione e del merito di fermare le polemiche strumentali e difendere la libertà di insegnamento. Il progetto della scuola di Marostica non è stato un gesto improvvisato né una forzatura ideologica: è stato un percorso educativo preparato in classe, approvato dagli organi collegiali e condiviso con le famiglie, che ha portato bambine e bambini a conoscere il fenomeno migratorio, la rotta balcanica e il lavoro concreto delle associazioni che a Trieste offrono pasti caldi e supporto alle persone migranti in transito.
Come chiarito anche dal dirigente scolastico, i bambini non sono stati obbligati a fare nulla e insieme a loro c’erano diversi docenti, educatori, personale medico e forze dell’ordine.”

Badin e Moro ricordano che “prima del viaggio a Trieste, le classi avevano svolto un lavoro didattico preparatorio per comprendere chi avrebbero incontrato e quale percorso affrontano molte persone in arrivo dalla rotta balcanica. Solo dopo questo lavoro, le bambine e i bambini hanno partecipato a un momento di solidarietà con le realtà volontarie presenti in piazza Libertà. Di fronte a tutto questo, invece di riconoscere il valore educativo dell’esperienza, una parte del centrodestra ha preferito gridare alla propaganda”.

“Il sindaco Dipiazza è arrivato a parlare di denuncia, mentre il ministro Valditara ha annunciato verifiche sulle modalità didattiche e organizzative dell’attività. L’interrogazione di AVS nasce proprio per riportare la discussione sul terreno corretto: la scuola pubblica deve poter educare alla complessità, alla conoscenza del mondo reale e alla responsabilità, senza subire intimidazioni politiche ogni volta che affronta temi scomodi”.
Per Badin e Moro, “difendere questa esperienza non significa in alcun modo sostenere l’irregolarità, come qualcuno prova a insinuare. Significa l’esatto contrario: chiedere che la gestione del fenomeno migratorio sia riportata dentro le istituzioni, dentro procedure chiare e dentro il rispetto della dignità delle persone. A Trieste arrivano donne, uomini e minori che intendono chiedere protezione internazionale e che spesso, prima ancora di completare la documentazione necessaria, restano senza un luogo adeguato dove essere accolti, orientati e tutelati”.

“Il punto politico è questo: la destra preferisce attaccare una scuola e trasformare un progetto educativo in un caso ideologico, invece di interrogarsi su ciò che accade davvero alle porte della città. A Trieste serve una gestione istituzionale seria: luoghi di primissima accoglienza, informazioni chiare, orientamento legale, mediazione, assistenza di base e condizioni dignitose per chi intende chiedere protezione internazionale”.

Badin e Moro concludono: “Ringraziamo il gruppo parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra per aver portato questa vicenda in Parlamento. Ora il Ministro risponda nel merito: non sulle caricature costruite dal centrodestra, ma sulla libertà di insegnamento, sull’autonomia scolastica e sul diritto di bambine e bambini a essere educati alla comprensione, non alla paura.”

Scuola. Piccolotti (Avs): Bambini in gita per capire i migranti, il Ministero manda gli ispettori a scuola. Interrogazione di Avs a Valditara, il caso in Parlamento

Bambini di quinta elementare che imparano a mettersi nei panni degli altri: bendati, scalzi, per capire cosa significa fuggire da una guerra. Poi un viaggio a Trieste per distribuire pasti caldi ai migranti della rotta balcanica. Un progetto educativo costruito in classe giorno dopo giorno, approvato dagli organi scolastici, condiviso con le famiglie. Risultato? Il sindaco di Trieste minaccia denunce. Il Ministro Valditara avvia verifiche e manda gli ispettori.

Lo scrive su Facebook Elisabetta Piccolotti di Avs in relazione alle polemiche che hanno coinvolto la classe di una scuola di Marostica (Vicenza).

Chiamano propaganda quello che – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – noi chiamiamo umanità. Chiamano indottrinamento quello che noi chiamiamo empatia. La scuola che funziona è quella che insegna ai bambini a guardare al mondo che hanno intorno.

Per questo abbiamo interrogato il Ministro: come può un progetto educativo approvato dagli organi scolastici diventare oggetto di censura ministeriale? D’altra parte Valditara intende la scuola come uno strumento di propaganda, non un luogo di formazione libera e critica. La libertà di insegnamento, il futuro delle ragazze e dei ragazzi – conclude Piccolotti – non sono cose che lo interessino. Grazie a chi ha provato a insegnare a scuola empatia e umanità, esattamente quello di cui avremmo un disperato bisogno.

E’ educazione all’”empatia” non lavaggio del cervello