Kito Chain Weissenfels: Infruttuoso l’incontro nella sede di Confindustria Tolmezzo
Nessun passo avanti nel confronto tra Kito Chain Weissenfels e sindacati sui 19 licenziamenti collettivi annunciati dall’azienda. Le parti si sono riunite questa mattina a Tolmezzo, nella sede di Confindustria, ma si è concluso, come spiegano in un comunicato le segreterie territoriali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e le Rsu, senza progressi concreti sulle rivendicazioni avanzate dai sindacati.
Ritiro degli esuberi, nessuno spostamento di macchinari dello stabilimento di Fusine, l’applicazione di ammortizzatori sociali adeguati e un piano industriale credibile e sostenibile: queste le richieste dei sindacati, decisi a proseguire nella mobilitazione «in stretto raccordo con le istituzioni, a livello sia locale che nazionale», anche attraverso il coinvolgimento del ministero del Lavoro. L’invito rivolto alla direzione aziendale è a presentarsi «con risposte concrete» al prossimo incontro, in programma il 5 giugno.
Questa la nota congiunta emessa da Fiom Cgil e Fim Cisl: Si è svolto oggi, 29 maggio, presso la sede di Confindustria Tolmezzo, il successivo incontro tra la delegazione sindacale unita e la Direzione della KITO. Purtroppo, come FIM, FIOM e RSU registriamo assenza di progressi concreti sulle questioni fondamentali poste dalla rappresentanza dei lavoratori. La Direzione ha confermato la volontà di procedere con 19 esuberi, senza fornire alcuna novità riguardo all’adozione di ammortizzatori sociali adeguati né proposte di un progetto industriale che garantisca il futuro dello stabilimento di Fusina in Val Romana. Ricordiamo che quest’ultimo rappresenta un presidio strategico per l’occupazione e per l’equilibrio socioeconomico di un territorio complesso quale l’Alto Friuli. A fronte di ciò, abbiamo ribadito ancora una volta i nostri punti fermi: – Il ritiro immediato della dichiarazione di 19 esuberi;
– Nessuno spostamento di macchinari dallo stabilimento;
– L’applicazione di ammortizzatori sociali congrui e adeguati per affrontare una crisi di tale portata;
– Un progetto industriale credibile e sostenibile, indispensabile per tutelare il futuro della fabbrica e dei suoi lavoratori.
Come sigle sindacali, abbiamo inoltre confermato la nostra volontà di mantenere la vertenza in stretto raccordo con le Istituzioni di governo, sia a
livello regionale (Regione Friuli Venezia Giulia) che nazionale, attraverso un confronto con il Ministero del Lavoro.
Il prossimo incontro è stato fissato per il 5 giugno, data in cui esortiamo la Direzione aziendale a presentarsi con risposte concrete ai quesiti posti, alle
preoccupazioni dei lavoratori e dell’intera comunità tarvisiana.




