La Lega boccia il piano Riccardi – giudizio assai duro anche dai chirurghi

Finalmente c’è stato l’incontro tra l’assessore Riccardi e l’ACOI – la società scientifica dei chirurghi – che ha espresso valutazioni assai critiche sul Piano oncologico chiedendo di rivederlo. L’assessore ha risposto con un secco no, affermando che il Piano non si cambia e ha voluto ribadire che la sua elaborazione “è un fatto esclusivamente tecnico”.
Ma la dichiarazione dell’assessore viene smentita dal documento della Lega dedicato alla sanità regionale, meglio noto come documento Cisint, dove si dice che l’ex Coordinatore della Rete Oncologica abbia giustificato le decisioni unilaterali prese nella redazione del piano affermando che “le decisioni erano imposte dalla politica: prese dalla giunta regionale”.
Quindi scelte politiche, piuttosto che tecniche, e a dirlo è un documento della stessa parte politica dell’assessore.
Questo forse spiega la totale chiusura di Riccardi al dialogo con i chirurghi, giacché è difficile contrapporre argomentazioni politiche a dati tecnici. Eppure, in altre regioni si è pianificato coinvolgendo le società scientifiche di settore.
Da noi no, forse perché – come si legge nel documento della Lega – con il Piano oncologico si vuole l’abolizione dei dipartimenti strutturali degli ospedali periferici, decretando di fatto il declassamento di molti ospedali di rete. E questa è una scelta politica.
Così è mancata l’analisi degli esiti e delle performance attuali nella cura dei tumori, poiché sembra che non si tengano in debito conto gli indicatori di esito e il tasso di efficienza delle singole strutture ospedaliere. Il Piano sembra basarsi principalmente sui volumi di attività, ovvero quanti interventi vengono eseguiti in ciascuno degli ospedali sotto esame, fattore senz’altro importante, ma non l’unico, visto che gli esiti contano.
Il documento Cisint paventa anche la congestione degli ospedali hub già sovraccarichi, con il rischio concreto di determinare un’ulteriore dilatazione dei tempi di attesa e condizioni di degenza ancor più precarie.
Si delinea quindi un futuro assai più incerto dell’attuale, che già è caratterizzato dalla “ridotta capacità di governo dell’intero sistema, con perdita di controllo sulla programmazione e sull’erogazione dei servizi da parte del servizio sanitario pubblico.”
È questa l’impietosa valutazione dell’operato dell’assessore Riccardi espressa dalla Lega, non dall’opposizione. Anzi, in tema di Piano oncologico una parte seppur esigua dell’opposizione ha sostenuto l’assessore Riccardi. Come mai? Nostalgia della Serracchiani?

Walter Zalukar Associazione Costituzione 32