La storia del Cotonificio di Vermegliano in mostra al 2° Memo Festival di Monfalcone

Sarà visitabile ancora fino a domenica, dalle 18 alle 23, nel Centro visite di via Pisani 28 a Panzano (Monfalcone) la mostra “Il cotonificio di Vermegliano”, realizzata dal Consorzio Culturale del Monfalconese nell’ambito di “Cacciatori di memorie”, un progetto di raccolta di documenti, pubblicazioni, diari, lettere, testimonianze audio o videoregistrate, vecchi filmati amatoriali, oggetti e fotografie che da oltre quarant'anni alimenta l'Archivio della Memoria del CCM.

Inserita nella seconda edizione del Memo Festival, inaugurato dal Comune di Monfalcone e dal CCM mercoledì sera, la mostra racconta uno dei primi esempi di industrializzazione del territorio, dialogando con l'esperienza successiva del cantiere navale e del Villaggio operaio di Panzano e con quella di poco precedente, anche se di ben altre dimensioni, di Crespi d'Adda, ospite ieri sera della manifestazione. Della mostra, che si sviluppa attraverso una serie di pannelli in cui viene ripercorsa attraverso numerose immagini la storia della fabbrica e di chi vi lavorava, sono parte integrante le testimonianze video di due ex operaie del cotonificio: Maria Bergamasco di Turriaco ed Elda Soranzio di Ronchi dei Legionari, che in occasione dell'apertura ha voluto donare all'Archivio della Memoria la campanella che segnava l'inizio e la fine dei turni.

Come in occasione dei precedenti progetti dedicati dal CCM anche al cantiere navale e a Panzano, da cui è partita l'attività di recupero della storia individuale del territorio perché diventasse patrimonio condiviso, come ha sottolineato il presidente del Consorzio Davide Iannis, nel corso dell'inaugurazione del Memo Festival, la mostra vuole sollecitare la comunità a condividere i propri ricordi, immateriali e materiali. Conclusa l'esposizione nel Centro visite di Panzano, i contenuti della mostra saranno trasferiti nel nuovo sito del Consorzio Culturale del Monfalconese, ormai di prossima pubblicazione.

 

Il cotonificio di Vermegliano

In un territorio prevalentemente agricolo, qual era quello del Monfalconese prima della costruzione del cantiere navale, il cotonificio di Vermegliano racconta una storia importante di quel processo di industrializzazione e di diversificazione produttiva che ha caratterizzato il nostro territorio fin dalla fine dell’Ottocento quando un gruppo di industriali triestini, proprietari della “Società del Filatojo meccanico di Aidussina”, decisero di costruire la “Tessitura meccanica di cotoni di Vermegliano”, iniziando le produzioni nel 1885. Successivamente il cotonificio di Vermegliano, dopo essere stato acquistato nei primi anni del Novecento dalla famiglia Brunner ed essere entrato, con gli stabilimenti di Gorizia ed Aidussina, a far parte del gruppo “Cotonificio Triestino”, alla fine degli anni Trenta viene rilevato dagli industriali lombardi Tognella e Shapira e negli anni dell’immediato secondo dopoguerra raggiunge l’apice del proprio sviluppo con circa 650 dipendenti. Con l’unica interruzione dovuta agli eventi bellici del primo conflitto mondiale, l’attività produttiva dello stabilimento di Vermegliano si prolunga fino al luglio del 1965, quando la proprietà del gruppo decide che la fabbrica non è più redditizia e ne sancisce la chiusura. Da quel momento, salvo un breve periodo in cui gli edifici ospitano le attività dell’industria aeronautica Meteor, il complesso industriale viene definitivamente abbandonato e per i capannoni e le palazzine dell’ex cotonificio inizia il periodo della progressiva decadenza, fino a quando poi il complesso è stato trasformato in area commerciale.