L’Associazione “El Tomât” di Buja organizza una raccolta di firme a sostegno della sanità pubblica

Sabato 26 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 11.00 a Treppo Grande l'Associazione "El Tomât" di Buja organizza una raccolta di firme a sostegno della sanità pubblica. Fondi per le assunzioni, un piano straordinario per la riduzione delle liste di attesa, ripristino dei servizi recentemente soppressi o ridotti, e in generale un investimento sulla sanità pubblica invece che su quella privata, oltre che il coinvolgimento dei Sindaci nella rappresentanza dei problemi di salute delle loro comunità e nella valutazione delle scelte e delle direzioni aziendali. I promotori sono diversi comitati della Regione, Associazioni e qualche sigla sindacale. L'obiettivo è sensibilizzare i cittadini sui problemi, importanti, che la sanità regionale sta attraversando, chiedendo alla Regione scelte e impegni chiari. Un'azione che assume anche un fondamentale valore di vicinanza a tutti gli operatori sanitari, che stanno con fatica garantendo i servizi in situazione di sottorganico e di mancanza di investimento e di progettualità.

Dichiarazione della presidente del Tomât

Il consiglio direttivo della Associazion Culturâl El Tomât ha ritenuto di dover sottoscrivere e  sostenere la petizione regionale a difesa della sanità pubblica regionale, lanciata dai Comitati regionali per la Salute Pubblica, per condividere con la società civile e con le parti sociali la attenzione per la tutela e la promozione della salute delle popolazioni più fragili e vulnerabili e soprattutto nelle aree deboli e marginali del territorio friulano. In una ottica di superamento delle disuguaglianze di salute tra popolazioni e tra territori (città e campagna, pianura e montagna, centro e periferie) riteniamo necessario partecipare, come associazione culturale, alla progettazione di un disegno complessivo e unitario che affronti la questione dei determinanti sociali della salute, con una forte infrastrutturazione e diffusione dei servizi sanitari e sociali sul territorio. Crediamo che una “salute di comunità e nella comunità” potrà prendersi cura delle persone, con un’assistenza mirata, continua, flessibile e accessibile, senza esclusioni.

Dichiarazione Sindaca Treppo Grande
Sottoscriverò convintamente la petizione a sostegno della sanità pubblica e sarò presente al banchetto in Piazza a Treppo Grande per parlarne con i cittadini interessati al tema. In questi ultimi anni, al di là dei proclami, delle promesse e degli annunciati investimenti, che riguardano le strutture, cioè gli spazi, e non i contenuti, e che non trovano nemmeno sempre riscontro nei documenti ufficiali, la nostra sanità regionale ha raggiunto livelli di criticità mai visti prima. Non è il momento di fare i compiti per casa, è il momento di prendere in mano seriamente la sanità pubblica, affrontando i problemi in una visione di medio periodo. Questo vorremmo leggere nei documenti regionali che devono orientare gli Atti aziendali, non l’elenco pedissequo delle questioni aperte. Per due anni consecutivi abbiamo assistito allo stanziamento di milioni di euro aggiuntivi per la sanità privata, giustificati dalla necessità di bloccare la fuga dei pazienti verso il veneto e di recuperare sulle prestazioni sospese. Ma ha funzionato? Cosa dicono i dati? Inoltre nessuno spiega che spostare risorse verso il privato significa anche incentivare il passaggio dei medici e degli infermieri dal pubblico al privato. Quanti licenziamenti ci sono stati negli ultimi due anni? Quanti medici e specialisti hanno lasciato il pubblico per andare a lavorare nelle cliniche private? Invece di affrontare il problema, rendendo attrattivi gli ospedali pubblici, si continua a finanziare le strutture private, che quindi cercano nuovo personale garantendo migliori condizioni lavorative. Questa politica regionale sta, di fatto, investendo nel depauperamento della sanità pubblica, proprio, tra l'altro, in un momento storico in cui tutti noi abbiamo potuto verificare quanto la sanità pubblica sia assolutamente fondamentale. E poi il ruolo dei Sindaci, che non vengono minimante coinvolti nel definire problemi di salute e priorità, quando invece l’indirizzo nazionale, anche legato all’attuazione PNRR mette al centro proprio i territori e le loro rappresentanze, per investire su nuove prospettive di integrazione socio-sanitaria
PNRR e tutti i documenti nazionali insistono sulla centralità dei territori e delle loro rappresentanze.