Le toghe politicizzate colpiscono anche negli Usa…. Saltano i dazi di Donald

Tanto tuono finché piovve. La Corte suprema degli Stati Uniti ha deciso che la maggior parte dei dazi imposti da Donald Trump ai Paesi del mondo sono illegali. Il motivo è semplice, per vararli il presidente Usa ha violato la legge federale.
La Corte suprema degli Stati Uniti ha bocciato la maggior parte dei dazi di Donald Trump, con sei voti a favore e tre contrari, una decisione attesa da mesi, e più volte il presidente Trump temendola aveva tuonato preventivamente “invitando” i giudici a dargli ragione: In realtà per la maggior parte dei giuristi la decisione della Corte era inevitabile. La decisione è stata approvata con 6 voti a favore e 3 tre contrari, sitratta di giudici conservatori, Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh (quest’ultimo nominato da Trump stesso). La conseguenza è che i dazi ora saranno annullati, con ripercussioni anche per l’Europa e l’Italia. Donald Trump ha definito “una vergogna” la sentenza” parlando di un meglio precista “piano di riserva”. Il motivo della decisione della Corte è che il presidente degli Stati Uniti, da quando è in carica, ha varato i dazi senza mai passare dal Congresso per l’approvazione. Lo ha fatto appellandosi a una legge federale del 1977 (chiamata Ieepa, International Emergency Economic Powers Act) che garantisce dei “poteri straordinari” al presidente in casi di emergenza, ma in realtà la sua amministrazione si è spesso appigliata a evidenti pretesti o definizioni generiche per affermare che ci fosse un’emergenza in corso. La Corte ha chiarito che, in tutti i casi, quella legge non autorizza a imporre dazi. Chissà perchè ma la vicenda ricorda un certo italico affaire Albania.
I dazi di Trump, insomma, violano la legge. Le azioni unilaterali con cui nell’ultimo anno il presidente degli Stati Uniti ha minacciato i Paesi di quasi tutto il mondo – partendo con dazi globali e poi tornando ad abbassarli e aumentarli ogni volta che ne sentiva la necessità – non rispettavano le norme degli Usa. Gli scenari che si aprono ora sono imprevedibili, come del resto i prevedibili saranno le razioni di Trump.
Di certo con la sentenza di oggi i dazi saranno cancellati anche se non tutti le tariffe extra rimangono in vigore solo per alcune categorie. La Corte suprema ha lasciato in vigore le tariffe su acciaio e alluminio, adottate tramite altre leggi. La sentenza, tuttavia, annulla i dazi suddividendoli in due categorie: la prima riguarda per quelli “reciproci”, ovvero il 34 per cento per la Cina fino al 10 per cento per altri paesi esteri; la seconda il 25 per cento imposto su alcuni beni provenienti da Canada, Cina e Messico, con cui Trump sosteneva di controllare così il flusso di fentanyl.
Difficile prevedere quanto avverrà, molto dipenderà anche dalla reazione dell’amministrazione Usa e del Presidente. Prudenza è stata espressa anche dalle autorità europee: “Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Restiamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per chiarire quali misure intende adottare in risposta a tale sentenza. Le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Continuiamo quindi a sostenere tariffe basse e a lavorare per ridurle”, ha dichiarato un portavoce della Commissione europea. Inutile dire che la situazione pone ennesimo problema per Donald Trump, che oggi, giornata nerissima per lui, aveva già dovuto incassare le notizie negative sul fronte economico: il Pil statunitense è cresciuto a un ritmo di solo 1,4% negli ultimi tre mesi dello scorso anno, in netto rallentamento rispetto al 4,4% del trimestre precedente mentre l’inflazione è salita. Su Truth, il suo social network, Trump ha subito scaricato la responsabilità sui Democratici e sulla Federal reserve (la banca centrale degli Stati Uniti). Chissa cosa non dirà dei giudici, magari affiderà ad un “video” di Giorgia Meloni la critica alle toghe……