Riflessioni sul piano oncologico

E alla fine il tanto atteso incontro tra l’Assessore Riccardi e il Presidente dei Chirurghi Ospedalieri Italiani, Bottino c’è stato. Come prevedibile l’Assessore ha ribadito un secco no ad ogni ipotesi di apertura, sostenendo la sua disponibilità al dialogo, ma a patto che poi non cambi niente. Nulla di nuovo sotto il sole. Ci si chiede però, a questo punto, come si possa parlare di dialogo quando non si è disposti ad accettare suggerimenti o proposte? Più che un dialogo, io lo chiamerei un monologo, chiara espressione della difficoltà ad affrontare un reale confronto, tipico di chi è in difficolta e che per difendersi attacca. Ma anche questa non è una novità.
Si apprende poi dai giornali che la politica è spaccata, dissensi e consensi a sinistra, ma anche dissensi e consensi nella maggioranza che si dice unita, ma che unita non è ed è tenuta insieme con il chewing gum da diktat provenienti dall’alto. In questo scenario ci lascia stupiti la presa di posizione del Sindaco di Gorizia che afferma che per farsi curare bene si deve andare nei grandi Ospedali, e che lui così farebbe. Ma, Signor Sindaco, lei è così sicuro che a Trieste o a Udine si abbia un trattamento migliore che a Gorizia e a Monfalcone? Lei faccia pure le sue scelte, ma lasci ai tecnici parlare e alla gente comune farsi operare nella propria città che vanta un’Urologia e una Chirurgia di tutto rispetto, dove, finchè ce lo conseniranno. la gente da tutta la Regione viene a farsi curare
Ma lasciamo perdere questo aspetto puramente politico che non ci compete, anche perchè la salute dei cittadini è una e non è nè di destra e neppure di sinistra. Mi viene, a tale proposito, in mente un vecchio ritornello di Giorgio Gaber che già negli anni ’70 ci vedeva molto, molto lontano.
Parliamo allora ti aspetti tecnici e delle argomentazioni dell’Assessore che fanno acqua da tutte le parti. Riccardi dice: ho i miei tecnici e tra essi ci sono anche dei Chirurghi, quindi, di cosa parliamo? Peccato che i Chirurghi, quelli veri, non hanno partecipato alla stesura del Piano e ne sono stati messi al corrente solo a giochi fatti. E visto che, lo dice l’Assessore, una volta deliberato il Piano nulla si può modificare, di che coinvolgimento parliamo? Quindi, come si suol dire “becchi e bastonati”. Certo, qualche Chirurgo si è eretto a sostegno del piano, peccato che si tratta di Chirurghi di nicchia, iperspecialistici, quelli che non trattano i tumori, non certo i Chirurghi Generali, quelli che li operano e che tutti compatti hanno sottoscritto un documento contrario al Piano. Sì però, dice l’Assessore, gli Oncologi lo sostengono e quindi io mi fido di loro. Ma quali sono questi Oncologi? Si tratta di una rappresentanza ristretta scelta “ad hoc” dall’ideatore del Piano, Gianpiero Fasola, poi sacrificato sull’altare della Politica, tra la sua cerchia di fedelissimi. Perché non tutti gli Oncologi sono stati interpellati e non tutti condividono le scelte dell’Assessore.
E poi per quale motivo non si è aperto un confronto reale e costruttivo tra Chirurghi ed Oncologi? Ci sarebbero stati sicuramente degli scontri, ma ne sarebbe venuto fuori un documento condiviso e sicuramente migliore di quello partorito dai cosiddetti esperti individuati da Fasola.
Non sarebbe sicuramente passato inosservato il sacrificio dell’Urologia di Gorizia che vanta numeri migliori della vicina Trieste pur in presenza di risorse decisamente minori.
Allora il dubbio ci resta e tormenta i nostri sonni. Non è che l’accantonamento dei Chirurghi sia stato voluto per portare a termine impunemente questo piano diabolico?
E siamo così certi che i pazienti convergeranno su Trieste od Udine o che, magari, preferiranno rivolgersi ad Ospedali fuori della nostra Regione con un ulteriore aumento della spesa sanitaria?
Vi lascio alle vostre riflessioni.

Alessandro Balani
già Direttore del Dipartimento Chirurgico di Gorizia e Monfalcone