Legambiente: Nuovo Piano lupo, esclusi gli “abbattimenti controllati”

Nel documento, consegnato dal ministero dell'Ambiente alla Conferenza Stato-Regioni per l'approvazione dono state depennate le uccisioni degli animali. Confermate le misure per favorire la convivenza con il bestiame.  In sostanza spiegano da Legambiente non sono previsti gli “abbattimenti controllati” nel nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo presentato questa mattina dal ministero dell’Ambiente. Dunque sono state escluse le uccisioni degli animali, previste nel precedente piano del 2017 e che avevano provocato accese polemiche e proteste di cittadini e ambientalisti sino al congelamento del provvedimento nella Conferenza-Stato-Regioni. Confermate invece tutte le altre misure per permettere la convivenza fra lupi e bestiame.

Il nuovo piano lupo è contenuto in un documento di 55 pagine, redatto dopo consultazioni con Regioni, Province Autonome, Ispra e portatori di interesse. Il piano sostituisce quello in vigore dal 2002 ed è stato consegnato alla Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione. Prevede 22 azioni che puntano “alla conservazione” della biodiversità e a “minimizzare il suo impatto sulle attività dell’uomo”. Fra gli interventi sarebbero inoltre allo studio misure sperimentali sull’esempio di alcuni Paesi europei.

Con questo nuovo piano di interventi il ministero dell’Ambiente punta ad aumentare il monitoraggi sui lupi attraverso il supporto tecnico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in modo da avere dati più affidabili – in assenza di un censimento preciso – e a veicolare una maggiore informazione e comunicazione pubblica dell’impatto dei cani vaganti e degli ibridi lupo-cane sulla conservazione della specie. Un esemplare di lupo

Legambiente, “Bene puntare su prevenzione e convivenza”

Legambiente esprime soddisfazione per il Piano di conservazione e gestione del lupo consegnato oggi dal ministero dell’Ambiente per l’approvazione alla Conferenza Stato-Regioni. “Ci auguriamo – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente – che le Regioni ratifichino questo provvedimento. È un piano necessario per la conservazione e la tutela di questo importante predatore, che valorizza il percorso sperimentato sull’Appennino con il progetto Life Wolfnet, e giustamente punta sulla prevenzione delle predazioni agli animali al pascolo e sulla risoluzione dei conflitti con gli allevatori, rinunciando agli abbattimenti selettivi, che non sono in alcun modo utili a una strategia di convivenza di lungo respiro”. L’associazione auspica adesso che il documento giunga in tempi rapidi all’approvazione e che si stanzino le risorse necessarie alla messa in atto delle soluzioni di prevenzione.

Marco Bussone, presidente nazionale Uncem: “Salviamo gli allevatori e gli animali allevati”

Sulla presentazione del nuovo Piano lupo da parte del ministero dell’Ambiente è intervenuto anche Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle comunità e degli enti montani. “Sono pienamente d’accordo con Coldiretti che in merito al Piano Lupo ha chiesto di salvare le migliaia di pecore e capre sbranate, mucche sgozzate e asinelli uccisi lungo tutta la Penisola dove la presenza si è moltiplicata negli ultimi anni con stragi negli allevamenti – ha dichiarato Bussone -. Il Piano Lupo deve garantire equilibrio, sostenibilità, biodiversità, compresenza sui territori di tutte le specie. Ma tutte. Sono pienamente dunque d’accordo con Coldiretti, con il suo Presidente Prandini”. “Uncem e Coldiretti hanno sottoscritto a fine 2018 un’intesa su molti temi legati alla presenza dell’agricoltura e delle imprese nelle aree montane – ha precisato Bussone -. Dunque, assieme alla Coldiretti evidenzio che la presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree alpine e appenniniche l’attività di allevamento mettendo a rischio anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio che, oltre ad essere una risorsa fondamentale per l’economia montana, rappresenta anche un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano. Senza i pascoli le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città. Anche Uncem oggi si aspetta dal Ministero un impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico unito a sistemi di difesa appropriati e un rapido ed adeguato rimborso dei danni”.

Campagna ‘Salva il lupo’: “Una vittoria di tutti gli animalisti”

Rinaldo Sidoli, promotore della campagna ‘Salva il lupo’, accoglie positivamente il nuovo Piano lupo presentato oggi dal ministero dell’Ambiente. “Il nuovo ‘Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia’, consegnato dal Ministero dell’Ambiente alla Conferenza Stato-Regioni, rappresenta una grande vittoria di tutti gli animalisti – dichiara -. Al margine dell’incontro del 2 agosto 2018 con il Ministro Costa veniva confermata la massima attenzione da parte del Dicastero alla salvaguardia del lupo, e che sull’argomento non ci sarebbero stati cedimenti. Finalmente vengono cancellati gli ‘abbattimenti controllati’ che erano previsti nel precedente piano del 2017 e che avevano provocato le nostre proteste per un indiretto incentivo agli atti di bracconaggio contro la specie”. “La nostra mobilitazione non si fermerà fino alla definitiva vittoria – prosegue -. Eserciteremo ulteriori pressioni sui decisori attraverso la piattaforma change.org/soslupo che ha raccolto oltre 450 mila firme di realtà animaliste e ambientaliste contrarie alle uccisioni di lupi, ibridi e cani vaganti. Ricordiamo che il ‘Canis lupus’ è una specie rigorosamente protetta in quanto annoverata nell’allegato IV della direttiva Habitat (92/43/CEE), che all’articolo 12 ne proibisce qualsiasi forma di cattura o uccisione. Pertanto ci auguriamo che le Regioni favorevoli all’abbattimento dei lupi si mettano l’animo in pace e votino con coscienza rispettando la crescente sensibilità dei cittadini sui diritti degli animali”.