Manifestazione per il ripristino di Schengen e contro la militarizzazione delle frontiere
Una manifestazione organizzata dal Circolo di Sinistra Italiana della Benečija e del Cividalese dal titolo “C’era una volta Schengen” si svolgerà presso il Valico di Stupizza/Robič (Ud) il 20/06 alle ore 10:00. L’evento è basato su un manifesto delle forze politiche, sindacali e associative aderenti, questo il testo:
Con l’ennesima proroga dei controlli al confine tra Italia e Slovenia, che è avvenuta ufficialmente il 18 giugno 2026, il Governo Meloni continua a sospendere de facto il Trattato di Schengen. Una scelta illegittima sul piano del diritto europeo e l’ennesima beffa propagandistica ai danni della Benečija, dei lavoratori transfrontalieri e di chi vive lungo il confine interno dell’Unione europea. Al Governo Meloni non interessa nulla delle aree interne, montane e collinari. Lo ha dimostrato più volte con il declassamento di San Pietro al Natisone da area montana, con il progressivo impoverimento economico e sanitario delle nostre terre e con il continuo smantellamento dei servizi pubblici.
A questo quadro che ben conosciamo, da ottobre 2023 si è aggiunto il ritorno al passato di vent’anni. La militarizzazione delle frontiere. I controlli ai valichi principali di frontiera (a partire da quello di Stupizza) sono pura propaganda politica e rappresentano in pieno il modus operandi della destra ideologica. Meloni, Piantedosi, Fedriga e Roberti sfruttano la presenza delle Forze dell’ordine al confine per solleticare una percezione di sicurezza ormai non compresa nemmeno dal
loro elettorato. L’Italia, inoltre, rischia una procedura d’infrazione europea per violazione del diritto europeo. La nota della Commissione europea di inizio giugno 2026 è molto chiara: i controlli illegittimi vanno cessati. Il Regolamento Ue di Schengen (modificato 2024/1356) prevede che il ripristino dei controlli alle frontiere interne possa avvenire solo “in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna di uno Stato membro” (art.25 par.1). Tutte le proroghe avvenute dall’ottobre 2023 fino ad ora sono state motivate come “gravi situazioni eccezionali” ma rappresentano una totale farsa di cui con grande ritardo si è accorta anche la Commissione europea. Si è iniziato con la minaccia terroristica di hamas, poi sono stati chiamati in causa i grandi eventi come il Giubileo e le olimpiadi invernali. La verità invece è che questi costosi controlli ai valichi dei confini servono alla destra al Governo per cercare di infondere una pseudo percezione di sicurezza dopo aver alimentato per decenni l’odio xenofobo intervallato solo da momenti di “compassione neo-liberale” dovuti alla
mancanza di manodopera da sfruttare. Nel frattempo, si spendono decine di migliaia di euro al giorno di soldi dei contribuenti italiani (più di 20 milioni di euro dal 2023) per mantenere attiva la macchina burocratica dei controlli alle
frontiere interne dell’Ue fra Italia e Slovenia. Risorse importanti che potrebbero servire davvero al territorio: creazione di posti di lavoro, presidi sanitari e medici, potenziamento dei trasporti pubblici, connettività, scuole, pagamento dei servizi ecosistemici a chi si prende cura del territorio, sostegno alle giovani imprese e all’agricoltura di montagna. Quanti posti di lavoro si sarebbero potuti creare? Quante case recuperare? Quante attività sostenere nelle aree di confine – invece di buttare soldi nella propaganda securitaria? Viviamo in un’Europa dove i capitali finanziari possono muoversi liberamente mentre alle persone vengono imposti nuovi ostacoli e limitazioni alla libertà di movimento. Un’Europa che ha tollerato per troppo tempo i controlli illegittimi sulle frontiere interne e che allo stesso tempo si fa “fortezza” finanziando i lager per i migranti in Nord-Africa o degradando la dignità umana delle persone che fuggono da guerre, persecuzioni e fame con gli abusi di Frontex. È una deriva pericolosa. La libera circolazione delle persone e dei lavoratori è uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea. A ventidue anni dall’ingresso della Slovenia nell’Ue, lo spazio Schengen rappresenta una
conquista storica per chi vive il confine. E noi vogliamo difenderla. Di fronte all’ennesima involuzione autoritaria serve una risposta pacifica e collettiva della cittadinanza. Per queste ragioni il 20 giugno alle ore 10:00 abbiamo organizzato una protesta simbolica transfrontaliera direttamente sul confine presso il valico di Stupizza/Robič. Parole e musica per far
tornare la linea immaginaria del confine una semplice parentesi della storia. La cittadinanza è invitata. Le forze sociali, sindacali e politiche assieme alle associazioni sono invitate a partecipare e aderire.
Adesioni al 18/06/2026
ADESIONI
Circolo di Sinistra Italiana della Benečija e del Cividalese
Alleanza Verdi Sinistra Fvg
Anpi Valli del Natisone
Arci Ci Va
Partito democratico Fvg
Levica
Cgil Fvg
Lista Pulfero Bene Comune
Movimento Cinque Stelle Fvg
Ospiti in arrivo
Lista Alta Val Torre Dinamica e Verde
San Leonardo Civica
Patto per l’Autonomia Fvg
Skgz
ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà
Prospettiva Comune
Lista Civica Savogna
Open Fvg
Possibile Fvg
Rete Dasi
Consiglio Sindacale Interregionale Friuli-Venezia Giulia/ Slovenia Cgil Cisl Uil Zsss KS90
Per adesioni e informazioni: sibeneciacividale@gmail.com

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