“Migrante a chi? Migrante perché?” alle domande hanno risposto ieri a Udine operatori di Oikos ETS

Si è svolto a Udine, dopo il successo dei precedenti appuntamenti  l’evento “Migrante a chi? Migrante perché?” voluto da Oikos ETS e Time For Africa. Innovativo il format dell’incontro che attraverso conversazioni aperte al pubblico su accoglienza, integrazione e prevenzione alla radicalizzazione cercano di rendere chiare le complesse problematiche relative al tema accoglienza ed in particolare quella relativa ai “minori non accompagnati”. Purtroppo la giornata climaticamente severa non ha consentito una alta partecipazione ma quanto emerso dalle domande e dalle successive risposte tecniche degli operatori meritano certamente una menzione positiva.  L’incontro si è svolto nel cuore di Borgo Stazione, quartiere multietnico e simbolo della convivenza e delle trasformazioni sociali della città di Udine. E’ stato chiarito in via preliminare come con l’espressione “minore straniero non accompagnato” (MSNA) si fa riferimento al minore di diciotto anni, cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea, che si trova, per qualsiasi causa, nel territorio nazionale, privo di assistenza e rappresentanza legale da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili. Per questo la normativa, nonostante alcune farraginosità prevede particolare tutela e destina risorse quantitativamente diverse a quelle per gli adulti. Il problema non è però solo di risorse ma di come viene organizzata l’accoglienza che non può o meglio non dovrebbe limitarsi al tetto e al piatto caldo, ma anche ad un progetto individuale di integrazione e crescita perché i ragazzi possano arrivare alla maggiore età con un futuro, anche di integrazione lavorativa, possibile. Purtroppo non tutte le organizzazioni che si occupano di questi giovani garantiscono medesima qualità ed i problemi esistono ed impattano sui territori. Da parte sua  Oikos, attraverso la voce degli operatori, ha spiegato come avviene la gestione dei ragazzi loro affidati evitando concentrazioni troppo elevate per numero ed etnia. Fondamentale è inoltre il sostegno linguistico e culturale senza proporre, è stato detto, lo sradicamento delle loro radici ma accompagnandoli  invece alla comprensione della cultura e dei valori occidentali, non come contrapposizione, ma come integrazione alla loro capacità di vivere accettando usi e consuetudini diverse  da quelle vissute nella loro giovinezza fatta spesso, di tragedie e violenze inimmaginabili. Gli esperti di Oikos ETS e di Time For Africa, insieme a testimoni diretti dei percorsi migratori, hanno effettivamente dialogato con i partecipanti all’incontro  rispondendo a domande, raccogliendo esperienze e offrendo spunti di riflessione su come le comunità locali possono diventare protagoniste attive di accoglienza e inclusione. L’iniziativa di ieri, come accennato in apertura,  è stata promossa da Oikos ETS e Time For Africa, in collaborazione con il Garante dei diritti delle persone detenute della città di Udine, l’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e i Comuni di Cervignano del Friuli, Fagagna e Terzo d’Aquileia, nell’ambito del progetto regionale TERRA FORTE – TERritorio e RAdicalizzazione FORmazione e TEstimonianza, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ai sensi della Legge regionale 3 marzo 2023, n. 9 “Sistema integrato di interventi in materia di immigrazione”.