Migranti: Conti (Pd), ‘frontiera diffusa’ non risolve e sposta problema

“Rischia di essere più un’operazione di facciata che una vera politica di sicurezza. Chiamare ‘frontiera diffusa’ un nuovo decreto non risolve nessun problema, se di fatto si spostano semplicemente le procedure senza rafforzare concretamente il sistema. Dopo 4 anni di governo Meloni e 8 anni di governo Fedriga, siamo ancora alla propaganda: hanno fallito e non lo riconoscono”. Lo dichiara la segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti che, assieme alla responsabile Migrazioni e sicurezza del Pd Fvg Linda Tomasinsig, valuta il decreto del ministero dell’Interno che ha ampliato l’elenco delle aree dove potranno essere applicate le procedure accelerate di frontiera (PAF) per l’esame delle domande di protezione internazionale, includendo Udine e Pordenone.
Tomasinsing mette in guardia: “Con questo decreto si rischia il caos e un aumento della pressione sui nostri territori”, spiegando come sia “già scritto che manca l’effettiva capacità di gestire quanto hanno messo in piedi col decreto: tra mancanza di strutture e di commissioni e considerata la storica inefficacia nei rimpatri, è prevedibile la congestione del sistema, il sovraffollamento delle strutture esistenti e l’aumento della irregolarità con danni anche per i nostri cittadini”. Il decreto infatti prevede che vi sia la possibilità di trasferire nelle nuove aree di transito migranti sbarcati ad un confine esterno dell’Unione europea.