Niet al terzo mandato per Fedriga. La Corte costituzionale è chiara, ma lui ci spera ancora e invoca una norma a “personam”

Doccia fredda dalla Corte Costituzionale per il presidente della giunta regionale Fvg Massimiliano Fedriga che si è visto ribadire il concetto che anche se lui vorrebbe un terzo mandato non è possibile. In sostanza la Corte costituzionale ha escluso, con una sentenza pubblicata oggi, la possibilità di correre per un terzo mandato per la Presidenza della Provincia autonoma di Trento, la decisione ha ovvi riflessi anche sul Friuli Venezia Giulia. I giudici sono stati chiari, come ampiamente previsto: la legge 165 del 2004 impedisce una terza candidatura dato che sancisce un principio generale che  vale per le Regioni ordinarie e anche per le autonomie speciali. Ma Fedriga che teme di fare la fine di uno yogurt scaduto  spera ancora di non inacidire. In sostanza auspica un accordo politico della maggioranza nazionale per arrivare e alla revisione della legge 165. Insomma una ennesima norma a personam per la quale però gira una brutta aria anche nel centrodestra.

Questi i commenti dell’opposizione:

Terzo mandato: Spitaleri (Paritetica Fvg), ribadito principio democrazia

“Le laconiche motivazioni della illegittimità costituzionale confermano quanto già chiaramente espresso dalla Corte costituzionale nella recente sentenza sul terzo mandato del presidente delle Regioni ordinarie. C’è un principio di democrazia che va salvaguardato e la Corte lo ha ribadito a chiare lettere: la democrazia ha delle regole per la protezione dei cittadini e queste non possono essere bypassate in virtù di un consenso che si fonda nell’esercizio consecutivo di mandati istituzionali che possono incidere fortemente sul consenso stesso, perché stare nelle stanze del potere dove si amministrano per lungo tempo miliardi di euro delle tasse dei cittadini può creare distorsioni”. E’ la valutazione del componente della Commissione Paritetica Stato-Fvg Salvatore Spitaleri, in merito alla comunicazione della Corte costituzionale sulla illegittimità costituzionale delle norme della provincia autonoma di Trento rispetto al terzo mandato del Presidente.
Richiamando la disposizione della Corte sul “divieto del terzo mandato consecutivo, costituente un principio generale dell’ordinamento giuridico della Repubblica, in quanto tale vincolante anche la potestà legislativa primaria delle autonomie speciali”, Spitaleri precisa che “la Corte non esprime un giudizio sul buon governo e garantisce ai cittadini una libera, consapevole e democratica partecipazione attraverso il voto. Nessun attacco all’autonomia regionale che è esercizio di poteri, e nessuna deroga ai principi generali costituzionali”.

Terzo mandato: Conti (Pd), scadenza definitiva per Fedriga in Fvg

“Oggi è stata data una scadenza definitiva per il presidente Fedriga in Friuli Venezia Giulia. Per noi non cambia nulla, l’impegno a essere alternativa a questa Giunta resta totale a prescindere dalle persone. La responsabilità di una regione in apnea è di tutto il centrodestra: l’affanno di sanità, sociale ed economia non si può più nascondere. Lavoreremo perché almeno l’ultima parte della legislatura regionale sia di costruzione e non solo di bilanci grassi senza crescita”. Lo dichiara la segretaria regionale Pd Fvg Caterina Conti, commentando la decisione della Consulta sul terzo mandato in Trentino.
“Qualcuno non si rassegna ma – aggiunge Conti – dopo i mal di pancia estivi nella maggioranza in Friuli Venezia Giulia, FdI che fa festa in Trentino per la bocciatura del terzo mandato è già un segnale esplicito”.

BADIN (AVS): “La Consulta boccia il terzo mandato: ora si parli di sanità e salari, non delle ambizioni di Fedriga”

«La decisione della Corte Costituzionale di bocciare il terzo mandato mette fine a una vicenda che il centrodestra ha usato solo per alimentare tensioni interne e proteggere le ambizioni personali di Fedriga» dichiara Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana.

«Mentre le destre litigavano su chi dovesse restare o subentrare, i cittadini del Friuli Venezia Giulia continuavano a chiedersi quanto ancora dovranno spendere in cure private per essere curati con tempestività, se troveranno posto in asilo nido per i propri figli, se riusciranno a pagare le bollette del gas e se potranno contare su trasporti pubblici funzionanti e puntuali» aggiunge Badin.

«Ora che la partita del terzo mandato è chiusa, non ci sono più alibi: la politica regionale deve tornare a occuparsi dei problemi reali delle persone. Alleanza Verdi e Sinistra è pronta a proporre un programma alternativo, che rimetta al centro i bisogni dei cittadini, la giustizia sociale e il potere d’acquisto delle famiglie.» conclude Badin

HONSELL (OPEN): SODDISFAZIONE PER SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE SU TERZO MANDATO
“Accogliamo con favore la pronuncia della Corte Costituzionale sulla possibilità del terzo mandato per le Province autonome e le Regioni a statuto speciale. La Consulta ha bocciato questa eventualità, come noi di Open Sinistra FVG avevamo auspicato. I principi democratici fondamentali ci apparivano dal principio chiari: l’elezione diretta esclude la facoltà di candidarsi per un terzo mandato, con l’obiettivo di scongiurare ristagni di potere. Attendiamo con interesse di leggere le motivazioni della sentenza, ma al momento attuale non possiamo che esprimere soddisfazione per questo esito.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

Terzo Mandato. Capozzi (M5S): Bene sentenza Consulta, limite vale anche in Fvg

“Accogliamo con viva soddisfazione la sentenza della Corte Costituzionale che, una volta per tutte, ha stabilito come il divieto di un terzo mandato consecutivo si applichi non solo ai presidenti delle Regioni ordinarie, ma anche a quelli delle Regioni a statuto speciale e, in particolare, al vertice della Provincia autonoma di Trento, nonché a quelli eletti a suffragio universale e diretto”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), attraverso una nota stampa, prende nuovamente la parola sul delicato tema del terzo mandato che costituisce argomento di intenso dibattito anche e soprattutto in Friuli Venezia Giulia.

“La decisione della Consulta – aggiunge l’esponente pentastellata – chiarisce in modo inequivocabile che il limite dei due mandati consecutivi costituisce un principio generale dell’ordinamento giuridico della Repubblica italiana, vincolante anche per la potestà legislativa primaria delle autonomie speciali, tra le quali rientra a pieno titolo il nostro Friuli Venezia Giulia”.

“Si tratta di un pronunciamento di grande rilievo, che rafforza i principi di alternanza democratica, trasparenza e rinnovamento delle istituzioni. In tale quadro, la sentenza in questione afferma chiaramente – precisa Capozzi – che anche in Fvg non sarà possibile per l’attuale presidente Massimiliano Fedriga candidarsi per un terzo mandato consecutivo, nel rispetto del principio costituzionale che limita la durata del potere e garantisce la periodica rigenerazione del mandato popolare”.

“Questa decisione – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – riafferma l’unità dei valori fondanti della Repubblica, assicurando che le autonomie speciali, pur nella loro peculiarità, si muovano all’interno di un sistema di regole condivise e di garanzie democratiche comuni”.

“Esprimiamo, perciò, il nostro pieno apprezzamento – conclude Capozzi – per un intervento della Corte Costituzionale che restituisce chiarezza al quadro normativo e conferma la necessità di un ricambio democratico anche ai vertici delle Regioni a statuto speciale”.

Consulta, divieto terzo mandato. Moretuzzo: «La democrazia ha bisogno di contrappesi. Vedremo come la sentenza impatterà sulla maggioranza regionale»

«La sentenza della Corte Costituzionale era attesa e ribadisce un principio fondamentale: la democrazia ha bisogno di contrappesi e il limite dei mandati è necessario per riequilibrare la concentrazione di potere determinata dalla elezione diretta del Presidente della Regione. Questo principio è ancora più evidente in un momento storico in cui chi governa procede a colpi di modifica dello Statuto regionale che ha rango costituzionale eliminando un altro dispositivo volto a garantire gli equilibri democratici come quello del referendum consultivo sulle norme elettorali, che evidentemente non possono essere determinate esclusivamente da una parte». È il commento del capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG Massimo Moretuzzo alla notizia che la Corte Costituzionale ha stabilito che il principio del divieto del terzo mandato consecutivo si applica anche ai Presidenti delle Regioni a statuto speciale eletti direttamente dai cittadini, come il Friuli-Venezia Giulia, oltre che ai Presidenti delle Province autonome, come quella di Trento.

«Sarà interessante vedere come la sentenza della Corte impatterà sui rapporti interni alla maggioranza di centrodestra visto che nelle ultime settimane gli scontri tra Fratelli di Italia e la Lega e all’interno della Lega stessa si sono intensificati, come dimostrano le polemiche su Tagliamento, Fincantieri e i migranti messi sui treni dall’onorevole Cisint», aggiunge Moretuzzo.

«Auspichiamo che gli interessi di parte e quelli personali vengano messi in secondo piano rispetto all’interesse generale di chi ha a cuore il Friuli-Venezia Giulia, che non dipende sicuramente dal numero di mandati consecutivi che un Presidente può esercitare».

PELLEGRINO (AVS): TERZO MANDATO. BOCCIATURA RAFFORZA LA DEMOCRAZIA

“La bocciatura da parte della Corte costituzionale della norma sul terzo mandato in Trentino è un messaggio chiarissimo a chi, anche in Friuli Venezia Giulia, coltivava l’idea di restare ancora a guida della Regione. La democrazia vive di alternanza, di confronto e di limiti al potere — non di presidenti che si auto-riproducono all’infinito.” Lo afferma in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando la decisione della Consulta che ha dichiarato illegittimo il terzo mandato anche per le Province e Regioni autonome.

“È finito il tempo delle scorciatoie istituzionali e dei desideri personali travestiti da esigenze di stabilità. Fedriga dovrà farsene una ragione: il Friuli Venezia Giulia non è un feudo e la Regione non è la sua casa privata. Le regole valgono per tutti, anche per chi oggi si sente intoccabile. Questa sentenza — aggiunge Pellegrino — restituisce dignità alla politica e ricorda a tutti che i limiti di mandato servono proprio a proteggere la democrazia dall’abuso di potere. Ora si pensi ai bisogni reali dei cittadini e delle cittadine.”

Terzo mandato: Lenarduzzi (Pd), l’alternanza è essenziale

“La sentenza chiarisce che l’alternanza è considerata un elemento essenziale della forma di governo repubblicana e garantisce che nessuno resti troppo a lungo al potere e che ci sia ricambio democratico”. Lo afferma il presidente dell’assemblea Pd Fvg Franco Lenarduzzi, in merito alla bocciatura terzo mandato in Trentino da parte della Consulta.
“Il tema del terzo mandato ha di fatto bloccato il dibattito politico e anche il governo regionale – osserva Lenarduzzi – paralizzato dalla continua tensione tra le forze del centrodestra intorno alla ricandidatura del presidente Fedriga. Auspichiamo che ora ci si impegni più a governare occupandosi dei cittadini e delle imprese che attendono risposte concrete dall’amministrazione più che indugiare nei litigi interni”.
Per il sindaco ed esponente dem friulano “il significato politico più ampio è che La Corte ribadisce un principio di equilibrio: anche nelle autonomie speciali, la democrazia deve funzionare con regole comuni che impediscano concentrazioni di potere. È un modo per rafforzare la fiducia dei cittadini – conclude Lenarduzzi – in istituzioni rimangano aperte e rinnovabili”.

Di Lenardo (AVS-Possibile) su bocciatura III mandato Fedriga

Dopo la bocciatura definitiva dell’ipotesi di terzo mandato per Fedriga, ipotesi per la quale il Presidente della Regione ha speso gran parte delle sue energie nel corso della prima metà del suo secondo (e ultimo) mandato, ci auguriamo che possa dedicare la seconda metà del suo secondo (e ultimo) mandato a lavorare nell’interesse dei cittadini friulani. Non so se abbia avuto il tempo per accorgersene, ma gli ospedali sono alla sfascio, giusto per citare un tema. Magari si potrebbe ripartire da qui. Meno velleità personali e più lavoro per il popolo. Grazie.

Terzo mandato: Rojc (Pd), sentenza Consulta non è intralcio

“Legittimo chiedersi come possa arrivare all’esame del Parlamento una norma ispirata a principi incostituzionali. La sentenza della Consulta non è un intralcio che si possa aggirare con un accordo politico, non si sa poi tra quali partiti. Giriamo pagina e sforziamo di fare al meglio la nostra parte. Abbiamo cominciato l’iter del Bilancio al Senato e ce n’è abbastanza di cui preoccuparci”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), dopo che il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga ha detto, commentando la decisione della Corte costituzionale sul terzo mandato in Trentino, che “serve un accordo politico”.

TERZO MANDATO. MORETTI(PD): DA CONSULTA PRINCIPIO INEQUIVOCABILE

“Il terzo mandato è ai titoli di coda e con esso a chi in questi mesi ne ha fatto un’ossessione. Oggi la Corte costituzionale ha affermato un principio inequivocabile per cui noi ci siamo sempre battuti, ossia la limitazione del potere e la tutela di fondamentali diritti civili e politici”. Lo afferma, in una nota, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, commentando la decisione della Corte costituzionale sul terzo mandato nella Provincia autonoma di Trento. “Si rassegnino Fedriga e la Lega – continua Moretti -, che anche in Consiglio regionale, con una mozione, hanno tentato di arrampicarsi sugli specchi. Oggi la Corte ha fatto chiarezza una volta per tutte e di questo ne dovrebbe prendere atto il presidente del Fvg, piuttosto che tirare in ballo il Parlamento, dove tra l’altro i suoi alleati hanno già lasciato da sola la Lega a difendere questa posizione ormai non più sostenibile. Accetti la sentenza e pensi invece ad affrontare i problemi che attanagliano la regione, dalla sanità, all’economia, passando per il sociale e gli enti locali”.

Questi i commenti della maggioranza:

TERZO MANDATO. GRUPPO FEDRIGA PRESIDENTE: LA SINISTRA ESULTA SOLO PER PAURA DEL VOTO

“L’entusiasmo scomposto con cui le Opposizioni hanno accolto la pronuncia odierna della Consulta tradisce una verità politica inconfutabile: festeggiano una sentenza come se avessero vinto le elezioni, ben sapendo che nelle urne, in un confronto diretto con il presidente Fedriga, non avrebbero alcuna speranza”.

Così, in una nota, il Gruppo Fedriga Presidente in Consiglio regionale che, a proposito della decisione della Consulta che rimanda la questione del terzo mandato a una legge statale, aggiunge: “È doveroso, però, ristabilire la realtà dei fatti oltre le facili strumentalizzazioni. La Corte Costituzionale non ha posto un veto sul terzo mandato, ma ha fornito un’indicazione tecnica precisa: la materia necessita di una cornice normativa nazionale. La questione ritorna dunque nel suo alveo naturale, quello della politica e del Parlamento, che ora deve decidere se lasciare agli elettori la piena facoltà di scegliere da chi farsi governare o se continuare a porre limiti per legge alla sovranità popolare”.

“Da questa vicenda – prosegue il Gruppo di Centrodestra – emerge un paradosso che dovrebbe far riflettere tutti: sindaci e presidenti di Regione, ovvero gli unici amministratori scelti direttamente dai cittadini, sono anche i soli a subire questi vincoli di mandato, mentre chi non passa per il vaglio diretto degli elettori non incontra limiti simili. Noi restiamo fermamente contrari a norme che comprimono la democrazia: se un amministratore ha lavorato bene, devono essere i cittadini a poterlo confermare, non un articolo di legge a impedirlo preventivamente”.

“Le dichiarazioni di giubilo di una certa sinistra sono la riprova che la loro unica linea politica è l’ossessione anti-Fedriga. Si contraddicono – aggiungono i consiglieri di Fp – invocando la tutela dei diritti democratici mentre brindano a una limitazione della scelta elettorale. Se avessero davvero fiducia nelle loro proposte alternative, non avrebbero bisogno di sperare in interventi esterni per eliminare dalla competizione l’avversario che temono di più”.

“Per noi, in ogni caso, non cambia assolutamente nulla. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione per l’interesse esclusivo del Friuli Venezia Giulia, sostenendo l’azione efficace del presidente Fedriga. Ci auguriamo che a livello nazionale maturi una volontà politica coraggiosa a favore della piena democrazia, ma la nostra priorità resta quella di dare risposte concrete alla nostra gente, lasciando ad altri le vittorie su castelli di carta”, conclude la nota.

TERZO MANDATO. CALLIGARIS (LEGA): ESULTANZA OPPOSIZIONI INOPPORTUNA
“Spiace constatare come dalle opposizioni si levi un coro di esultanza di fronte alla sentenza della Corte costituzionale, quasi si trattasse di una vittoria politica. Rassegnate al fatto che se corre Massimiliano Fedriga non hanno una benché minima speranza di vincere e si appellano all’unica speranza: escluderlo per legge. La realtà è che si celebra la limitazione del diritto dei cittadini di riconfermare la propria fiducia a chi ha dimostrato di saper governare con competenza e risultati per due mandati”.

Lo afferma in una nota Antonio Calligaris, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, commentando la decisione della Consulta che ha dichiarato illegittima la norma sul terzo mandato approvata dalla Provincia autonoma di Trento.

“È un paradosso – prosegue Calligaris – che il presidente di Regione e i sindaci, cioè le uniche figure istituzionali elette direttamente dai cittadini, siano soggetti a un limite di mandati per legge. La sentenza della Corte costituzionale si accetta, ma ritengo sia un concetto di democrazia al ribasso, perché sottrae ai cittadini la libertà di scegliere da chi essere governati”.

“Come ha ricordato il presidente Fedriga – aggiunge l’esponente della Lega – la sentenza non chiude la porta al terzo mandato, ma indica che il tema deve essere affrontato con una norma nazionale. È dunque una questione di volontà politica e di rispetto del principio democratico. Noi continuiamo a credere che debbano essere i cittadini, e non le leggi, a decidere quando un buon amministratore debba concludere il proprio percorso”.

“Il dibattito sul terzo mandato – conclude Calligaris – non riguarda le ambizioni personali, ma il riconoscimento del merito e della fiducia popolare. Chi ha ben governato dovrebbe poter essere giudicato dagli elettori, non limitato per legge”

Terzo mandato, Mazzolini: «Oggi non è possibile. Decida il Parlamento se cambiare la legge: devono scegliere i cittadini»

«Prendo atto della decisione della Corte costituzionale: ad oggi il terzo mandato non è consentito anche per le autonomie speciali. Se si vuole aprire a questa possibilità, serve una legge nazionale: è il Parlamento che deve intervenire sulla normativa quadro», dichiara Stefano Mazzolini, vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

«Resto convinto che in democrazia debbano essere i cittadini a scegliere con il voto, senza limiti preclusivi. Vivo in un territorio di confine: in Austria e in Slovenia non esistono limiti di mandato, decidono i cittadini», aggiunge Mazzolini.

Mazzolini richiama il quadro giuridico: «La Corte ha ribadito che il divieto del terzo mandato discende dalla legge statale 165/2004 ed è un principio fondamentale dell’ordinamento elettorale regionale; dunque non può essere superato con norme locali. Solo una legge della Repubblica può eventualmente modificare la regola».

Sul possibile riflesso in Friuli Venezia Giulia, Mazzolini sottolinea: «Massimiliano Fedriga è stato ed è un grande Presidente: ha portato risorse importanti alla nostra Regione e le ha dato una considerazione anche internazionale. Sarebbe un peccato perdere una figura di tale valore per un limite normativo e non per una scelta degli elettori».

«Massimo rispetto per la Consulta. Se si ritiene giusto cambiare, la sede è il Parlamento: noi continueremo a sostenere la libertà di scelta dei cittadini e la stabilità istituzionale, misurata nel confronto elettorale e non nelle esclusioni per legge». conclude Mazzolini.