Prima della fine
Siamo alle solite. Anche quest’anno l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha fatto il suo compitino inutile. Come tale, rimarrà inascoltato dalla politica e, naturalmente, ignorato dai tengofamiglia del giornalismo nostrano che si guarda bene dal deluderla. Abbiamo raggiunto un record negativo, eppure, il rapporto si limita ad abbaiare alla luna e, incapace di farsi ascoltare, si limita ad invocare una astratta educazione ambientale. Il consumo di suolo in Italia ha raggiunto il valore più alto attestandosi a 78,5 km² in un solo anno e così, nonostante il calo demografico, il suolo consumato per abitante continua ad aumentare. La media è di 2,7 metri quadrati al secondo di suolo perso, cosicché il cemento copre ormai il 7,17% del
territorio italiano (oltre 21.500 km²): una percentuale superiore alla media europea. Di conseguenza, con il suolo che perde la capacità di assorbire la CO2 e l’acqua piovana, aumenta enormemente il rischio idrogeologico; con esso, le aree a rischio frane e alluvioni. Intanto, nel nostro Friuli nulla impedisce ai politici inetti e ai soliti sussurroni di imbrogliare le carte e di
continuare a fare danni incalcolabili. Ne abbiamo avuto conferma nell’ultima mascalzonata dedicata al fiume Tagliamento nel corso della audizione di martedì scorso dove si è consumata l’ennesima beffa con la complicità di consiglieri regionali inadeguati e comitati in cerca di una visibilità personale. Nella audizione di martedì, imposta da chi scrive, la Regione è stata costretta
a dare seguito alla audizione di un anno fa, abortita senza una conclusione. Un imbroglio fatto ad arte per ingannare la pubblica opinione, sostenere una diga decisa a priori e mettere in tasca trenta milioni di euro sottratti al pubblico erario sulla base di un progetto farlocco. Una riesumazione imbarazzante che non abbiamo esitato a portare in Europa e a denunciare in ogni sede giudiziaria e che si è potuta verificare grazie all’ignobile silenzio dei consiglieri e alla volontà dell’esecutivo regionale: insomma, una vera e propria lesione della democrazia partecipata sancita dalla Costituzione. Al di là delle nostre denunce, del trambusto creato dal consigliere Maurmair che ha gettato la volpe nel pollaio di casa e al di là delle recriminazioni del sindaco di Latisana, rimasto con il cerino in mano a pretendere la diga di laminazione e la sua illusoria capacità di risolvere la sicurezza dei sui abitanti, è rimasto del tutto evidente l’imbroglio costruito dall’assessorato
all’ambiente, dall’Autorità di Bacino e, inevitabilmente, dal Commissario straordinario, nonché presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Cosicché, mentre la RAI, il Messaggero Veneto e il Comitato per il Tagliamento, continuano a illudere la gente con notizie farneticanti, e nonostante lo stato confusionale del PD che affida le sue sorti alla caciara di quel tal Matassi, il trio Pakai ha convocato i tutti i sindaci rivieraschi per farli sfogare e metterli l’un contro l’altro. Davanti a loro, ha tirato fuori l’asso dalla manica: quello che, senza ritegno, aveva indicato essere il
“Premio Nobel dell’acqua”, ma che altri non era che il pur meritevole professor Andrea Rinaldo dell’Università di Padova. Chiamato a dire la sua e a meritarsi una adeguata parcella, il super tecnico non ha esitato a predire la necessità di adeguare la verifica delle portate del Tagliamento alla luce delle mutate condizioni climatiche e delle recenti esondazioni dell’Emilia. Un
presupposto allarmante e tale da affossare definitivamente gli illusori valori usati per scroccare dallo Stato i primi trenta milioni di Euro. Ma, come accadeva nelle farse di altri tempi, una volta partito il professore e superato lo stato confusionale del consigliere Martines e lo sconcerto del sindaco di Latisana, ecco fare la sua comparsa il direttore della Autorità di Bacino. Con
lui, l’invito a tirare dritto in barba ai risultati del professor Rinaldo. Si va avanti all’insegna del boia chi molla e tutt’al più non si farà altro che alzare di un po’ le paratie! Siamo alla farsa: niente deve mettere in dubbio le previsioni dell’Autorità di Bacino e il patto leonino con il buon Scoccimarro che, archiviato l’imbroglio, può tirare dritto e preparare le carte per l’avvio delle procedure europee finalizzate all’avvio di ben tre traverse laminanti e di una valanga di soldi da gestire con i suoi sottopanza: gli stessi che hanno messo in onda il progetto farlocco! Poco male: Scoccimarro si fa beffe della soluzione non invasiva offertagli, i contadini e i sindaci si sentono presi in giro, Maurmair si tira indietro e i media possono dire tutto e il contrario di tutto!
COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE; Aldevis Tibaldi, Valentina Sovran, Silvana Ros




