Non è stata una passeggiata ma alla fine il Veneto, prima regione di centrodestra, ha approvato la legge sul fine vita

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato a maggioranza ( 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari.) la legge di iniziativa popolare sul fine vita è la prima regione di centrodestra a farlo. Prima del Veneto l’avevano fatto  Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, mentre come è noto il Fvg  aveva ubbidito alle “direttive” meloniane. Il provvedimento approvato in sostanza  definisce “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”.

Ass. Coscioni: “Dal Veneto una scelta rispettosa dei diritti di chi soffre”.

“Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre. L’approvazione della legge in Veneto conferma che ‘Liberi Subito’ è una proposta che non appartiene a un partito o a uno schieramento, proprio perché è fondata sulla Costituzione, ed è di fondamentale importanza per dare concreta attuazione al diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, già riconosciuto dalla Corte costituzionale grazie alle nostre azioni di disobbedienza civile”. E’ il commento di Marco Cappato e Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, all’approvazione della legge sul fine vita da parte del Consiglio regionale del veneto. “Sono stati approvati anche emendamenti – aggiungono – che garantiscono tempi ragionevoli dell’intera procedura, a tutela della dignità della persona e in linea con i più recenti pronunciamenti costituzionali sulle leggi delle regioni Toscana e Sardegna. Siamo grati ai 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, e alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Veneto che hanno approvato la nostra legge, pensata per evitare che persone affette da sofferenze insopportabili e irreversibili debbano restare ostaggio di veri e propri calvari burocratici e debbano attendere mesi o anni prima di ottenere una risposta. Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario”. Secondo gli esponenti dell’associazione “la legge garantisce la piena applicazione della sentenza ‘Cappato-Antoniani’ della Corte costituzionale, con cui è stato reso legale nel nostro Paese il ‘suicidio assistito’ a specifiche condizioni. Il nostro traguardo rimane ora l’estensione della legge ‘Liberi Subito’ a ogni Regione italiana dove, pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale in virtù delle pronunce della Consulta, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario. Proseguiremo inoltre nel garantire supporto e chiarezza sui diritti di fine vita tramite il nostro Numero Bianco, fornendo informazioni e assistenza anche su disposizioni anticipate di trattamento e cure palliative”.