Nuova interrogazione sul depuratore di Lignano: dagli scarichi escono davvero “chiare fresche e dolci acque”?

Lettori di libri gialli, ma anche investigatori di polizia giudiziaria e perfino i giornalisti d’inchiesta, lo sanno bene, quando una vicenda è impantanata in anni di melma fra carte e perizie, difficilmente trova giustizia, fra reticenze e possibile inquinamento delle “prove”, se poi la vicenda si avvita con i livelli della politica e aimè delle istituzioni con quelli di interessi inconfessabili, la possibilità che prevalga trasparenza e verità diventa ipotesi remota. Nonostante questo occorre non demordere e sperare perché, come su altra vicenda di ecocidio abbiamo recentemente ricordato, prima o poi ci potrebbe essere “un giudice a Berlino…” che prende a cuore la vicenda per andare  fino in fondo. Fatto questo preambolo torniamo a parlare di una vicenda che da anni  non trova chiarezza perché viziata da errori che nessuno vuole ammettere e che nel tempo, con effetto domino, si  sono stratificate in una narrazione tecnica a dir poco carente se non fantasiosa. Parliamo dell’impianto di depurazione di Lignano Sabbiadoro e dello scarico acque reflue in laguna (e non solo) e lo facciamo perché a riportare la questione alla ribalta è in questi giorni una interrogazione alla giunta regionale Fvg da parte della consigliera pentastellata Rosaria Capozzi che chiede in estrema sintesi se dagli scarichi escono davvero “chiare fresche e dolci acque” dato che alcuni dati sembrano contraddire la narrazione del “va tutto ben”.  In sostanza Capozzi, interroga la Giunta regionale per sapere quale sia stata la media annuale degli sforamenti dell’impianto di depurazione del Comune di Lignano Sabbiadoro per il parametro Azoto totale rilevata dai campionamenti di ARPA FVG. Ma non solo la Consigliera chiede di sapere quanti e quali siano stati i verbali di accertamento e contestazione per violazione amministrativa inviati da ARPA FVG ai responsabili degli scarichi degli impianti di depurazione attivi nel territorio della ex provincia di Udine per gli anni 2023, 2024, 2025, quante siano le sanzioni pagate dal 2017 ad oggi dai responsabili dello scarico dell’impianto di depurazione del Comune di Lignano Sabbiadoro e dalla società CAFC S.p.A. responsabile in solido dal 2017 ad oggi. Inoltre Capozzi chiede alla giunta se ritiene corretto che decreti postumi intervengano per sanare problematiche relative alla gestione di un impianto di depurazione, avendo valore retroattivo e quale sia stato l’esito del monitoraggio delle acque marine, con particolare riferimento ai requisiti di balneabilità, in prossimità dello scarico a mare dell’impianto di depurazione di Lignano Sabbiadoro e in riferimento a questo se siano stati effettuati campionamenti e analisi per verificare l’idoneità alla balneazione delle acque marine di Lignano Sabbiadoro dal 16 agosto 2025 al 4 settembre 2025 e con quali esiti. Vedremo quale sarà la risposta della giunta che, temiamo, possa essere  per l’ennesima volta evasiva perché è meglio stendere un velo pietoso di silenzio piuttosto che ammettere responsabilità anche se in gioco c’è la salute e pubblica e quella dell’ambiente.

Ps Per chi non lo sapesse  l’espressione  “ci sarà un giudice a Berlino…” e mutuata da un’opera di Bertolt Brecht nella quale si narra la storia di un mugnaio che lotta tenacemente contro l’ imperatore per vedere riparato un abuso e che nonostante la corruzione dilagante finalmente trova un giudice che fece giustizia.

Clicca per scaricare l’interrogazione StampaPDF (4)

Rosaria Capozzi (M5S) spiega la ratio della interrogazione sul depuratore di Lignano