Olimpiadi invernali 2026. L’occasione per scegliere da che parte stare. Lo sport non è neutro
Parliamo del passaggio nella nostra città della fiamma olimpica, che già lungo il suo percorso ha sollevato, giustamente pensiamo noi, polemiche e proteste da parte di cittadini, cittadine e associazioni. Abbiamo letto sui media locali che la nostra Assessora allo Sport, Chiara Dazzan, interverrà alla cerimonia organizzata in Piazza Libertà per il passaggio dei tedofori. Partecipazione che ci stupisce e ci rattrista. Così come ci colpisce una sua recentissima dichiarazione:
“I valori dello sport olimpico sono perfettamente aderenti alla storia e all’identità della città di Udine: rispetto, amicizia, pluralità. Siamo fieri di farci a nostra volta portatori di questi principi, che lo sport sa trasmettere come pochi altri ambiti. (…) Celebriamo i valori dello sport con il nostro patrimonio sportivo, che come nessun altro è in grado di ispirare le nuove generazioni”
È la stessa Assessora con cui abbiamo condiviso la piazza il 14 ottobre 2025 contro lo svolgimento della partita per le qualificazioni ai mondiali Italia Israele, giocata allo stadio Friuli?
E la stessa che a luglio 2024, nella polemica per la prima partita valida per la UEFA Nations League sosteneva: “Non si può ipocritamente continuare a sostenere che politica e sport non siano strettamente connessi. Lo sono eccome. Lo sono dalla notte dei tempi e lo sono in modo ancor più profondo da quando lo sport in generale e il calcio in particolare sono diventati un fenomeno planetario, seguito da miliardi di persone…” ( UdineToday 19 luglio 24)
Cosa ci fugge di questo atteggiamento ondivago? Ci rammarichiamo infatti per una mancanza di posizione politica coerente. Perché in realtà si tratta proprio di prendere le parti di uno o dell’altro in conflitti e genocidi che mietono migliaia e migliaia di vittime per ingrassare il mercato delle armi, gli interessi economici finanziari di alcuni a danno di altri. Israele ha forse modificato il proprio fine genocidario? Ha forse smesso di uccidere, di occupare e colonizzare territori non suoi nell’indifferenza generale? Non vorremo strumentalmente sostenere la menzogna della tregua? nessuno può farlo, non esiste pace in Palestina.
Siamo convinti che su alcuni valori non si possa arretrare. E la retorica dello sport che unisce risulta troppo stucchevole a questo punto, di fronte a questa realtà lacerante.
Abbiamo assistito, e assistiamo, da una parte allo sterminio palestinese e dall’altra al doppio standard del Comitato Olimpico. Israele ha distrutto campi da calcio, piscine, palestre, stadi e centri sportivi, oltre a case, scuole e ospedali; ha ucciso centinaia di atleti oltre che migliaia di donne, uomini e bambini. Brutalizza una terra e opera indisturbato un genocidio.
E noi, a Udine, città medaglia d’oro della Resistenza, città del Premio Terzani stupendamente assegnato nel ‘25 ai giornalisti uccisi a Gaza, celebriamo delle Olimpiadi che accolgono nazioni genocidarie come Israele?
Chiediamo all’Assessora Dazzan un ripensamento, un “noi non ci stiamo”, un segno forte di onorevole coerenza e senso di giustizia. Un segnale politico e umano.
Se vale il “liberi tutti” che sembra si stia imponendo ultimamente, beh, noi non possiamo che schierarci altrove. Non possiamo che stare da un’altra parte, quella della pace, dei diritti e della giustizia. Come abbiamo sempre fatto.
Anna Manfredi
Direzione nazionale di Rifondazione Comunista




