“Orme Ribelli” sulle tracce della giustizia partigiana e delle servitù militari sul monte Ciaurlec

La terza uscita di Orme Ribelli “Pietà l'è morta: orme ribelli sulle tracce della giustizia partigiana e dei danni del militarismo” è stata un successo. Lo scrive in una nota l'associazione organizzatrice della marcia che ha visto tantissime persone  in cammino sui sentieri partigiani del Monte Ciaurlec attraversando uno degli ex poligoni più grandi d’Italia. Mischiando passi e parole, si legge ancora nela nota,  si sono affrontati temi come quello della dismissione militare, della realtà storica della Resistenza locale, della giustizia partigiana e delle servitù militari attuali in provincia di Pordenone, tra poligoni e progetti di caserme “green”. Basandosi sulla realtà presente insieme abbiamo visto prospettive future per il territorio, come i possibili sviluppi per quello del Monte Ciaurlec e della forra del torrente Cosa, e per pratiche di Resistenza. Tutto questo si è svolto, prosegue la nota,  malgrado chiamate e segnalazioni che hanno cercato di intralciare l’iniziativa.  Vogliamo che il Monte Ciaurlec, conclude la nota,  sia trattato per quello che è: un bene comune. Devono essere avviati progetti di bonifica dell’area e di valorizzazione del patrimonio storico, naturale e paesaggistico, per rendere l’intera area accessibile e fruibile.