Papa Francesco: ”Onu impotente contro la guerra”, parole “sante”

Secondo Papa Francesco l''Onu sarebbe impotente contro la guerra, parole sante,  verrebbe da dire. “Dopo la Seconda guerra mondiale, ha detto Bergoglio, c'era molta speranza nelle Nazioni Unite. Non voglio offendere, so che ci sono ottime persone che lavorano, ma su questo punto non hanno il potere di imporsi. Contribuiscono sì a evitare guerre, e penso a Cipro, dove ci sono truppe argentine. Ma per fermare una guerra, per risolvere una situazione di conflitto come quella che stiamo vivendo oggi in Europa, o come quelle vissute in altre parti del mondo, non hanno alcun potere. Senza offesa. È solo che la costituzione di cui dispongono non danno loro potere”. Così Papa Francesco, in un’intervista rilasciata all’agenzia argentina Télam. Parlando di manipolazione da parte dei media, il pontefice sottolinea che “con la guerra c'è stata un'intera controversia per una mia dichiarazione su una rivista dei gesuiti: ho detto che ‘qui non ci sono né buoni né cattivi’ e ho spiegato perché. Ma hanno preso questa dichiarazione da sola e hanno detto: ‘Il Papa non condanna Putin!’. La realtà è che lo stato di guerra è qualcosa di molto più universale, più serio, e non ci sono buoni e cattivi. Siamo tutti coinvolti e questo è ciò che dobbiamo imparare”. Nel corso dell’intervista, il papa ricorda l’espressione usata già nel 2014, quella di "guerra mondiale a pezzi". “Quello che accade in Ucraina lo viviamo da vicino e per questo ci preoccupiamo, ma pensiamo al Rwanda 25 anni fa, alla Siria 10 anni fa, al Libano con le sue lotte interne o al Myanmar oggi – afferma - Quello che stiamo vedendo sta accadendo da molto tempo. Una guerra, purtroppo, è una crudeltà al giorno. In guerra non si balla il minuetto, si uccide. E c'è un'intera struttura di vendita di armi che la favorisce”. “Credo – continua il pontefice - sia giunto il momento di ripensare il concetto di ‘guerra giusta’. Ci può essere una guerra giusta, c'è il diritto di difendersi, ma il modo in cui il concetto viene usato oggi deve essere ripensato. Ho affermato che l'uso e il possesso di armi nucleari è immorale. Risolvere le cose con una guerra significa dire no alla capacità di dialogo, di essere costruttivi, che gli uomini hanno. Questa capacità di dialogo è molto importante”. Secondo Francesco “non sappiamo ascoltarci. Non permettiamo all'altro di dire la sua. Bisogna ascoltare. Ascoltare quello che dice, ricevere. Dichiariamo guerra prima, cioè interrompiamo il dialogo. Perché la guerra è essenzialmente una mancanza di dialogo”. “Quando sono andato a Redipuglia nel 2014, per il centenario della guerra del 1914, ho visto l'età dei morti nel cimitero e ho pianto. Quel giorno ho pianto – ricorda Francesco - Il 2 novembre, qualche anno dopo, sono andato al cimitero di Anzio e quando ho visto l'età di quei ragazzi morti, ho di nuovo pianto. Non mi vergogno di dirlo. Che crudeltà. E quando è stato commemorato l'anniversario dello sbarco in Normandia, ho pensato ai 30.000 ragazzi rimasti senza vita sulla spiaggia. Aprivano le barche e ordinavano loro: ‘Scendere, scendere’, mentre i nazisti li aspettavano. È giustificabile, questo? Visitare i cimiteri militari in Europa aiuta a rendersene conto”. Fonte © 9Colonne