Pellegrino (Avs) denuncia: Commissioni consiliari ridotte a meri organi di ratifica di decisioni già prese e blindate

“Assistiamo ormai da tempo a un progressivo e inaccettabile capovolgimento dei ruoli istituzionali all’interno del Consiglio Regionale, in particolare nelle Commissioni consiliari, luogo primario della discussione, dell’indirizzo politico e della scrittura delle leggi, che sono state di fatto sottomesse alla volontà e ai diktat degli assessori.” Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, che durante il suo intervento in IV Commissione ha acceso i riflettori su una deriva politica che sta svuotando di significato il mandato degli eletti. Bene, siamo contenti che Serena Pellegrino abbia preso una posizione bene definita perché  da osservatore esterno la cosa ci era sembrata chiara da mesi se non da anni, tanto che  ci era sembrato strano che il tran tran del Consiglio regionale continuasse in un minuetto istituzionale,  una perenne ninna nanna rotta talvolta da qualche acuto, quasi sempre ignorato dalla maggioranza e dal presidente Fedriga impegnato nel suo sonnolente ruolo delle tre scimmiette. “Il principio democratico su cui si fonda la nostra istituzione – denuncia la Vice Presidente della Commissione Ambiente – prevede che l’Esecutivo risponda al Legislativo ovvero dove gli assessori dovrebbero presentarsi in Commissione per ascoltare, confrontarsi e recepire gli indirizzi dei commissari. La realtà a cui siamo costretti ormai da oltre tre anni vede dinamiche totalmente invertite: le Commissioni vengono ridotte a meri organi di ratifica burocratica e di decisioni già prese e blindate nelle stanze delle segreterie assessoriali a direzione unilaterale”. Anche questa denuncia in realtà ci è sempre sembrata abbastanza chiara, soprattutto nel corso delle mitiche audizioni esterne costruite ad arte per sterilizzare i problemi anziché risolverli.  “Questo squilibrio di poteri – incalza la Consigliera di AVS alla quale bisogna riconoscere il merito di aver se pur alla lunga sollevato il problema – non solo mortifica il ruolo delle opposizioni, ma annulla il dibattito democratico complessivo, riducendo i consiglieri di maggioranza a meri esecutori di ordini, mentre quelli di minoranza assumono il ruolo di essere spettatori di scelte già confezionate. Siamo di fronte a un corto circuito istituzionale. Non è più tollerabile che i tempi, i modi e persino i contenuti dei lavori delle commissioni siano dettati dalle agende e dai desiderata della Giunta. Se le Commissioni e quindi il Consiglio abdicano alla loro funzione di controllo e di indirizzo si mina alla base la rappresentanza dei cittadini”.
Alleanza Verdi e Sinistra, spiega Pellegrino,  continuerà a battersi in ogni sede per restituire centralità al Consiglio e alle sue Commissioni. Esigiamo il rispetto delle prerogative consiliari, nel metodo e nei contenuti. Gli assessori – sottolinea l’esponente RossoVerde – devono tornare a essere sottoposti al vaglio degli organi di rappresentata, non il contrario. Rispondere agli atti di sindacato ispettivo è un obbligo da parte della Giunta, non una concessione. Non permetteremo che la democrazia della nostra Regione venga trasformata in un palcoscenico per decisioni monocratiche.” E, conclude Pellegrino “In ultimo, ho ricordato all’assessora Amirante che la naturale scadenza della consiliatura in Friuli Venezia Giulia è fissata per marzo 2028 e che se lo scenario dovesse precipitare verso elezioni anticipate, la responsabilità sarebbe da ricercare esclusivamente all’interno delle fratture della maggioranza di centrodestra. Un’eventuale fine prematura del mandato non dipenderebbe dalle opposizioni, ma dalle crescenti e insanabili spaccature di chi oggi governa la Regione.”