PELLEGRINO (AVS): Sisma ’76: il ‘Modello Friuli’ come esempio internazionale di rinascita

“Un boato e poi il buio, e in un arco di tempo inferiore a un minuto le vite di quasi un migliaio di corregionali smisero di esistere.”
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, in merito al 50° anniversario del Terremoto che sconvolse l’esistenza stessa del Friuli.
“La sera del 6 maggio del 1976 la terra tremò spezzando e spazzando in pochi secondi l’esistenza di un’intera popolazione che seppe con coraggio e caparbietà rialzarsi e pensare a un futuro che sembrava non avesse aspettative. Un futuro degno di essere vissuto fra macerie e rovine sparse in un territorio che comprendeva oltre 100 comuni che sono stati colpiti e devastati in attimi. Una scia di scosse – prosegue l’esponente RossoVerde – che hanno distrutto il cuore del Friuli collinare e pedemontano con epicentro l’area del gemonese. Un sisma di magnitudo 6,5 che strappò ai propri cari 990 fra uomini e donne, bambini e anziani, con oltre 100.000 sfollati che vennero accolti da tanti altri corregionali che seppero farsi carico del dolore degli altri. Tende, roulotte, prefabbricati procurati e realizzati in pochissimo tempo per dare un riparo a chi la casa non l’aveva più o era stata duramente lesionata, consegnate e realizzate da persone che accorsero da ogni parte dell’Italia e che si misero a disposizione per salvare quante più vite possibile.”
E continua Pellegrino “La corsa contro il tempo, per ricostruire prima dell’inverno, e la governance efficace basata sulla sussidiarietà e sulla gestione locale, dove le parole d’ordine furono da subito ‘prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese’, furono il carburante per quello che molti definirono a ragione ‘miracolo’.
Da questa drammatica situazione la necessità di una gestione nazionale delle emergenze, portando l’esperienza del Friuli alla costituzione e alla nascita della moderna Protezione Civile, colonna portante della sicurezza nazionale e che hanno reso questo modello, il ‘Modello Friuli’, un esempio internazionale di rinascita.”
E conclude Pellegrino “Oggi ricordiamo quei frammenti di memoria come momenti che ci sembrano così lontani nel tempo e allo stesso tempo così prossimi e così radicati nei nostri cuori. Giorni e poi mesi e anni che hanno consegnato alla storia l’abnegazione e l’impegno di tanti Amministratori, Sanitari, Forze dell’Ordine, ma soprattutto uomini e donne, ovvero cittadini che hanno saputo rimboccarsi le maniche e spingersi oltre la distruzione, la sofferenza, la morte, il terrore, affrontando con coraggio un evento che i friulani hanno gestito senza divisioni, né perdite di tempo e con una capacità di concertazione tanto eccezionale quanto efficace.”