Pordenone Docs Fest, il festival entra nel vivo

Venerdì 27 e sabato 28 marzo Pordenone Docs Fest entra nel vivo con due giornate dense di appuntamenti: nove film da tutto il mondo in anteprima nazionale alla presenza dei registi, un evento speciale, documentari di talenti italiani emergenti e incontri per i professionisti del settore, con spazio anche alla musica e alla leggerezza. Tra le anteprime più attese, Far from Maine, di Roy Cohen, sabato alle 17.30, è lo sguardo critico di un regista israeliano e dell’amicizia perduta con un palestinese, ucciso nel conflitto. Il film è in collaborazione con Un Ponte Per. È, anche una riflessione sulla propria identità, su come ci si sente quando non si condividono le scelte del proprio Paese. Anche l’anteprima nazionale di The Beauty of the Donkey di Dea Gjinovci, venerdì alle 21, esplora il rapporto tra memoria e identità, in collaborazione con Amnesty International Italia. È un viaggio che segue il ritorno in Kosovo del padre della regista dopo cinquant’anni di esilio. A seguire, l’atmosfera si trasforma con la musica balcanica dell’artista Arbëreshë e della Kosovo Wedding Band: due concerti esclusivi per l’Italia, in prima assoluta. A chiudere la giornata di venerdì 27 è un’altra anteprima: Edge of the Night di Vladimir Loginov, mosaico poetico che racconta le vite notturne della città di Tallinn. I Balcani tornano anche nell’anteprima di Peacemaker di Ivan Ramljak, sabato alle 15.15, dedicato alla figura di Josip Reihl Kir, eroe dimenticato che tentò di fermare lo scoppio della guerra croato-serba: un film che dice moltissimo anche sul ritorno dei nazionalismi in tutta l’area.

I diritti delle donne, da sempre, sono al centro del Pordenone Docs Fest: sabato alle 21, 32 Meters racconta una vicenda inedita di resistenza femminile nella Turchia rurale contemporanea, dove un gruppo di donne si batte contro una società patriarcale per poter fare una gara di tiro col fucile: 32 metri è la distanza a cui devono mirare. Venerdì 10:30 l’anteprima nazionale Girls Don’t Cry delle registe Sigrid Angelika Klausmann e Lina Lužytė, a ingresso gratuito anche per le scuole, racconta cosa significhi essere adolescenti oggi attraverso le storie di sei ragazze provenienti da contesti diversi, unite per rivendicare il proprio diritto all’autodeterminazione. Un altro viaggio è quello che propone, sabato alle 10:30, Wise Women di Nicole Scherg, seguendo cinque ostetriche in diversi paesi del mondo, per restituire un ritratto potente del diritto a una nascita sicura e consapevole. Le due matinée sono in collaborazione con Voce Donna. Quella di sabato anche con Carta di Pordenone e Ordine delle Ostetriche. Ancora una storia al femminile è Confessions of a Mole della regista cinese Mo Tan, venerdì alle 15:15: un racconto intimo e tragicomico tra documentario e animazione, per esplorare famiglia e malattia, raccontando moltissimo della Cina contemporanea.

Igor Igor Bezinovic

I temi ambientali emergono con forza nell’anteprima nazionale di Melt di Nikolaus Geyrhalter, membro della giuria di questa edizione, che sarà presente in sala. Il documentario è una potente riflessione visiva sulla scomparsa dei ghiacci a livello globale. Dopo la proiezione, il pubblico potrà ritrovarsi a spazioZero per l’AperiDocs!, accompagnato dalla musica del Cuerdas Trio.

Diversi gli eventi speciali, nella terza e quarta giornata del festival. Sabato alle 16 ci sarà la proiezione di Moana with Sound di Robert Flaherty, il film che ha fatto nascere la parola “documentario” opera fondativa del cinema documentario, una riflessione su antropologia e colonialismo visuale. Per l’occasione sarà presentato al pubblico anche Moana, primo volume della collana “Guardare il reale” edita da Pordenone Docs Fest dedicata ai capolavori centenari del cinema del reale, che consente anche di rivederli in piattaforma in tutta Italia.

Venerdì 10:30, la proiezione di Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro e l’uccisione del ricercatore italiano, è dedicata in particolare al pubblico più giovane. Proprio durante il festival Cinemazero ha messo, come segno tangibile di vicinanza a chi chiede verità e giustizia, davanti a spazioZero una panchina gialla, simbolo permanente di riflessione sui diritti fondamentali.

La giornata di sabato si apre, alle 10, con Fiume o morte! di Igor Bezinović, premiato come milgior documentario agli European Film Awards 2026, una riflessione sulle radici dell’estremismo, seguita da una masterclass del regista dedicata al rapporto tra estetica e politica.

Venerdì e sabato, la sezione Italian Doc Future dà spazio a registi emergenti: venerdì alle 14:30 The Trials di Marta Massa, sul caso dell’attivista non binary Maja T., è un’acuta riflessione sui diritti violati in Ungheria. A seguire, Macchina Continua di Ruben Gagliardini, è il racconto simbolico della crisi industriale italiana. Sabato pomeriggio, sono in programma opere sperimentali come Night Blooms e Sueña Ahora alla presenza dei registi.

Dal contemporaneo alle due retrospettive: venerdì alle 15 La vecchia memoria di Jaime Camino ripercorre la guerra civile spagnola, presentato dal massimo storico del cinema spagnolo Esteve Riambau, mentre il programma sull’assedio di Sarajevo, venerdì a partire dalle 18, attraversa opere di Vesna Ljubić, Chris Marker, Johan van der Keuken e il celebre Waiting for Godot… in Sarajevo, testimonianza della resistenza culturale durante il conflitto. Sabato i due percorsi continuano con alle 15:15 Il disincanto di Jaime Chávarri, che affronta il lascito del franchismo, mentre alle 17:30 il focus su Sarajevo propone Retour à Sarajevo di Philippe Grandrieux e Images from the Corner di Jasmila Žbanić.

Entrano nel vivo anche gli eventi industry, punto di riferimento sempre più importante per i professionisti del settore a livello internazionale. Venerdì 27 alle 10 in Mediateca inizia NIUDOC 2026 – Where Stories Begin!, progetto dedicato ai giovani talenti del documentario, che mette in dialogo autori e autrici emergenti con produttori e produttrici del Nord Est e dei Balcani, favorendo collaborazioni transfrontaliere. Alle 15 spazioZero ospita l’incontro industry “Oltre i confini”, dedicato alle coproduzioni internazionali nell’area adriatico-balcanica. Sabato alle 10 a Cinemazero l’evento industry Vero! Connecting Docs mette in relazione autori e professionisti del settore, affiancato nel pomeriggio da un panel sulle nuove strategie di distribuzione.

Oltre al cinema, il festival si apre ad altri linguaggi. Sabato in Mediateca alle 16.30 GameZero esplora il videogioco Horses, ispirato a Pasolini, mentre il laboratorio Mediacreativa, in programma alle 17.00, invita il pubblico più giovane a riscoprire la fotografia istantanea.