Putin ha ordinato l’allerta della deterrenza nucleare, ma intanto si apre uno “spiraglio” diplomatico

Il presidente russo Putin ha ordinato alle Forze armate di mettere in stato di massima allerta le forze di deterrenza nucleare dopo "le dichiarazioni aggressive" da parte della Nato. Lo riferiscono diverse agenzie di stampa. Il capo del Cremlino ha anche detto che le sanzioni che l'Occidente sta adottando nella crisi ucraina sono "illegittime". Lo riporta la Tass.  La minaccia viene presa con massima attenzione ma sembra più una manovra propagandistica che altro. Infatti nella tarda mattinata il presidente bielorusso Alexandar Lukashenko fedelissimo di Putin  aveva per primo evocato  lo spettro nucleare facendo spalla alla successiva dichiarazione del presidente russo. "Le sanzioni - aveva detto Lukashenko  - spingeranno la Russia verso la terza guerra mondiale. Quindi dobbiamo mostrare moderazione per non finire nei guai. Perché una guerra nucleare sarebbe un disastro". Poche ore dopo, come in copione già scritto, da Mosca la notizia della nuova mossa di Putin: è stato infatti allertato il sistema difensivo nucleare. In sostanza, ci fa sapere l'agenzia di stampa Sputnik  "il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato ai militari di mettere in stato di allerta le forze di deterrenza nucleare a seguito di "dichiarazioni aggressive" della Nato.
Il presidente russo Putin ha dato al ministero della Difesa l'ordine di trasferire le forze di contenimento in regime di prontezza al combattimento. I Paesi occidentali non solo compiono azioni ostili contro la Russia nella sfera economica, ma da parte delle più alte cariche dei Paesi NATO provengono dichiarazioni aggressive nei confronti del nostro Paese".  Da quanto è emerso la decisione sarebbe stata presa dopo un incontro con il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, e il capo di stato maggiore Valeri Gerasimov. Difficile dare lettura alla mossa di Putin, di certo però appare evidente che la reazione occidentale non era stata valutata appieno, spiazzando lo stato maggiore  e lo stesso presidente russo.  Intanto però, pare si  apra uno spiraglio diplomatico.  In una messaggio sul canale Telegram del presidente ucraino Zelensky apparso alle 12:43 si legge che vi sarebbe stata  una conversazione telefonica con il presidente bielorusso Alexandar Lukashenko.  Conferma a un'indiscrezione trapelata poche ore prima. I due si sarebbero parlati dopo giorni di silenzio tra Kiev e Minsk. La Bielorussia del resto sta appoggiando la Russia nella guerra e molti carri armati presenti nella periferia della capitale ucraina sono entrati dal confine bielorusso.  Ma quella conversazione potrebbe davvero aprire uno spiraglio diplomatico. Fonti ucraine hanno infatti parlato di una delegazione di Kiev in viaggio verso Gomel, città bielorussa dove starebbero arrivando anche inviati da Mosca. Potrebbe essere preludio a una trattativa. Zelensky nelle scorse ore ha confermato. Abbiamo convenuto che la delegazione ucraina si sarebbe incontrata con la delegazione russa senza precondizioni al confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat - si legge in una dichiarazione apparsa su Telegram - Alexander Lukashenko si è assunto la responsabilità di garantire che tutti gli aerei, elicotteri e missili di stanza sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina.