La nostra Regione predica bene e razzola male in merito al trattamento dei medici e infermieri che lavorano nel servizio sanitario pubblico.
Predica bene quando nell’ambito della Conferenza delle Regioni concorre ad approvare lo scorso 6 febbraio
IL DOCUMENTO finalizzato a fermare l’emorragia dei professionisti verso il privato e l’estero.
Il primo punto è l’adeguamento del trattamento economico di medici e infermieri per colmare il gap con Europa e il privato mediante un congruo incremento dei fondi e l’allentamento dei vincoli di spesa per il personale. Viene anche proposto di prendere misure di sostegno al disagio abitativo per i neoassunti fuori sede e incentivi per favorire la permanenza in aree disagevoli come la montagna.
Questi sono i punti cardine della strategia delineata dalla Conferenza delle Regioni, di cui è presidente – giova ricordarlo- il governatore della Regione FVG Massimiliano Fedriga.
E proprio la Regione FVG dopo aver predicato bene sul fronte nazionale (per propaganda?) razzola male a casa propria, essendo ben lungi dal seguire le proposte della Conferenza delle Regioni, anzi fa esattamente il contrario.
Risulta infatti che i medici e infermieri del FVG sono tra i peggio pagati in Italia. Dagli ultimi dati disponibili del MEF – Ministero Economia e Finanze – riguardo ai medici e dirigenti del SSN, a fronte della retribuzione annuale media italiana pari a 86.998 euro quella in FVG è di 82.3497, al terz’ultimo posto tra le regioni italiane. Per quanto riguarda il personale del comparto siamo a 32.178 euro a fronte di una media nazionale di 33.454, al quart’ultimo posto, peggio di noi solo Calabria, Puglie e Sardegna.
E a tutt’oggi la Regione FVG continua a risparmiare sulla pelle dei professionisti, infatti mantiene i tetti di spesa per il personale, pur non essendo obbligata a farlo.
Eppure, il FVG non ha mai avuto tanti soldi come adesso, la legge finanziaria varata a dicembre è stata la più ricca di sempre, passando dai cinque miliardi di euro del 2023 ai sei miliardi e mezzo di quest’anno, un aumento del 30%! Ma per gli incentivi al personale della sanità sono stati stanziati 39 milioni di euro, pari al 0.6% della spesa, briciole. Mentre sono stati elargiti centinaia di milioni di euro per finanziare hotel a cinque stelle, impianti di risalita, neve artificiale, ecc. Progetti senz’altro importanti, però una scala di priorità andava fatta.
Ma i soldi non sono tutto, conta anche, la possibilità di progressione professionale, e infatti tra le proposte della Conferenza delle Regioni spiccano quelle per valorizzare le competenze professionali e gestionali e per avere una disciplina più equilibrata e trasparente nell’affidamento delle strutture a personale universitario, a tutela degli ospedalieri.
Invece per chi lavora in FVG le prospettive di carriera restano ridotte al lumicino dopo i pesanti tagli dei reparti ospedalieri fatti durante la Giunta Serracchiani e continuati dall’attuale amministrazione, essendo tra l’altro i pochi posti restanti di direttore di dipartimento e di struttura (primari) appannaggio quasi esclusivo dei clinici universitari. Pare emblematica del “razzolar male” la nuova organizzazione degli ospedali del Friuli centrale, che vede soppressi quattro Dipartimenti ospedalieri e inquadra i reparti che li costituivano nei Dipartimenti a direzione universitaria.
In merito al miglioramento della qualità del lavoro la Conferenza delle Regioni elenca una serie di proposte assai apprezzabili, ma anche qui il FVG razzola male; infatti, da noi il clima lavorativo continua quasi ovunque ad essere opprimente per deficit di organizzazione, carenza di risorse, intolleranza verso i professionisti che chiedono trasparenza, a cui si aggiunge una burocrazia inutilmente asfissiante.
Mentre a livello nazionale si cerca di valorizzare e incentivare medici e infermieri, il FVG li penalizza e umilia. Perché?
Walter Zalukar
Associazione Costituzione 32